Legislatura 18 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-05586
Azioni disponibili
Atto n. 4-05586
Pubblicato il 8 giugno 2021, nella seduta n. 333
FERRARA , TRENTACOSTE , CROATTI , VACCARO , MONTEVECCHI , PAVANELLI , VANIN , PRESUTTO - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri della transizione ecologica e della cultura. -
Premesso che:
con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 25 maggio 2016 è stato approvato un bando con cui vengono definite le modalità e la procedura di presentazione dei progetti per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie. Il Comune di Lucca ha concorso per l'assegnazione dei finanziamenti di cui al citato bando, ottenendo complessivamente 16.383.000 euro per i progetti "Quartieri Social" rivolti ai territori di San Concordio e San Vito;
di tale importo: 4 milioni sono stati stanziati per il progetto "messa a sistema delle aree a verde del quartiere di San Concordio ricomprese tra Piazzale Moro e l'acquedotto del Nottolini" (detta "galleria coperta") approvato con delibera di Giunta comunale n. 164 del 18 aprile 2018, resa esecutiva con determinazione dirigenziale n. 1382 del 2018; 6 milioni sono stati stanziati per il progetto "riqualificazione di porzione dell'area ex Gesam in località San Concordio-Lucca, consistente nel completamento di parcheggio interrato e nella realizzazione di piazza pubblica aperta e coperta" (detta "piazza coperta") approvato con delibera di Giunta n. 31 del 12 febbraio 2019, resa esecutiva con determinazione dirigenziale n. 209 del 19 febbraio 2019;
i comitati di quartiere e alcune associazioni ambientaliste locali e nazionali hanno promosso molteplici iniziative volte ad evidenziare come le opere di riqualificazione proposte non rappresenterebbero un valore aggiunto per il territorio ma, al contrario, sarebbero causa di notevole degrado urbanistico e ambientale;
la cementificazione delle aree comprometterebbe la preservazione del parco naturale e didattico della Montagnola-Chiariti, sito destinato alla costruzione della "galleria coperta", e andrebbe a ledere alcune parti ricche di memoria storica, quali il porto fluviale della città, zona individuata per la realizzazione della "piazza coperta", in cui sono anche stati scoperti, negli anni 2009-2011, reperti archeologici ora sotto la supervisione della Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio per le provincie di Lucca e Massa Carrara e tutelati ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42;
la realizzazione della "piazza coperta" consiste nella creazione di un edificio di circa 3.800 metri cubi destinato a locali pubblici, poggiante su una struttura interrata coperta di cemento a sostenere una tettoia alta circa 16 metri. L'area individuata per la costruzione è collocata nella zona archeologica del porto della Formica e si trova in prossimità di due edifici vincolati come beni architettonici (il "chiesone" delle officine del gas e la tintoria dell'ex Filanda Viani);
il progetto della "galleria coperta" consiste nella creazione di una strada pedonale e ciclabile con fondazioni di cemento armato, coperta da una tettoia di acciaio alta 4 metri. L'area individuata, presso le zone denominate "Montagnola" e "Chiariti", è parco naturalistico didattico ed area protetta;
l'articolo 4 del bando di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 25 maggio 2016 prevede che gli interventi finanziabili debbano avvenire "senza ulteriore consumo di suolo". Tuttavia, in evidente contrasto con tale prescrizione, il progetto della "galleria coperta", come definitivamente approvato e appaltato, prevede la cementificazione di 1.800-2.000 metri quadri circa di terreno attualmente allo stato di bosco, prato e area umida;
inoltre la "piazza coperta" sorgerebbe nella medesima area destinata, anni prima, al progetto "Steccone", che prevedeva la realizzazione di un parcheggio interrato, ma la cui costruzione venne bloccata dalla magistratura. Tuttavia, del progetto è rimasto un piano interrato allo stato grezzo i cui lavori erano fermi da 10 anni e il cui permesso di costruzione, risalente al 2008, era decaduto nel novembre 2017. Il nuovo intervento, quindi, non sembrerebbe poter essere presentato come prosecuzione dei residui dello "Steccone" e, potenzialmente, lederebbe quanto prescritto dal suddetto articolo 4;
ai sensi dell'articolo 5, comma 4, del bando, qualora i progetti rechino interventi su beni culturali o aree sottoposte a tutela paesaggistica o a vincolo ambientale, essi devono essere corredati da dichiarazioni di compatibilità. A quanto risulta all'interrogante, tuttavia, il progetto della "piazza coperta", che interessa tre zone archeologiche ricche di reperti tutelati ai sensi del decreto legislativo n. 42 del 2004 (la darsena del porto della Formica, il porto stesso e le pavimentazioni e fornaci del primo impianto del gasometro ottocentesco), non è stato presentato contestualmente alla dichiarazione;
il progetto edilizio è stato approvato nel febbraio 2019, il permesso di costruire è stato rilasciato lo stesso mese, la procedura di appalto si è conclusa nel gennaio 2020, ma la trasmissione del progetto alla soprintendenza è avvenuta solo nell'aprile 2020 a seguito di richiesta esplicita della soprintendenza stessa;
parrebbe, pertanto, che la mancata trasmissione preliminare per il parere obbligatorio e vincolante della soprintendenza sulle aree archeologiche interne all'area di progetto sia incompatibile con l'articolo 5, comma 4, del bando,
si chiede di sapere:
quali controlli siano stati effettuati, in fase di valutazione dei progetti, dai competenti uffici della Presidenza del Consiglio dei ministri e come sia stato possibile il finanziamento della "piazza coperta" e della "galleria coperta", per i quali non sembrano sussistere i requisiti di ammissibilità previsti dal bando, di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 25 maggio 2016;
se il Presidente del Consiglio dei ministri non ritenga opportuno sollecitare, nelle sedi competenti, l'avvio di un'indagine per chiarire le questioni esposte e risolvere le criticità evidenziate;
se non ritenga urgente intraprendere delle verifiche finalizzate alla revoca dei finanziamenti concessi non ancora spesi e non ancora rendicontati, al fine di salvaguardare il territorio da opere di impatto ambientale irreversibile e invise alla popolazione, oppure consentire un loro reimpiego, al fine del contenimento della cementificazione esistente e il ripristino dello stato dei luoghi;
se il Ministro della cultura non ritenga opportuno avviare tempestivamente un'indagine, in raccordo con la Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio Lucca e Massa Carrara, volta alla tutela dei reperti archeologici e dei beni vincolati come beni architettonici (chiesone Gesam e filanda Viani) presenti nell'area interessata dal progetto della "Piazza Coperta";
se il Ministro della transizione ecologica non reputi necessario adoperarsi al fine di vigilare sulla preservazione delle aree naturali di "Montagnola" e "Chiariti", coinvolte nella realizzazione della "Galleria Coperta" affinché il finanziamento pubblico sia diretto alla realizzazione di opere sostenibili per l'ambiente, l'ecosistema e la popolazione locale.