Legislatura 18 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-04782

Atto n. 4-04782

Pubblicato il 19 gennaio 2021, nella seduta n. 293

SAVIANE , MONTANI , TOSATO , CENTINAIO , ZULIANI , BERGESIO , PIANASSO , LUNESU , CANDURA , PUCCIARELLI , DORIA , FERRERO , ARRIGONI , TESTOR , RICCARDI , NISINI , CAMPARI , FREGOLENT , CANTU' , CORTI , PERGREFFI , PISANI Pietro , BAGNAI - Al Ministro dell'economia e delle finanze. -

Premesso che:

l'apertura degli impianti e dei comprensori sciistici per l'inizio della stagione sciistica invernale 2020-2021 è attualmente sospesa, il che rende assolutamente incerta la possibilità di un avvio in prossimità del 18 gennaio. Un'ipotesi che, se venisse confermata, avrebbe un effetto devastante su comparto e relativo indotto, che rappresenta il volano economico-occupazionale trainante di interi territori;

le sollecitazioni continue degli operatori turistici accendono un faro sulla situazione preoccupante in cui versano il turismo invernale e la sua economia;

anche per effetto della quasi totale mancanza di domanda internazionale, che nelle grandi località rappresenta fino all'80 per cento della clientela, la stagione si preannuncia molto dura; proprio per effetto delle limitazioni imposte dal Governo, molte località dell'arco alpino e appenninico hanno già subito disdette per il periodo natalizio, con pesanti ripercussioni su tutti gli altri settori collegati (istruttori e guide, impiantisti, esercenti commerciali, ristoratori ed albergatori, operatori in genere);

considerato che:

ad oggi gli addetti del settore continuano ad essere tenuti sulla graticola con la velata speranza di poter riaprire, ma da parte del Governo non c'è, ad oggi, un programma o uno studio di quando e come ripartire, nonostante le Regioni e le Province autonome abbiano fornito proposte e piani e, salvo miracoli, è del tutto evidente che la sbandierata riapertura degli impianti di risalita per il prossimo 18 gennaio appartiene più al mondo degli auspici, che non a quello della realtà;

se permanessero le attuali restrizioni, soltanto nelle regioni alpine, potrebbero andare in fumo oltre 1,2 miliardi di euro di fatturato, con ricadute sull'economia del territorio per circa 11-12 miliardi;

gli addetti impegnati direttamente sugli impianti sono circa 15.000, e oltre 40.000 coloro che indirettamente lavorano nel settore nel suo complesso, di cui i due terzi sono stagionali;

il rischio reale, per il 2021, non sarà quello di leggere una relazione sociologica sullo spopolamento della montagna, ma di trovarla completamente deserta,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non intenda adottare tutte le opportune iniziative, affinché sia prontamente fissata una data certa di riapertura degli impianti sciistici, e, qualora dovessero invece permanere necessità di chiusura tali da comportare perdite di guadagni o aggravio di spese per gli operatori, quali azioni intenda attuare per riconoscere loro gli adeguati ristori e sgravi.