Legislatura 18 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-03927

Atto n. 4-03927

Pubblicato il 30 luglio 2020, nella seduta n. 247
Trasformato

FREGOLENT , LUNESU , PUCCIARELLI , ALESSANDRINI , BAGNAI , BERGESIO , BRUZZONE , CAMPARI , DE VECCHIS , FERRERO , LUCIDI , MONTANI , PIANASSO , PISANI Pietro , RICCARDI , RUFA , TOSATO , STEFANI , TESTOR , ZULIANI , IWOBI - Al Ministro della salute. -

Premesso che:

il cancro al seno è la neoplasia più frequente tra le donne e sebbene l'80 per cento dei nuovi casi riguardi donne con più di 50 anni, l'incidenza per la fascia di età compresa tra i 30 e i 40 anni risulta in crescita;

spesso l'esame mammografico da solo non è in grado di identificare piccole anomalie, specialmente nelle giovani donne nelle quali la densità del tessuto mammario è tale da rendere spesso l'esame non completamente affidabile, e viene quindi integrato da ecografia mammaria e in alcuni casi da risonanza magnetica, con un notevole aggravio economico per il Servizio sanitario nazionale;

l'innovazione tecnologica ha consentito negli ultimi anni di sviluppare macchinari digitali ad elevatissima efficacia, in grado di identificare il tumore al seno in fasi molto precoci, anche in donne molto giovani, rendendo superfluo il ricorso ad ecografie e a risonanze;

la mammografia è riconosciuta quale strumento migliore per la diagnosi precoce del carcinoma mammario e studi di settore dimostrano che, anche a livello internazionale, uno screening costante e regolare del seno è in grado di ridurre la mortalità per carcinoma mammario fino al 40 per cento;

lo screening mammografico promosso in Italia dal SSN, tramite le ASL, si rivolge in media alle donne tra i 50 e i 69 anni, anche se la forchetta varia tra le Regioni: invitandole ad eseguire gratuitamente il test ogni due anni ed è dimostrato che grazie alla diagnosi precoce e alle terapie di ultima generazione, il 90 per cento delle donne può aspirare ad una guarigione;

non tutti i mammografi utilizzati nel nostro Paese sono uguali e di uguale efficienza, quelli digitali di ultima generazione garantiscono una definizione dell'immagine più precisa, una migliore capacità diagnostica in grado di intercettare anche piccolissime anomalie che potrebbero indicare la presenza di un cancro al seno, senza dover ricorrere ad ulteriori esami quali ecografie mammarie e risonanze magnetiche, ed espongono le pazienti a minori quantità di radiazioni nocive rispetto ai più obsoleti macchinari analogici;

secondo uno studio realizzato dai ricercatori della fondazione IRCCS Istituto nazionale dei tumori di Milano e del Centro di economia della salute e gestione sociale e sanitaria della "LIUC - Università Cattaneo" di Castellanza di Varese, il ricorso ad apparecchiature per lo screening mammografico di ultima generazione consentirebbe di risparmiare sulle ulteriori indagini da affiancare alla mammografia tradizionale, di ottenere una diagnosi precoce e quindi ridurre i costi delle terapie a carico del SSN, comportando un potenziale risparmio per lo Stato di 54 milioni di euro in 3 anni e soprattutto di salvare la vita di moltissime donne,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non intenda avviare una ricognizione dettagliata sul territorio nazionale per verificare con dettaglio l'età dei macchinari per la mammografia disponibili in Italia, al fine di consentire di programmare un ammodernamento della strumentazione per lo screening mammografico, con il duplice risultato di prevenire il maggior numero possibile di decessi da carcinoma e consentire un notevole risparmio economico per il SSN.