Legislatura 18 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-04294

Atto n. 4-04294

Pubblicato il 27 ottobre 2020, nella seduta n. 268

SIRI , SALVINI Matteo , BAGNAI , BERGESIO , DE VECCHIS , ZULIANI , ALESSANDRINI , PIANASSO , VALLARDI , MONTANI , DORIA , PISANI Pietro , RICCARDI , RUFA , FREGOLENT , FERRERO , MARIN - Al Ministro della salute. -

Premesso che:

agli inizi della pandemia, tra i vari farmaci utilizzati per curare diverse patologie, il Plaquenil, nome commerciale dell'idrossiclorochina, ha dimostrato la capacità di bloccare la progressione della malattia da COVID-19, se assunto, anche nell'ambito di protocolli di cura domiciliare, all'insorgenza dei primi sintomi;

il 22 maggio 2020, la rivista "Lancet" ha pubblicato uno studio in cui viene messa in dubbio l'efficacia del farmaco nelle terapie anti COVID evidenziandone alcuni effetti collaterali, e tempestivamente l'Organizzazione mondiale della sanità ha interrotto gli studi sull'idrossiclorochina, mentre l'AIFA ne ha sospeso l'autorizzazione all'utilizzo per il trattamento dell'infezione da COVID-19;

lo scorso maggio, Lancet ha avviato un controllo indipendente su provenienza e validità dei dati riportati nell'articolo, anche a seguito dei forti dubbi espressi da parte di 120 autorevoli ricercatori di tutto il mondo, incluse le università di Harvard e Oxford, e, conseguentemente il 3 giugno l'OMS ha ripreso gli studi sul farmaco;

in Italia, ad inizio giugno, 140 medici hanno depositato un'istanza al Ministero della salute e all'AIFA chiedendo a quest'ultima la revoca della sospensione dell'autorizzazione all'uso del farmaco, per consentirne la prescrizione precoce nelle cure domiciliari del COVID-19, ma ad oggi in Italia la situazione risulta ancora bloccata;

considerato che:

nelle ultime settimane il numero dei contagiati da COVID-19 è tornato a salire con un preoccupante trend di crescita, con conseguente preoccupazione da parte della popolazione e degli operatori sanitari; il 5 per cento dei positivi al COVID presenta sintomi lievi che possono essere gestiti domiciliarmente e lo 0,3 per cento circa dei positivi necessita di ricovero ospedaliero;

come evidenziato da moltissimi operatori sanitari, la ripresa degli opportuni protocolli di cura domiciliari, se attivati tempestivamente, consente di ridurre significativamente il numero di ricoveri ospedalieri di pazienti COVID, con un enorme beneficio per il sistema ospedaliero italiano;

ci si trova, di fatto, di fronte ad un rischio di emergenza ospedaliera piuttosto che di emergenza sanitaria ed è pertanto necessario mettere in atto tutte le pertinenti e opportune misure al fine di ridurre il più possibile il numero di ricoveri nelle strutture ospedaliere;

recenti autorevoli studi, tra cui quello del 29 settembre pubblicato sull'"International medical journal", relativo ad un'importante sperimentazione clinica dell'università di Oxford, non ha dimostrato l'inefficienza del idrossiclorochina per la cura del COVID-19, ma al contrario ne ha evidenziato la sicurezza clinica anche ad alti dosaggi,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda avviare con estrema urgenza un confronto con i soggetti interessati, in primis il presidente dell'AIFA e il presidente dell'Istituto superiore di sanità, al fine di sbloccare un'ingiustificata situazione di stallo nei protocolli di cura domiciliare dei sintomi da COVID-19, consentendo di prevenire un gran numero di ricoveri ospedalieri e quindi scongiurare un'emergenza ospedaliera, a beneficio dell'intera comunità.