Legislatura 18 Atto di Sindacato Ispettivo n° 1-00208
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Atto n. 1-00208
Pubblicato il 28 gennaio 2020, nella seduta n. 184
SALVINI Matteo , ROMEO , PIROVANO , RIVOLTA , ARRIGONI , AUGUSSORI , BAGNAI , BARBARO , BERGESIO , BORGHESI , BORGONZONI , BOSSI Simone , BRIZIARELLI , BRUZZONE , CALDEROLI , CAMPARI , CANDIANI , CANDURA , CANTU' , CASOLATI , CENTINAIO , CORTI , DE VECCHIS , FAGGI , FERRERO , FREGOLENT , FUSCO , GRASSI , IWOBI , LUCIDI , LUNESU , MARIN , MARTI , MONTANI , NISINI , OSTELLARI , PAZZAGLINI , PELLEGRINI Emanuele , PEPE , PERGREFFI , PIANASSO , PILLON , PISANI Pietro , PITTONI , PIZZOL , PUCCIARELLI , RIPAMONTI , RUFA , SAPONARA , SBRANA , SIRI , STEFANI , TOSATO , URRARO , VALLARDI , ZULIANI
Il Senato,
premesso che:
il 27 gennaio si celebra il "giorno della memoria" in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti. La ricorrenza è stata istituita dalla legge 20 luglio 2000, n. 211;
nell'ultimo ventennio nella società si è sentita sempre più viva l'esigenza della trasmissione della memoria della Shoah (termine ebraico con il quale viene indicato lo sterminio degli ebrei vittime del genocidio nazista), soprattutto a causa delle numerose sollecitazioni pervenute in occasione dell'istituzione della giornata della memoria;
alla fine della seconda guerra mondiale l'atteggiamento prevalente su questo periodo storico e sull'eccidio degli ebrei era il silenzio: da una parte, i sopravvissuti dei campi avevano il timore di non essere creduti, dall'altra, la gente non era incline ad ascoltare storie tanto tragiche. Erano gli anni della ricostruzione e tutti volevano rincominciare a vivere, lasciandosi alle spalle la guerra e le sue tragedie. Negli anni '50, si è assistito ad un periodo di "vuoto di memoria": i temi della deportazione, dei campi di sterminio, così come della Shoah, sono rimasti per anni nell'ombra;
a partire dal 1961, il dibattito storiografico sui temi della deportazione e della Shoah ha assunto una certa importanza, sull'onda della risonanza destata da importanti processi in Germania contro i carnefici nazisti e del successo di pubblico di fondamentali testimonianze letterarie sulla Shoah, quali i libri di Primo Levi e di Anna Frank, che diventano classici, letti e studiati anche nelle scuole;
è stato soltanto con il "decreto Berlinguer", decreto ministeriale 4 novembre 1996, che i docenti di storia hanno dovuto confrontarsi con la storia contemporanea e procedere ad una riflessione su come impostarne la didattica. È da quel momento che l'attenzione sulle leggi razziali, sui rapporti tra il fascismo e la deportazione, sulla storia dei campi di concentramento ha portato allo sviluppo di numerosi progetti che spesso si concludono con viaggi nei "luoghi della memoria", nei campi di sterminio. Ovviamente questo tipo di iniziativa è rivolta gli studenti delle scuole superiori, vista la collocazione curricolare del periodo storico e la necessaria maturazione degli studenti stessi per poter affrontare un'esperienza così "forte" emotivamente;
alla fine degli anni '90 si è iniziato a riconoscere alla testimonianza dei sopravvissuti ai campi un importantissimo valore educativo e didattico. Da questo momento in poi, il ricorso alla testimonianza è diventato un elemento fondamentale per l'approfondimento della Shoah. Sicuramente l'incontro con il testimone è fondamentale perché crea un'empatia enorme, un po' come se gli studenti potessero "toccare la storia";
naturalmente, con il passare degli anni, i testimoni sopravvissuti a quell'inferno sono sempre meno, per cui assume ancor più importanza la visione diretta dei luoghi, per mantenere viva la memoria dei fatti;
da qui l'importanza della visita ai luoghi della memoria, perché questi luoghi possono parlare, ma occorre saperli interrogare con intelligenza: la visita ai luoghi della memoria va dunque preparata con cura e soprattutto va inserita in un percorso organico che non si esaurisca nel viaggio stesso, un percorso individuale che occorrerà poi trasformare, attraverso ulteriori momenti di approfondimento, in un'esperienza collettiva e condivisa, affinché assuma un'effettiva rilevanza didattica e formativa;
in un'epoca dove stanno riaffiorando sempre più frequentemente sentimenti di odio razziale, soprattutto antisemita, è di fondamentale importanza far conoscere alle nuove generazioni l'inumana esperienza a cui è stata sottoposta una larga parte di popolazione ebraica, e non solo, perché è di fondamentale importanza non dimenticare e vigilare sempre affinché anche il minimo impulso antirazziale venga identificato per tempo ed annientato;
chiunque abbia visitato uno dei diversi campi di concentramento in Europa non riesce a dimenticare quello che ha visto, si esce cambiati dentro e non si può che rifiutare e condannare qualsiasi atteggiamento antirazziale, da qui l'importanza didattica di organizzare questi "viaggi della memoria" nei campi di concentramento da parte delle scuole;
già esistono progetti simili, a livello sia nazionale che regionale, che però, viste le limitate risorse stanziate ogni anno, possono coinvolgere soltanto un numero molto limitato di studenti. Si ritiene invece necessario, ai fini della maturazione di una piena coscienza di rifiuto di qualsiasi forma di odio razziale, assicurare a più studenti possibile quest'importantissima esperienza di crescita e formazione, è perciò fondamentale, in quest'ottica, prevedere una forma di finanziamento maggiore, rispetto all'attuale, a favore delle scuole secondarie di secondo grado che intendano effettuare i "viaggi della memoria",
impegna il Governo a promuovere iniziative volte a coinvolgere un numero più ampio possibile di studenti, anche attraverso adeguati contributi economici volti ad assicurare alle giovani generazioni la fondamentale esperienza formativa dei "viaggi della memoria" nei campi di sterminio nazisti.