Legislatura 18 Atto di Sindacato Ispettivo n° 1-00237

Atto n. 1-00237

Pubblicato il 26 maggio 2020, nella seduta n. 221

PUCCIARELLI , ALESSANDRINI , BAGNAI , BERGESIO , BORGHESI , BORGONZONI , BOSSI Simone , BRIZIARELLI , CAMPARI , CANDIANI , CANDURA , CASOLATI , CANTU' , CORTI , DE VECCHIS , FAGGI , FERRERO , FUSCO , GRASSI , IWOBI , LUCIDI , LUNESU , MARIN , MARTI , NISINI , PEPE , PIANASSO , PILLON , PISANI Pietro , PIZZOL , RIPAMONTI , RIVOLTA , RUFA , SAPONARA , SAVIANE , SBRANA , STEFANI , TOSATO , URRARO , VALLARDI , VESCOVI

Il Senato,

premesso che:

il 1° luglio 2007 si sono conclusi i 156 anni di dominio coloniale britannico su Hong Kong, con il trasferimento della sovranità della città alla Repubblica popolare cinese;

tale trasferimento di sovranità avvenne a seguito di lunghe trattative diplomatiche, che si sono risolte con la creazione del principio "un Paese, due sistemi", che riconosce la sovranità della Cina su Hong Kong, ma al contempo garantisce un ampio grado di autonomia istituzionale ed economica alla città, grazie allo status di regione amministrativa speciale;

tale autonomia è regolata tramite la cosiddetta mini costituzione di Hong Kong, la "legge fondamentale" ("basic law"), che consente alla città di mantenere il proprio potere esecutivo, legislativo e giudiziario, il proprio sistema socio-economico e lo statuto di porto franco, delegando al Governo centrale la politica estera e di difesa;

tra gli impegni firmati in sede di trattativa, la Repubblica popolare cinese deve garantire il rispetto di queste autonomie, come la libertà di stampa e di associazione, il multipartitismo, un proprio organo legislativo e un sistema giuridico basato sullo Stato di diritto, sino al 2047;

considerato che:

il 22 maggio 2020 si è inaugurata l'annuale sessione dell'Assemblea nazionale del popolo, il Parlamento della Repubblica popolare cinese, che si riunisce una volta all'anno per ratificare le decisioni del Governo centrale;

in tale sede, la Cina ha previsto la promulgazione di una legge sulla sicurezza nazionale di Hong Kong, senza passare dagli organi legislativi locali;

tale legge prevede l'apertura uffici delle agenzie di sicurezza nazionale cinese a Hong Kong, oltre a limitare fortemente i diritti di associazionismo e manifestazione in dissenso con le politiche del Partito comunista cinese;

con la volontà di difendere la sicurezza nazionale da pulsioni "secessioniste eversive, terroristiche e da interferenze straniere", la nuova legge sulla sicurezza inasprirà fortemente le pene per chi manifesterà in dissenso con il Governo centrale, e mira ad impedire ondate di manifestazioni, come quelle dello scorso anno ad Hong Kong;

come denunciano attivisti, politici democratici della provincia autonoma, e importanti esponenti dell'amministrazione statunitense, la promulgazione di una tale legge nei fatti annullerebbe il principio "un Paese, due sistemi";

come dichiarato da esponenti politici filo-democratici del Parlamento di Hong Kong, non è ancora chiaro come la Cina intenderà applicare questa legge, quali uffici saranno aperti a Hong Kong e che tipo di funzionari saranno inviati per esercitare i loro poteri, se ai tribunali di Hong Kong sarà permesso di giudicare sui cittadini che hanno protestato, oppure se saranno giudicati in Cina;

valutato che:

l'articolo 23 della basic law reca: "La Regione amministrativa speciale di Hong Kong dovrà emanare leggi per vietare qualsiasi atto di tradimento, secessione, sedizione, sovversione contro il governo popolare centrale, o il furto di segreti di Stato";

è il Governo locale, quindi, a dover emanare una legge concernente tali materie;

nel 2003 un tentativo di promulgazione di una legge di questo tipo, che limitava la libertà di manifestazione, è stata annullata a seguito di ampie proteste di piazza, che videro la partecipazione di oltre 500.000 persone;

negli ultimi giorni migliaia di manifestanti sono tornati in piazza in seguito alle indiscrezioni sulla nuova legge sulla sicurezza nazionale in arrivo, e nel fine settimana si sono registrati centinaia di arresti;

la posizione estera della Repubblica popolare cinese relativamente ai casi di Hong Kong e Taiwan rischia di provocare una grave escalation diplomatica e militare, con conseguenze dirette sull'economia mondiale, che già risulta in forte contrazione a causa dell'emergenza pandemica in corso;

alla luce del silenzio del Governo italiano in merito a tali notizie,

impegna il Governo a sostenere, nelle sedi opportune, il rispetto del principio "un Paese, due sistemi" che regola il rapporto tra Cina e Hong Kong, e al contempo a porre in essere iniziative volte ad evitare una escalation diplomatica, che rischia di provocare gravi conseguenze sulle dinamiche economiche mondiali.