Legislatura 18 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-05815
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Atto n. 4-05815
Pubblicato il 15 luglio 2021, nella seduta n. 347
LANNUTTI , TRENTACOSTE , NATURALE , CROATTI , ANGRISANI , PRESUTTO , CASTALDI , ORTIS , CORRADO , QUARTO - Ai Ministri della transizione ecologica e dello sviluppo economico. -
Premesso che:
la Solvay è una multinazionale belga, che nel 1913 ha costruito a Rosignano Solvay (l'industria ha dato perfino il nome al Comune), in provincia di Livorno, un impianto di lavorazione della soda. La posizione vicina alle cave calcaree di San Carlo e il territorio circostante offrivano buona materia prima, soprattutto a causa degli affioramenti di acqua salmastra che rilasciava sul terreno il salgemma, rivelatosi poi fondamentale per la produzione industriale;
negli anni la presenza dello stabilimento ha causato l'inquinamento del tratto di costa a sud dell'abitato. Le cosiddette "Spiagge bianche" sono formate, infatti, dagli scarichi dell'adiacente industria chimica. Per il 90 per cento si tratta di calcare cotto e finemente tritato e per il 10 per cento circa di cloruro di calcio. Il sito, secondo l'UNEP (Programma delle nazioni unite per l'ambiente), è tra i 15 tratti costieri più inquinati del Mediterraneo, proprio a causa degli «sversamenti di gesso e calcare, metalli pesanti bioaccumulabili quali mercurio, arsenico, cadmio, cromo e piombo»;
uno studio dei dati presentati dai vari organismi di controllo pubblicati sul sito del Ministero dell'Ambiente, riporta con tutta evidenza che la situazione è fortemente critica, sia sul fronte degli incidenti rilevanti che si susseguono da anni (gli ultimi a febbraio e agosto 2020), sia per quanto riguarda la contaminazione dei pozzi del quartiere dei palazzoni di Rosignano segnalata da ARPAT dallo scorso febbraio (va ricordato che nel 2019 Solvay è stata condannata per disastro ambientale a Spinetta Marengo per lo scarico di cromo esavalente);
uno studio epidemiologico sulla popolazione di Rosignano da parte del CNR, insieme all'Azienda sanitaria regionale, dimostra che nell'area c'è un'incidenza maggiore del tumore alla mammella e malformazioni nei neonati;
in base a un esposto del cofondatore del fondo internazionale di investimento "Bluebell Capital Partners", Giuseppe Bivona, Solvay starebbe adottando tecniche di greenwashing. Sempre in base allo stesso esposto risulta che la multinazionale belga abbia sversato finora in mare tredici milioni di tonnellate di metalli pesanti;
nonostante dal 2007 la multinazionale abbia ricevuto 104,5 milioni di euro di fondi pubblici per ridurre il proprio impatto ambientale, l'area inquinata non è stata ancora totalmente bonificata, anche grazie al fatto che diversi gruppi politici hanno votato contro una mozione, presentata dal Movimento 5 Stelle al consiglio regionale della Toscana, con cui si chiedeva di accelerare la riconversione dello stabilimento Solvay a Rosignano con l'installazione di un dissalatore e di provvedere all'installazione di adeguati sistemi di depurazione e alle bonifiche dei luoghi inquinati;
considerato che:
Bivona ha posto oltre cinquanta domande all'amministratore delegato di Solvay nel corso dell'assemblea dei soci, tenutasi lo scorso 11 maggio. Vincent de Cuyper ha risposto a tutti gli interrogativi scaricando sulle autorità italiane la responsabilità di quanto avviene, ripetendo in modo compulsivo che lo sversamento a mare sia de facto quasi una richiesta delle nostre autorità. Le risposte di de Cuyper a Bivona hanno confermato quel che è l'aspetto più critico sotto l'aspetto normativo/regolamentare, ovvero la diluizione delle sostanze pericolose sversate a mare e la violazione delle BAT;
per raggiungere un livello il più possibile elevato di protezione dell'ambiente è previsto che vengano individuate e adottate, da parte del gestore dell'impianto industriale, le migliori tecniche disponibili (best available techniques), ovvero le tecniche impiantistiche, di controllo e di gestione che (tra quelle tecnicamente realizzabili ed economicamente sostenibili per ogni specifico contesto) garantiscono bassi livelli di emissione di inquinanti, l'ottimizzazione dei consumi di materie prime, prodotti, acqua ed energia e un'adeguata prevenzione degli incidenti;
considerato, inoltre, che anche in Francia Solvay è stata accusata di essere un'azienda che inquina e lo fa in più siti. Come nello stabilimento di Dombasle, dove si produce carbone che produce odori nefasti, nocivi e insopportabili. Oppure nell'impianto di Solvay de Tavaux, che ha contaminato permanentemente la falda freatica. E negli Stati Uniti la multinazionale è stata accusata di inquinare le falde acquifere. Funzionari dello Stato del New Jersey hanno citato in giudizio Solvay, accusando l'azienda di ignorare il mandato di ripulire l'acqua potabile contaminata e di inquinare l'aria producendo composti tossici una volta prodotti nel suo stabilimento di West Deptford;
considerato, infine, che l'agenzia di rating MSCI ha assegnato a Solvay il punteggio massimo (AAA) e altre società di rating le hanno assegnato comunque dei voti buoni. Secondo queste valutazioni acquistare un titolo Solvay sarebbe considerato un investimento sostenibile,
si chiede di sapere:
se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di quanto riportato in premessa;
se il Ministro della transizione ecologica abbia intenzione di attivarsi nei confronti di Solvay, affinché realizzi bacini di decantazione nei quali far confluire gli scarichi, prima di sversare in mare e di bonificare la discarica a cielo aperto, meglio nota come "Spiagge bianche", costituita da milioni di tonnellate di scarti industriali provenienti dal processo di fabbricazione della soda;
se il Ministro stesso abbia intenzione di rivedere il rating di sostenibilità ambientale dell'azienda, che dovrebbe essere rivisto al ribasso, alla luce dell'impatto dello stabilimento di Rosignano;
se il Governo, date le forti criticità di un'azienda accusata di inquinamento seriale e violazione sistematica del codice ambientale non soltanto in Italia, ma anche nelle altre nazioni dove opera, come Francia ed USA, dopo gli incidenti rilevanti che si susseguono da anni, gli ultimi a febbraio e agosto 2020, per quanto concerne la contaminazione dei pozzi del quartiere dei palazzoni di Rosignano segnalata da ARPAT dallo scorso febbraio, dopo la condanna di Solvay nel 2019 per disastro ambientale a Spinetta Marengo per lo scarico di cromo esavalente, non abbia il dovere di esigere il rigoroso rispetto delle vigenti norme sull'ambiente con l'obbligo di provvedere all'installazione di adeguati sistemi di depurazione e alle bonifiche dei luoghi inquinati ed avvelenati.