Legislatura 18 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-04418
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Atto n. 4-04418
Pubblicato il 11 novembre 2020, nella seduta n. 274
ROMEO , FREGOLENT , ZULIANI , AUGUSSORI , ALESSANDRINI , RIPAMONTI , SAPONARA , NISINI , CANDIANI , DE VECCHIS , PELLEGRINI Emanuele , CAMPARI , PIANASSO , URRARO , CASOLATI , PERGREFFI , TOSATO , BERGESIO , IWOBI , PUCCIARELLI , DORIA , VESCOVI , RUFA , PIROVANO , STEFANI , CORTI , LUNESU , ARRIGONI , VALLARDI , RIVOLTA - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro della salute. -
Premesso che:
il Paese sta vivendo una situazione drammatica dovuta alla rapida risalita della curva dei contagi da COVID-19 e il Governo sta intervenendo con solerti emanazioni di decreti restrittivi, invece di optare per programmazioni strutturate e preventive a supporto della cittadinanza;
con l'interrogazione 4-03768 del 7 luglio 2020, la Lega chiedeva al Governo, già nell'ipotesi di una seconda ondata epidemica, informazioni circa la definizione di un piano di intervento nazionale che consentisse al Paese di affrontare con adeguata preparazione l'eventuale nuova emergenza sanitaria, non ricevendo alcuna risposta;
in questo quadro di incertezze il presidente Conte, quasi a voler rasserenare gli animi, ha promesso la disponibilità del vaccino anti COVID entro Natale, a cui è seguita pronta smentita del dottor Guido Rasi, direttore esecutivo dell'Agenzia europea del farmaco, secondo il quale i primi vaccini saranno disponibili per gennaio-febbraio 2021, la vaccinazione di massa sarà possibile non prima della prossima primavera e solo entro l'estate si potrà sperare nei primi effetti sul contenimento della pandemia;
le prospettive realistiche sono ben lontane da quanto riferito dal presidente Conte agli italiani, quasi un déjà-vu di quando lo stesso Presidente aveva promesso in tempi rapidissimi i soldi del recovery fund, per poi scoprire che non sarebbero potuti arrivare prima dell'estate 2021;
per l'Italia si prevedono 20-30 milioni di dosi nei primi mesi del prossimo anno, il che pone una sfida enorme per la logistica, dato che le caratteristiche del vaccino impongono un percorso strutturato dallo stoccaggio alla distribuzione, ivi inclusa una "catena di magazzini superfreddi" con ubicazione in prossimità di grandi aeroporti, al fine di scongiurare un decadimento dell'efficacia del vaccino;
considerato che:
questa fase di attesa potrebbe rappresentare l'occasione per investire nella programmazione logistica e strutturale, intesa a garantire in modo sicuro la conservazione e la distribuzione del vaccino, attraverso un piano di investimenti credibile;
sono già disponibili in via sperimentale alternative temporanee al vaccino, tra cui la somministrazione di anticorpi monoclonali, che possono svolgere una funzione protettiva e una terapeutica sui pazienti nella fase precoce della malattia, riducendo il picco viremico e rendendo l'evoluzione della malattia meno aggressiva, evitando i ricoveri in terapia intensiva,
si chiede di sapere:
se si stiano valutando protocolli e cure alternative al vaccino, come ad esempio l'immunizzazione con anticorpi monoclonali e quindi se si stia provvedendo all'acquisto, sui mercati disponibili tra cui quello statunitense, degli anticorpi monoclonali già a disposizione;
se si stia valutando l'opportunità di investire per supportare la somministrazione in via sperimentale di vaccini agli operatori sanitari di ospedali e RSA in termini di adesione volontaria nel quadro dei programmi già in corso presso enti del SSN quali categorie ad elevato rischio ma indispensabili per l'assistenza e la cura;
se, in attesa del vaccino, si stia predisponendo un'organizzazione per supportare e garantire una capillare somministrazione del vaccino, anche programmando una logistica dedicata che vada dallo stoccaggio alla distribuzione, come già stanno facendo alcuni Paesi europei, tra cui Germania e Belgio.