Legislatura 18 Atto di Sindacato Ispettivo n° 2-00068
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Atto n. 2-00068
Pubblicato il 7 luglio 2020, nella seduta n. 236
BAGNAI , MONTANI , SIRI , SAVIANE , RICCARDI , SALVINI Matteo , ROMEO , CALDEROLI , FAGGI , SAPONARA , ARRIGONI , TOSATO , BORGONZONI , CENTINAIO , CANDIANI , STEFANI , ALESSANDRINI , AUGUSSORI , BARBARO , BERGESIO , BORGHESI , BOSSI Simone , BRIZIARELLI , BRUZZONE , CAMPARI , CANDURA , CANTU' , CASOLATI , CORTI , DE VECCHIS , FERRERO , FREGOLENT , FUSCO , GRASSI , IWOBI , LUCIDI , LUNESU , MARIN , MARTI , NISINI , OSTELLARI , PAZZAGLINI , PELLEGRINI Emanuele , PEPE , PERGREFFI , PIANASSO , PILLON , PIROVANO , PISANI Pietro , PITTONI , PIZZOL , PUCCIARELLI , RIPAMONTI , RIVOLTA , RUFA , SBRANA , TESTOR , URRARO , VALLARDI , VESCOVI , ZULIANI - Al Ministro dell'economia e delle finanze. -
Premesso che:
il 22 giugno 2020, la Commissione europea, a seguito della richiesta del Governo italiano, ha proposto al Consiglio la proroga, dal 1° luglio 2020 al 30 giugno 2023, del particolare sistema di applicazione dell'IVA denominato "split payment", la cui scadenza era invece fissata al 30 giugno 2020;
si tratta dell'ennesima richiesta di proroga della deroga all'ordinaria modalità di riscossione dell'IVA, disciplinata dagli articoli 206 e 226 della direttiva 2006/112/CE, dapprima autorizzata con la decisione del Consiglio dell'Unione europea n. 2015/1401 e successivamente rinnovata con la decisione n. 2017/784;
il meccanismo pone a carico delle pubbliche amministrazioni il versamento dell'IVA relativa alle cessioni dei beni e prestazioni di servizi effettuate nei loro confronti, cosicché gli operatori economici non si vedono più corrispondere l'IVA dalle stazioni appaltanti, mentre devono comunque continuare a pagarla ai loro fornitori;
considerato che:
si tratta di una misura che, dal 2015, ha seriamente compromesso l'equilibrio finanziario delle imprese operanti nei confronti della pubblica amministrazione, specie di quelle di più ridotte dimensioni, mettendo a rischio la loro stessa sopravvivenza;
ciò genera un incremento esponenziale del credito IVA in capo alle imprese, con una pesante perdita di liquidità, che l'ANCE ha stimato in circa 2,5 miliardi di euro all'anno, a cui si aggiungono i ritardati pagamenti della pubblica amministrazione, che drenano ulteriori 8 miliardi di euro di liquidità;
inoltre, se si considerano i tempi estremamente dilatati e la farraginosità con i quali lo Stato italiano eroga i rimborsi dei crediti IVA, 63 settimane di media contro quella europea di 16, il meccanismo compromette del tutto la possibilità di recuperare la necessaria liquidità in modo tempestivo;
considerato altresì che:
appare del tutto evidente che una nuova proroga dello split payment vanificherebbe del tutto gli enormi sforzi che gli operatori economici stanno facendo per salvaguardare il proprio equilibrio finanziario, in particolare in questa delicatissima fase sanitaria ed economica che, per il settore delle costruzioni, si aggiunge tra l'altro agli effetti deleteri di una crisi perdurante e senza precedenti;
inoltre, è bene ricordare che lo Stato, attraverso la fatturazione elettronica, in vigore dal 2015 nei confronti delle pubbliche amministrazioni ed ora applicata a tutti i rapporti commerciali anche tra privati, già dispone di uno strumento di controllo fiscale e di contrasto all'evasione dell'IVA che assicura la massima trasparenza e tracciabilità delle operazioni economiche, semplificando e garantendo adeguata tempestività alle verifiche tributarie;
sulla base di quanto descritto, il meccanismo dello split payment ha dunque perso, alla luce del pieno regime della fatturazione elettronica, la sua funzione principale, e, d'altra parte, ha invece sottoposto, e sottopone tuttora, le imprese fornitrici di beni e servizi alla pubblica amministrazione ad enormi sacrifici finanziari in termini di perdita di liquidità a breve termine, e che rischiano di mettere in ginocchio l'intero settore della piccola e media impresa,
si chiede di sapere quali siano le valutazioni che hanno spinto il Ministro in indirizzo a reiterare ulteriormente l'operatività del meccanismo dello split payment, alla luce del fatto che lo stesso sistema rischia di essere fortemente dannoso per le imprese e di avere una portata troppo ampia rispetto alla tutela dell'interesse erariale posto a fondamento della sua introduzione.