Legislatura 18 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-03707
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Atto n. 4-03707
Pubblicato il 18 giugno 2020, nella seduta n. 231
UNTERBERGER , LANIECE , BRESSA , CASINI , ROSSOMANDO , DE PETRIS , PERILLI , CIRINNA' , STEFANO , BALBONI , EVANGELISTA , MAIORINO , ROMANO , GINETTI , MODENA , STABILE , CORRADO , ORTIS , ANGRISANI , D'ANGELO , MASINI , RIZZOTTI , MARTELLI , CAMPAGNA , TRENTACOSTE , BUCCARELLA , RUSSO , SBROLLINI , NOCERINO , GIANNUZZI , NATURALE - Al Ministro della salute. -
Premesso che:
ogni anno milioni di animali sono trasportati vivi non solo all'interno dell'Unione europea, ma anche dall'Unione europea verso Paesi terzi, dove non esistono leggi a tutela degli animali e dove le norme europee sulla protezione degli animali sono ripetutamente violate;
stando all'inchiesta condotta nel 2019 dalla trasmissione televisiva "Striscia la Notizia" (nata dai video shock girati da Animals International (AI) e diffusi da LAV e CIWF) le migliaia di animali, principalmente bovini, che partono dall'Italia soprattutto verso il Nord Africa e il Medio Oriente, una volta giunti a destinazione, vengono uccisi brutalmente, senza alcun tipo di stordimento, in mattatoi di fortuna o persino per strada;
il video diffuso dal telegiornale satirico mostra quella che, in molti Paesi extra UE, costituisce una normale prassi: il bovino viene issato a un pilastro con una corda legata al collo, inizia a dimenarsi per difendersi e impedire all'operatore di colpirlo per abbatterlo; l'animale, ancora vivo e cosciente, morirà dopo lunghe e atroci sofferenze per le numerose ferite inferte;
in base alla definizione espressa nel 2008 dall'Organizzazione mondiale per la salute animale (OIE), con "benessere degli animali" si intendono quelle condizioni in cui un animale è sano, ha sufficiente spazio, viene alimentato bene, si sente al sicuro, è libero di esprimere il proprio comportamento naturale e non prova sentimenti quali paura, dolore o sofferenza, il che non si verifica nella stragrande maggioranza dei casi di trasporto di animali vivi, soprattutto con riferimento ai viaggi di lunga durata e verso Paesi terzi;
l'Unione europea, in coerenza con l'articolo 13 del TFUE, il quale ha definitivamente sancito che gli animali, in quanto "esseri senzienti", sono in grado di provare piacere e dolore, ha adottato tutta una serie di misure volte a garantire, se correttamente applicate all'interno degli Stati membri, che gli animali siano tenuti e trasportati in condizioni in cui non siano sottoposti a maltrattamenti, abusi, dolore e sofferenze;
la protezione degli animali trasportati, anche quando destinati a fini produttivi e alimentari, non deve limitarsi al territorio degli Stati membri, ma bensì proseguire al di fuori di tale territorio, come sancito dalla sentenza del 2015 della Corte di Giustizia dell'Unione europea (causa C 424/13), secondo cui il trasporto al di fuori delle frontiere UE deve essere autorizzato dall'autorità competente del luogo di partenza, solo laddove sia possibile ritenere che le condizioni minime richieste dal regolamento (CE) n. 1/2005 del Consiglio sulla protezione degli animali durante il trasporto e le operazioni correlate saranno rispettate anche nel territorio di Paesi terzi;
sebbene il regolamento (CE) n. 1/2005 del Consiglio sulla protezione degli animali durante il trasporto all'interno e all'esterno dell'Unione europea sia di fatto obbligatorio e vincolante all'interno dell'UE, lo stesso Parlamento europeo ha rilevato che gli Stati membri ne danno applicazione con troppa poca fermezza e rigore, addirittura non chiedendone affatto l'applicazione all'esterno dell'UE;
alla luce del gran numero di petizioni che denunciano violazioni gravi e sistematiche da parte sia degli Stati membri sia dei trasportatori, il Parlamento europeo (da ultimo con Risoluzione del 14 febbraio 2019 sull'attuazione del regolamento (CE) n. 1/2005) ha invitato gli Stati membri a migliorare sensibilmente l'osservanza della legislazione in materia, agendo penalmente nei confronti soprattutto delle violazioni ripetute, nonché la Commissione europea a garantire un'applicazione efficace ed uniforme della legislazione UE, intraprendendo azioni giudiziarie e comminando sanzioni nei confronti degli Stati membri inadempienti;
con riferimento ai partner commerciali dell'Unione, il Parlamento europeo si è detto altresì preoccupato per le persistenti segnalazioni di problemi relativi al trasporto di animali vivi in determinati Paesi terzi, dove la macellazione avviene, secondo pratiche ben note agli allevatori e trasportatori europei, che implicano sofferenze estreme e prolungate, in violazione delle norme internazionali previste dall'OIE sul benessere degli animali e ha, pertanto, invitato la Commissione ad esigere, nei negoziati commerciali bilaterali con i Paesi terzi, il rispetto delle norme dell'UE relative al benessere degli animali;
laddove gli standard nei Paesi terzi in materia di trasporto degli animali non siano comunque conformi a quelli dell'UE e la loro attuazione non sia sufficiente a garantire il pieno rispetto del regolamento (CE) n. 1/2005, il Parlamento europeo ha sottolineato che i viaggi per il trasporto di animali vivi verso tali Paesi terzi dovrebbero essere vietati;
come dimostrano i dati sull'export e stando a quanto riportato dalle associazioni di protezione animali, la presenza (in particolare) di bovini italiani all'interno di mattatoi di Paesi extra UE, con tutele insufficienti o addirittura nulle, è un fenomeno tutt'altro che marginale: attualmente, il trasporto interessa animali anche di età compresa tra le due e le quattro settimane, costretti a viaggiare su lunga distanza, anche fino quasi a diciannove ore, e vittime di maltrattamenti e abusi che, per impedire loro di scappare, arrivano fino al taglio dei tendini delle zampe;
considerato altresì che:
stando a quanto emerso, è necessario effettuare controlli più incisivi sulle reali destinazioni degli animali italiani che, in molti casi, proseguono il loro viaggio, illegalmente e senza intermediari, oltre la destinazione ufficiale, verso Paesi in cui vengono uccisi brutalmente;
l'Italia, al pari degli altri Stati membri dell'UE, è responsabile nel garantire la corretta attuazione e applicazione a livello nazionale della legislazione europea in materia di protezione degli animali,
si chiede di sapere:
quali siano le iniziative che il Ministro in indirizzo, anche alla luce degli ammonimenti del Parlamento europeo, intende intraprendere al fine di garantire una corretta ed efficace applicazione del regolamento (CE) n. 1/2005 da parte dei trasportatori italiani e se, considerate le denunce di gravi e ripetute violazioni della legislazione UE in materia di trasporto degli animali, di maltrattamenti e abusi su animali provenienti dall'Italia e destinati all'allevamento o alla macellazione in Paesi terzi (i cui standard di protezione degli animali sono da ritenersi assolutamente non conformi a quelli minimi previsti dalla legislazione europea) non ritenga che l'Italia debba urgentemente schierarsi contro l'esportazione degli animali verso tali Paesi, ponendo fine a pratiche cruente e sofferenze del tutto inaccettabili.