Legislatura 18 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-04144

Atto n. 4-04144

Pubblicato il 5 ottobre 2020, nella seduta n. 260

VANIN , MONTEVECCHI , MAIORINO , PAVANELLI , ROMANO , PRESUTTO , LANNUTTI , TRENTACOSTE - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. -

Premesso che:

si apprende da notizie di stampa ("la Nuova di Venezia e Mestre" del 20 settembre 2020) che sono allo studio della commissaria Elisabetta Spitz e del provveditore alle opere pubbliche, Cinzia Zincone, nomine imminenti per affidare gli incarichi per i collaudi del Mo.S.E. (modulo sperimentale elettromeccanico);

l'articolo riporta inoltre notizia che per un'opera come il Mo.S.E. del valore di 6 miliardi di euro, l'1 per cento (60 milioni di euro) possa essere corrisposto ai collaudatori e che buona parte di questi soldi sarebbero già stati spesi negli anni passati;

non è agevole capire, sempre secondo quanto si apprende, quali risultati abbiano portato queste spese, dal momento che molte parti della grande opera risultano "non fatte a regola d'arte" o da rifare;

si tratta di incarichi "extra funzione" affidati dai presidenti del magistrato alle acque in via fiduciaria e i nomi che ricorrono sono sempre gli stessi: l'ex presidente dell'ANAS Vincenzo Pozzi che ha incassato, nell'arco degli ultimi 20 anni, la somma di 1 milione e 300.000 euro extra stipendio; il suo successore Pietro Ciucci con 747.000 euro; l'alto magistrato TAR Vincenzo Fortunato; l'ex Presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici Angelo Balducci (anche coinvolto nell'inchiesta sui lavori del G8) e il suo fedelissimo Fabio De Santis; e ancora l'ex vicepresidente del Magistrato Giampietro Mayerle, nonché gli ex dirigenti Alfredo Ciaielli e Maurizio Pozzato;

nell'ultimo anno sono stati affidati incarichi per collaudi per una cifra complessiva di 579.000 euro e nella lista degli affidamenti si ritrovano sempre Vincenzo Fortunato e alti dirigenti dei lavori pubblici come Pietro Buoncristiano, Alfredo Riondino, Maria Adelaide Zito, Francesco Libonati;

l'art. 6, comma 1, del decreto-legge 16 luglio 2020, n. 76 (cosiddetto decreto semplificazioni), ha previsto l'obbligo di costituire un "collegio consultivo tecnico" per i lavori diretti alla realizzazione di opere pubbliche, anche in esecuzione, di importo pari o superiore alle soglie europee di cui all'art. 35 del codice dei contratti pubblici, e quindi nel caso di specie gli incarichi si annunciano numerosi;

considerato che:

per il Mo.S.E., come anticipato con lettera dal provveditore Zincone al consorzio, sarebbero necessarie addirittura 5 nuove commissioni e i relativi compensi dovranno essere "in rapporto al valore dell'opera";

attualmente i problemi del Mo.S.E. sono numerosi: la sabbia sui cassonetti, le tubazioni e la corrosione alle cerniere, le valvole da sostituire. Aspetti, questi, che rendono ancora più problematica e delicata la spesa di ingenti somme di denaro per attività di collaudo;

considerato infine che a parere degli interroganti vi è necessità di vigilare su tutte le stesse attività e spese di collaudo, al fine di scongiurare un inutile sperpero di risorse,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti;

quali iniziative di propria competenza intenda intraprendere per dare corso alle opportune verifiche atte a garantire la piena legittimità dell'azione amministrativa e la trasparenza nella gestione e nell'affidamento degli incarichi.