Legislatura 18 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-02445

Atto n. 3-02445

Pubblicato il 20 aprile 2021, nella seduta n. 317

LEONE , VANIN , MARINELLO , SANTANGELO , FERRARA , ROMANO , DONNO , PRESUTTO , MONTEVECCHI , TRENTACOSTE , PAVANELLI - Al Ministro per le pari opportunità e la famiglia. -

Premesso che:

per mutilazione genitale femminile (MGF) si intende quella pratica che va dall'incisione all'asportazione, parziale o totale, dei genitali femminili esterni non ricollegata a fini medici, sanitari e comunque non terapeutici, praticata quindi per ragioni sessuali, estetiche o religiose;

si stima, secondo i dati dell'UNICEF, che ogni anno nel mondo circa 3 milioni di bambine sotto i 15 anni rischiano di subire tale pratica disumana con rischio di devastanti conseguenze sanitarie come emorragie, infezioni, ritenzione urinaria, lesioni e disfunzioni permanenti;

considerato che:

si registrano casi di mutilazione genitale femminile anche in Europa, Australia, Canada e Stati Uniti, soprattutto tra immigrati provenienti dall'Africa e all'Asia; si tratta di episodi che avvengono nella più totale illegalità;

si stima che in Italia, secondo l'Istituto europeo per l'uguaglianza di genere, dal 15 al 24 per cento delle ragazze siano a rischio di mutilazione genitale femminile su una popolazione totale di 76.404 di ragazze di età compresa tra 0 e 18 anni provenienti da Paesi dove tale pratica è diffusa;

considerato inoltre che:

il contributo italiano nell'opera di contrasto alle pratiche di mutilazione genitale si compone di numerosi interventi strumentali per la definizione e attuazione di molteplici misure operative;

la legge 9 gennaio 2006, n. 7, recante "Disposizioni concernenti la prevenzione e il divieto delle pratiche di mutilazione genitale femminile", prevede una serie di iniziative e strategie per affrontare il problema delle MGF in Italia;

il Ministro per le pari opportunità, per l'assolvimento degli svariati compiti che la legge gli attribuisce ha provveduto, con decreto ministeriale 16 novembre 2006, all'istituzione della Commissione per la prevenzione e il contrasto delle pratiche di mutilazione genitale femminile, presieduta dal Ministro stesso e composta dal capo e dai dirigenti del Dipartimento per le pari opportunità nonché da esperti e da rappresentanti delle istituzioni interessate;

nel gennaio 2007, la Commissione ha approvato il primo piano strategico volto a programmare iniziative e misure per combattere queste pratiche tradizionali dannose;

il piano è stato definito in un bando pubblico, pubblicato nell'agosto 2007, volto a finanziare progetti per prevenire e combattere la pratica delle mutilazioni genitali femminili in tre diversi ambiti: azioni e progetti di ricerca, campagne di sensibilizzazione e corsi di formazione. Il bando pubblico ha ammesso Regioni, autorità locali e amministrazioni del Servizio sanitario nazionale, oltre ad organismi del terzo settore, organizzazioni no profit che hanno come obiettivo principale la tutela della salute e dei diritti umani dei migranti;

nel gennaio 2011, la Commissione ha approvato il secondo piano strategico per la prevenzione e la lotta alle MGF sulla base della ratifica e dell'accordo della Conferenza Stato-Regioni;

il Ministro ha inoltre preparato una bozza di protocollo d'intesa da sottoporre alla ratifica della Conferenza Stato-Regioni. I criteri da ratificare comprendono stanziamento di risorse, obiettivi, metodi, attuazione e monitoraggio del sistema per sviluppare interventi di prevenzione e di lotta alle MGF;

nel febbraio 2012, il Ministro ha inserito la MGF fra i 9 principali problemi che intende affrontare, quando ha presentato le priorità politiche sulle pari opportunità;

considerato infine che:

ad oggi la Commissione per la prevenzione e il divieto delle pratiche di mutilazione genitale femminile non esiste più e non è previsto né discusso nessun piano nazionale specifico;

i soggetti impegnati nell'eliminazione di tale pratica sostengono che occorre rafforzare la cooperazione intersettoriale e integrare la questione delle MGF in tutti i settori (sanità, assistenza sociale, asilo, istruzione, applicazione della legge, giustizia, protezione dei minori e media e comunicazioni) poiché il fatto di subire MGF o vivere nel rischio di subirle incide sulla vita delle ragazze e delle donne in tutta una serie di modi;

il Dipartimento per le pari opportunità è la struttura che opera nell'area funzionale inerente alla promozione e al coordinamento delle politiche dei diritti della persona, delle pari opportunità e azioni di governo volte a prevenire e rimuovere ogni forma e causa di discriminazione,

si chiede di sapere:

se risultino iniziative della Commissione per la prevenzione e il contrasto delle pratiche di mutilazione genitale femminile successive al 2011;

quali siano le motivazioni che hanno determinato la fine dell'operatività della Commissione e quali misure abbia adottato il Ministro in indirizzo per integrare il contrasto e la prevenzione mutilazione genitale femminile in tutte le pertinenti politiche e iniziative al riguardo.