Legislatura 18 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-05300
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Atto n. 4-05300
Pubblicato il 20 aprile 2021, nella seduta n. 317
VANIN , MONTEVECCHI , CORBETTA , PAVANELLI , TRENTACOSTE , ENDRIZZI , PRESUTTO - Al Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili. -
Premesso che:
si apprende da notizie di stampa di questi giorni che la Guardia di finanza del nucleo tutela spesa pubblica ha avviato un'indagine sugli sprechi legati alla cattiva manutenzione del Mo.S.E. (modulo sperimentale elettromeccanico). L'incarico arriva dalla procura della Corte dei conti del Veneto, l'ipotesi è di danno erariale, per il momento a carico di ignoti ("La Nuova Venezia", 8 aprile 2021);
in particolare, la Guardia di finanza ha avviato gli accertamenti sulla vicenda della corrosione e dei presunti ritardi sulla sistemazione delle criticità del Mo,S.E.. Il commissario, Elisabetta Spitz, e il provveditore alle opere pubbliche, Cinzia Zincone, hanno ricevuto la notizia dell'avvio dell'indagine;
l'indagine, che porterà gli inquirenti a esaminare e acquisire tutti i documenti necessari per fare luce sulla vicenda, è stata avviata a seguito delle inchieste della stampa locale e della rivista "L'Espresso", nonché a seguito delle dimissioni per protesta di due ingegneri esperti del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti sulla questione della corrosione;
gli esperti hanno denunciato ritardi e mancati interventi, errori di progettazione e di valutazione e di non essere stati ascoltati, posto che gli interventi da loro suggeriti non sono stati posti in atto; nel dettaglio, i fenomeni di corrosione anche sulle cerniere sono stati ritenuti in stato avanzato e l'acciaio impiegato non corrisponderebbe a quello garantito nel progetto originario per durare 100 anni; Susanna Ramundo ha precisato che non è stato utilizzato un acciaio inossidabile superduplex, ma un acciaio al carbonio rivestito con nichel con il rischio che "le strutture nel tempo possano essere minate alla base dalla ruggine, come successo anche nel caso del Ponte Morandi a Genova";
sempre dal citato quotidiano si apprende che il procuratore della Corte dei conti, Paolo Evangelista, aveva, qualche settimana fa, compiuto un sopralluogo conoscitivo presso i cantieri alla bocca di Malamocco e in tale occasione era stato guidato dall'ex amministratore straordinario e direttore del Consorzio Venezia nuova (oggi consulente del commissario Spitz), l'ingegner Francesco Ossola;
inoltre, dall'indagine della Corte dei conti risulterebbero anche altri interventi sbagliati o ritardati negli ultimi anni come la lunata di Lido, una diga lunga 800 metri, costata 40 milioni di euro e crollata alla prima mareggiata, il 31 ottobre 2012, pochi giorni dopo il collaudo. È ancora in corso un contenzioso tra l'impresa Mantovani, il progettista Alberto Scotti della Technital, il Consorzio e le compagnie assicurative su chi debba rispondere dei danni;
da ultimo, vi è un terzo punto che ad avviso dei giudici contabili merita approfondimento ed è la conca di navigazione dove vi sarebbero errori progettuali e di sottovalutazione, conca costata 330 milioni di euro, ma troppo piccola per ospitare grandi navi. Durante una mareggiata, nel 2015, la porta lato mare è stata danneggiata e sono ancora in corso progetti e rilievi per ripararla. Ad oggi la riparazione è affidata all'impresa Cimolai S.p.A. per 31 milioni di euro, la stessa società "che concorre alle gare per la manutenzione delle paratoie di Treporti che ha costruito e a quella da 34 milioni proprio sui rimedi per la corrosione";
considerato che:
tutte queste problematiche non sono ascrivibili a semplici casualità, ma imputabili a tutta una serie di concause perpetrate sia in fase di progettazione che nell'esecuzione e successiva manutenzione preventiva delle opere realizzate;
il commissario straordinario del Mo.S.E., designato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 27 novembre 2019, ha il compito principale di sovrintendere ai lavori di completamento dell'opera;
il delicato e complesso sistema delle cerniere, che purtroppo ha evidenziato forti criticità a causa della corrosione che ad oggi riducono la vita residua di alcuni componenti, non può essere più trascurato e sicuramente dovrebbe preoccupare sia l'amministrazione concedente (provveditorato alle opere pubbliche) che il commissario straordinario del Mo.S.E.,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti;
quali iniziative intenda intraprendere al fine di porre in essere le opportune verifiche;
se intenda verificare il corretto operato di tutti i soggetti istituzionali chiamati in causa al controllo delle opere eseguite dal concessionario Consorzio Venezia nuova e, in particolar modo, del commissario straordinario del Mo.S.E., che, ad avviso degli interroganti, ad oggi non risulta aver ottemperato all'impegno derivato dall'incarico.