Legislatura 18 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-02137

Atto n. 3-02137 (in Commissione)

Pubblicato il 25 novembre 2020, nella seduta n. 277

TESTOR , CAMPARI , BERGESIO , CENTINAIO , TOSATO , RUFA , ZULIANI , DORIA , PUCCIARELLI , CANDURA , PIANASSO , BAGNAI , PAZZAGLINI , NISINI , CORTI , FERRERO , VALLARDI , DE VECCHIS , PISANI Pietro , IWOBI , ALESSANDRINI - Ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti, dell'economia e delle finanze e per i beni e le attività culturali e per il turismo. -

Premesso che:

il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 3 novembre 2020 ha disposto, fra le varie misure urgenti per fronteggiare l'emergenza da COVID-19, la chiusura degli impianti nei comprensori sciistici, salvo l'utilizzo da parte di atleti professionisti e non professionisti, riconosciuti di interesse nazionale, e il loro utilizzo è consentito agli sciatori amatoriali solo subordinatamente all'adozione di apposite linee guida da parte della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, validate dal comitato tecnico scientifico, rivolte ad evitare assembramenti;

l'inizio della stagione sciistica invernale 2020-2021 è attualmente sospeso e così anche l'apertura degli impianti e dei comprensori sciistici, rendendo assolutamente incerta la possibilità del suo avvio in prossimità del Natale, ipotesi che, se venisse confermata, avrebbe un effetto dirompente sul comparto e relativo indotto, che rappresenta il volano economico-occupazionale trainante di interi territori;

la stagione si preannuncia molto dura, anche per effetto della quasi totale mancanza di domanda internazionale, che nelle grandi località rappresenta fino all'80 per cento della clientela; molte località dell'arco alpino e appenninico, proprio per effetto delle limitazioni imposte dal Governo, hanno già subito disdette per il periodo natalizio, con pesanti ripercussioni su tutti gli altri settori collegati (istruttori e guide, impiantisti, esercenti commerciali, ristoratori ed albergatori, operatori in genere);

l'apertura degli impianti sciistici non può essere improvvisata, ma va programmata in termini logistici, di assunzione di personale stagionale, di investimenti economici, che richiedono costi molto elevati; si pensi, ad esempio, all'innevamento iniziale delle piste, operazione che si effettua alcune settimane prima dell'apertura ed il cui costo è di circa 15.000 euro per ogni ettaro da trattare; complessivamente, nell'arco alpino si spendono circa 100 milioni di euro in costi fissi per il solo avviamento degli impianti;

se permanessero le attuali restrizioni, soltanto nelle regioni alpine, potrebbero andare in fumo oltre 1,2 miliardi di euro di fatturato, con ricadute sull'economia del territorio per circa 9-11 miliardi;

gli addetti impegnati direttamente sugli impianti sono circa 15.000, e oltre 40.000 coloro che indirettamente lavorano nel settore nel suo complesso, di cui i due terzi sono stagionali;

il 27 ottobre si è riunita la commissione speciale turismo e industria alberghiera della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome che ha presentato un protocollo di sicurezza per l'apertura degli impianti sciistici, un documento che parte dalla proposta formulata dal tavolo tecnico misto con la sanità del Trentino, concordato con tutte le Regioni dell'arco alpino e poi condiviso con tutte le Regioni italiane. Il protocollo è stato approvato il 23 novembre in sede di Conferenza delle Regioni e delle Province autonome ed è stato sottoposto al parere del comitato tecnico scientifico, ai fini della validazione da parte del Governo;

dall'esito di tale valutazione dipenderà l'apertura degli impianti sciistici ed il lavoro di migliaia di addetti occupati nel comparto del turismo e dell'industria dello sci, che hanno bisogno di tempi certi per riavviare gli investimenti e garantire agli utenti servizi perfettamente adeguati alle disposizioni di sicurezza richieste per la tutela della salute propria e degli utenti,

si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo non intendano adottare tutte le opportune iniziative affinché sia prontamente fissata una data certa di riapertura degli impianti sciistici, anche sollecitando un riscontro da parte del comitato tecnico scientifico in merito al citato protocollo, e, qualora dovessero invece permanere necessità di chiusura tali da comportare perdite di guadagni o aggravio di spese per gli operatori, quali azioni intendano attuare per riconoscere loro gli adeguati ristori e sgravi.