Legislatura 18 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-05351
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Atto n. 4-05351
Pubblicato il 27 aprile 2021, nella seduta n. 320
VANIN , CROATTI , MONTEVECCHI , PAVANELLI , TRENTACOSTE - Al Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili. -
Premesso che:
si apprende da notizie di stampa che l'Autorità nazionale anticorruzione (ANAC) ha ritenuto illegittima la concessione sullo scalo crocieristico rilasciata nel 1997 senza gara dall'Autorità portuale di Venezia in favore di Venezia terminal passeggeri (VTP) ("La Nuova di Venezia e Mestre", 28 marzo 2021);
in particolare, l'ufficio di vigilanza dell'ANAC aveva avviato nel 2018 un'ispezione e nel febbraio 2021 ha inviato le sue conclusioni in merito all'illegittimità dell'operato compiuto dall'Autorità portuale, allontanando così la possibilità di una proroga di lungo termine della concessione in scadenza nel 2024, che era stata "chiesta esplicitamente dalla Regione, con il presidente Luca Zaia";
ad avviso dell'ANAC il comma 5 dell'articolo 23 della legge 28 gennaio 1994, n. 84, recante "Riordino della legislazione in materia portuale", consente di assegnare direttamente i servizi, senza gara, se ci sono esuberi di personale e viene costituita una società a questo scopo con gli operatori portuali e la partecipazione minoritaria dell'Autorità portuale, ma "la Venezia Terminal Passeggeri, costituita ad hoc, è controllata con il 53% delle quote da Veneto Sviluppo (ora anche con la società delle compagnie di crociera), da Save al 22,18%, da Finpax la società degli operatori portuali (ora in pratica acquisita dalla società delle compagnie di crociera) con la stessa quota e dalla Camera di Commercio di Venezia e Rovigo per il 2,6%";
i soci di VTP, rileva l'anticorruzione, non sono quindi tutti riconducibili a imprese operanti nel porto (come chiede la legge per evitare la gara), perché ci sono anche la finanziaria regionale, la SAVE e la camera di commercio. Dunque l'Autorità portuale non avrebbe rispettato i requisiti della legge, assegnando direttamente i servizi crocieristici a VTP. La procedura dell'ANAC è ancora aperta;
l'Autorità portuale dichiara di aver provveduto ad inviare delle controdeduzioni con le quali avrebbe precisato che Veneto Sviluppo non sarebbe un istituto bancario, mentre SAVE sarebbe comunque una società "che opera in stretto contatto con i servizi portuali" per cui sarebbero state rispettate tutte le condizioni per l'assegnazione diretta del servizio a VTP "essendoci anche gli esuberi di personale indicati dalla legge";
considerato che:
nel mirino dell'anticorruzione ci sarebbe anche APV Investimenti, interamente partecipata dall'Autorità portuale, che gestisce direttamente, anche qui senza gara, diversi servizi concessi al porto, come le aree adibite a parcheggio, la realizzazione e gestione delle reti informatiche, fornendoli a pagamento agli utenti portuali; secondo l'ANAC tali servizi non potrebbero essere svolti da una società in house, mentre per il porto si tratterebbe di servizi strettamente connessi all'attività portuale;
sempre secondo ANAC, anche la quota dell'1 per cento dell'Autorità portuale in AVPS, società che controlla VTP, dovrebbe essere ceduta, perché non avrebbe ragione d'essere;
se l'ANAC non riterrà convincenti le argomentazioni dell'Autorità portuale, potrebbe interrompere direttamente la concessione di VTP, invitando il porto a indire una nuova gara per l'assegnazione dei servizi crocieristici oppure potrebbe attendere la scadenza naturale della concessione del 2024 per bandire poi la gara successivamente. Non vi è quindi spazio per alcuna proroga,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti;
quali iniziative di propria competenza intenda intraprendere, al fine di porre in essere opportune verifiche e monitoraggi, volti ad assicurare che la legalità venga ripristinata;
se ritenga che la situazione possa avere impatti sulla recente decisione di spostare provvisoriamente lo scalo crocieristico a Marghera e le navi fuori dalla laguna.