Legislatura 18 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-01725

Atto n. 3-01725

Pubblicato il 24 giugno 2020, nella seduta n. 234
Svolto nella seduta n. 235 dell'Assemblea (25/06/2020)

SALVINI Matteo , BAGNAI , ROMEO , CALDEROLI , CENTINAIO , CANDIANI , STEFANI , SIRI , TOSATO , FAGGI , MONTANI , SAPONARA , ALESSANDRINI , ARRIGONI , AUGUSSORI , BARBARO , BERGESIO , BORGHESI , BORGONZONI , BOSSI Simone , BRIZIARELLI , BRUZZONE , CAMPARI , CANDURA , CANTU' , CASOLATI , CORTI , DE VECCHIS , FERRERO , FREGOLENT , FUSCO , GRASSI , IWOBI , LUCIDI , LUNESU , MARIN , MARTI , NISINI , OSTELLARI , PAZZAGLINI , PELLEGRINI Emanuele , PEPE , PERGREFFI , PIANASSO , PILLON , PIROVANO , PISANI Pietro , PITTONI , PIZZOL , PUCCIARELLI , RIPAMONTI , RICCARDI , RIVOLTA , RUFA , SAVIANE , SBRANA , TESTOR , URRARO , VALLARDI , VESCOVI , ZULIANI - Al Ministro dell'economia e delle finanze. -

Premesso che:

il 5 marzo il Presidente del Consiglio dei ministri ha presentato alle Camere, ex art. 6, comma 5, della legge n. 243 del 2012, una relazione sullo scostamento dall'obiettivo programmatico strutturale in cui veniva previsto uno scostamento di 6,35 miliardi di euro in termini di indebitamento netto e 7,5 miliardi di euro di saldo netto da finanziare;

il 9 marzo ha emanato un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri recante "Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio", con cui le misure di contenimento del contagio venivano estese all'intero territorio nazionale;

l'11 marzo il Presidente del Consiglio dei ministri e il Ministro dell'economia e delle finanze hanno presentato un'integrazione alla relazione che portava gli scostamenti rispettivamente a 20 miliardi (indebitamento netto) e 25 miliardi di euro (saldo netto da finanziare);

in pari data il Governo invitava al ritiro la proposta di risoluzione (6-00103) Romeo alla relazione che chiedeva di "considerare nell'aggiornamento del piano di rientro verso l'OMT qualsiasi cifra dovesse rivelarsi necessaria alla realizzazione di tutti gli interventi in ambito sanitario ed economico-finanziario utili a fronteggiare l'emergenza epidemiologica da Covid-19";

il 18 marzo la BCE ha annunciato il piano di acquisti per l'emergenza pandemica (PEPP), il 19 marzo la Commissione europea ha adottato il cosiddetto temporary framework sugli aiuti di Stato, e il giorno successivo la general escape clause sospendendo il patto di stabilità e di crescita;

l'8 aprile (20 giorni dopo l'adozione del temporary framework) il Governo ha emanato il decreto-legge n. 23 recante "Misure urgenti in materia di accesso al credito" (cosiddetto decreto "liquidità") che sfruttava le opportunità offerte dal nuovo quadro normativo; il Governo francese aveva predisposto analoghe misure in materia di credito garantito con la legge n. 289/2020 del 23 marzo (promulgata 4 giorni dopo l'adozione del temporary framework);

il 16 aprile (circa un mese dopo l'annuncio del PEPP) il Ministro in indirizzo ha annunciato un'emissione di buoni poliennali del tesoro BTP Italia;

il 29 aprile (40 giorni dopo l'adozione della general escape clause) il Presidente del Consiglio dei ministri ha presentato alle Camere una relazione richiedente un ulteriore ricorso all'indebitamento in misura pari a 55 miliardi di euro, sfruttando le opportunità offerte dal nuovo quadro normativo;

l'utilizzo di queste ulteriori risorse è stato disposto solo il 19 maggio con il decreto-legge n. 34 recante "Misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all'economia, nonché di politiche sociali connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19" (cosiddetto decreto "rilancio");

le dimensioni di questo provvedimento, a giudizio degli interroganti abnormi, erano legate alla necessità di correggere i decreti cura Italia e liquidità, rivelatisi inefficaci a causa delle esigue risorse poste a copertura dei provvedimenti, necessità cui venivano dedicati ben 80 articoli dei 265 articoli del provvedimento;

considerato che, a giudizio degli interroganti:

i ritardi nell'approfittare delle innovazioni normative adottate dalla Commissione europea segnalano una scarsa capacità di interlocuzione del Governo con le istituzioni dell'Unione;

in particolare, secondo lo Statistical data warehouse della BCE nel trimestre marzo-maggio 2020 le emissioni nette di titoli di Stato sono state pari a 57,9 miliardi di euro, a fronte di 62,9 di acquisti sul mercato secondario da parte della BCE (di cui 37,3 nell'ambito del PEPP), per cui il Governo non ha nemmeno sfruttato interamente il margine fornito dal "bazooka",

si chiede di sapere per quali motivi il Governo non abbia fatto un ricorso incisivo e tempestivo al mercato approfittando delle opportunità e quali misure intenda assumere, in particolare in termini di ulteriori scostamenti, per far fronte all'ulteriore deterioramento della situazione economica causato dai suoi ritardi.