Legislatura 18 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-03361

Atto n. 4-03361

Pubblicato il 6 maggio 2020, nella seduta n. 214

ARRIGONI , PELLEGRINI Emanuele , BOSSI Simone , DE VECCHIS , MONTANI , AUGUSSORI , URRARO , NISINI , LUNESU , SBRANA , PERGREFFI , VALLARDI , FAGGI , CANDURA , PIANASSO , BAGNAI , BERGESIO , VESCOVI , PAZZAGLINI , TOSATO , PUCCIARELLI , CANTU' , FREGOLENT , CENTINAIO , CASOLATI , FERRERO , CORTI , RUFA , SAPONARA , RIVOLTA , CAMPARI - Al Ministro della salute. -

Premesso che:

negli ultimi giorni, sono stati divulgati i primi aggiornamenti relativi a programmi di sperimentazione terapeutica potenzialmente molto importanti nella lotta contro il COVID-19;

un primo programma, condotto presso il policlinico "San Matteo" di Pavia e l'ospedale "Carlo Poma" di Mantova, ha studiato l'efficacia delle trasfusioni, in pazienti positivi al COVID-19, di plasma iperimmune prelevato da soggetti guariti dal virus; il protocollo prevede somministrazioni di plasma iperimmune con dosi da 300 millilitri ciascuna, effettuate secondo un determinato schema;

il direttore del reparto di pneumologia e terapia intensiva dell'ospedale Carlo Poma ha commentato i risultati del programma in maniera estremamente positiva, riferendo di circa 80 pazienti trattati con successo e di sintomi eliminati con estrema rapidità, in un range temporale compreso tra le 2 e le 48 ore; a quanto consta, proprio grazie alla sperimentazione della terapia, nei due ospedali di Mantova e Pavia i decessi per COVID-19 si sarebbero completamente azzerati da oltre un mese;

la stessa terapia, oltre ad essere sicura ed efficace, presenterebbe vantaggi aggiuntivi correlati, tra l'altro, all'economicità delle procedure per l'acquisizione del plasma (in Italia le donazioni sono gratuite, per legge), alla possibilità di accumulare plasma per un'eventuale seconda ondata di contagi e, ancora, alla possibilità di selezionare il plasma stesso per ogni caso specifico, in base ai risultati degli esami integrativi effettuati sul titolo neutralizzante degli anticorpi;

dopo l'avvio negli ospedali di Pavia e Mantova la sperimentazione terapeutica è partita positivamente anche negli ospedali di Lodi, Cremona e Padova;

a seguito dei risultati positivi conseguiti sui malati COVID grazie al plasma dei guariti all'infezione, molti di questi ultimi cittadini che hanno superato la malattia si sono dichiarati disponibili a fare la donazione del plasma; ma con grande sorpresa, alcuni ospedali (come ad esempio l'ospedale "Torrette" di Ancona insieme alla locale facoltà di Medicina) che fanno già parte del protocollo di ricerca non hanno iniziato nemmeno a raccogliere donazioni, né tantomeno a fare applicazioni del plasma ai pazienti da curare;

gli importanti risultati raggiunti negli ospedali di Pavia, Lodi, Mantova e Cremona, e recentemente anche nell'ospedale di Padova, non solo inducono ad essere ottimisti nell'intraprendere questa strada, ma soprattutto dovrebbero indurre ad accelerare le tempistiche di attuazione in virtù anche dei passaggi tecnici che devono ancora essere ancora completati per l'inizio dei protocolli per la terapia sperimentale;

dalle notizie che emergono dai medici delle strutture in cui tale sperimentazione è stata attuata, l'efficacia della terapia è correlata anche alla tempestività con la quale viene intrapresa e pertanto agire in tempo è fondamentale; è evidente l'interesse alla massima trasparenza sui risultati dei programmi di sperimentazione e alla loro implementazione più ampia possibile per sostenere la ricerca contro il COVID-19,

si chiede di sapere:

quali siano i dati in possesso del Ministero della salute, della commissione tecnico-scientifica dell'AIFA e del comitato etico dell'istituto nazionale per le malattie infettive "Lazzaro Spallanzani" in merito all'impiego del plasma iperimmune nella cura dei pazienti positivi al COVID-19;

se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno ampliare e accelerare su scala nazionale il programma di sperimentazione che si è tenuto presso gli ospedali di Pavia e Mantova.