Legislatura 18 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-02533

Atto n. 3-02533

Pubblicato il 19 maggio 2021, nella seduta n. 328
Svolto nella seduta n. 329 dell'Assemblea (20/05/2021)

MONTEVECCHI , DE LUCIA , RUSSO , VANIN , CASTELLONE - Al Ministro della cultura. -

Premesso che:

sono stati apprezzati gli sforzi sostenuti durante l'emergenza pandemica per sostenere i lavoratori del settore della cultura, nonostante talune criticità emerse in merito al sistema del welfare e alla mancanza di chiarezza di talune norme emergenziali sulla natura contributiva di alcuni sostegni, poi risolte anche con un intervento dell'Agenzia delle entrate;

il piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) dell'attuale Governo destina alla cultura 4,275 miliardi di euro, a cui si sommano 1,460 miliardi di euro del fondo complementare per la realizzazione del "piano strategico grandi attrattori culturali", finalizzato al finanziamento di 14 interventi specifici, a fronte invece di un patrimonio diffuso;

le azioni di tutela del patrimonio culturale e ambientale risiedono tra i principi fondamentali della nostra carta costituzionale e il loro perseguimento è prioritario rispetto ad ogni altro interesse;

considerato che:

rispetto al totale degli investimenti, la spesa destinata alla cultura è di solo circa il 3 per cento del totale e risulta essere incentrata più a promuovere "l'attrattività dei luoghi" più che a porre le basi per lo sviluppo di un nuovo paradigma culturale basato sul benessere del pianeta e delle persone, come ribadito in più consessi internazionali e nel "nuovo Bauhaus" europeo;

il tema della tutela del patrimonio culturale è legato alla sua effettività: in questo senso, occorrerebbe quindi riflettere sulla quantità di mezzi finanziari introdotti e sui risultati attesi; sulle attività di pianificazione e manutenzione programmata, preventiva ordinaria e straordinaria; sulle attività di mappatura; sull'adeguatezza dei contratti applicati ai professionisti dei beni e delle attività culturali e dell'organigramma ministeriale e periferico;

la logica emergenziale che guida gli interventi sul patrimonio culturale è quella che erroneamente, a giudizio degli interroganti, vede il momento "autorizzatorio" come un ostacolo alla realizzazione degli interventi, mettendo a rischio la conservazione del patrimonio artistico e del paesaggio;

anche in riferimento al "recovery art", alcune perplessità sono state espresse riguardo sia alla localizzazione dei depositi sia con riferimento al problema di carenza dell'organico per le ordinarie attività di manutenzione;

considerato inoltre che:

numerose sono le critiche mosse dai professionisti del comparto rispetto ai problemi del settore (come, ad esempio, da un articolo pubblicato su "il Fatto Quotidiano" del 19 maggio 2021, "Archeologia, via le tutele per far spazio al recovery"), come: l'assenza di pianificazione e di fondi per la gestione ordinaria; la carenza di personale; la possibile sospensione delle attività di archeologia preventiva; l'esternalizzazione dei servizi e l'assenza di un'attività di mappatura completa;

lo stringente cronoprogramma del Governo per mettere in campo gli appalti "green" rischia di mettere in difficoltà gli organismi che già si trovano in situazione di sottorganico;

le norme di semplificazione che il Governo si accinge ad adottare non possono non tenere conto delle esigenze prioritarie e del dovere costituzionale di tutela e di conservazione, ai fini di una pubblica fruizione, del patrimonio culturale e paesaggistico,

si chiede di sapere:

quali posizioni il Ministro in indirizzo intenda assumere con particolare riferimento al "decreto semplificazione" atteso in Consiglio dei ministri, tenendo conto delle garanzie costituzionali di cui all'articolo 9 della Costituzione;

quali urgenti iniziative intenda intraprendere per risolvere l'annoso e grave problema di carenza dell'organico presso gli organi ministeriali e periferici, ovvero le Soprintendenze;

quali iniziative urgenti intenda intraprendere per correggere la riforma organizzativa delle Soprintendenze che ha causato gravi criticità nel funzionamento e nell'efficacia della loro azione sul territorio.