Legislatura 18 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-02712
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Atto n. 4-02712
Pubblicato il 14 gennaio 2020, nella seduta n. 180
SALVINI Matteo , ROMEO , PITTONI , SAPONARA , BARBARO , BORGONZONI , ARRIGONI , AUGUSSORI , BAGNAI , BERGESIO , BORGHESI , BOSSI Simone , BRIZIARELLI , BRUZZONE , CALDEROLI , CAMPARI , CANDIANI , CANDURA , CANTU' , CASOLATI , CENTINAIO , CORTI , DE VECCHIS , FAGGI , FERRERO , FREGOLENT , FUSCO , GRASSI , IWOBI , LUCIDI , LUNESU , MARIN , MARTI , MONTANI , NISINI , OSTELLARI , PAZZAGLINI , PELLEGRINI Emanuele , PEPE , PERGREFFI , PIANASSO , PILLON , PIROVANO , PISANI Pietro , PIZZOL , PUCCIARELLI , RIPAMONTI , RIVOLTA , RUFA , SAVIANE , SBRANA , SIRI , STEFANI , TOSATO , URRARO , VALLARDI , VESCOVI , ZULIANI - Al Presidente del Consiglio dei ministri. -
Premesso che:
secondo quanto riportato dal quotidiano "la Repubblica", nella tesi scritta dal neo ministro dell'istruzione Lucia Azzolina e presentata all'ateneo di Pisa nel 2010 per abilitarsi a insegnare alle scuole superiori, ci sarebbero molti passi riprodotti da testi specialistici;
l'articolo, firmato dal linguista e critico letterario Massimo Arcangeli, evidenzia come alcuni passaggi delle prime tre pagine della tesi del Ministro per l'abilitazione all'insegnamento sarebbero stati copiati. Arcangeli asserisce che "più o meno la metà" di quello che è scritto nelle prime tre pagine (peraltro le uniche disponibili on line) "è il risultato di un plagio". I testi contestati rispetto al lavoro di 41 pagine sono tre: il primo sarebbe stato tratto dal "Dizionario di psicologia" di Galimberti, il secondo, che riguarda il ritardo mentale, dal "Trattato italiano di psichiatria" edito da Masson nel 1992, mentre il terzo sarebbe una ripresa del "Diagnostic and statistical manual of mental disorders". In nessuno dei passaggi contestati il testo sarebbe riportato tra virgolette, né verrebbe citata la fonte;
è noto il caso del Ministro pro tempore della pubblica amministrazione, Marianna Madia, della quale il Movimento 5 Stelle chiese la rimozione immediata per la vicenda riguardante il dottorato in economia della stessa, che si asseriva frutto di un plagio. E ancora il caso in Germania, dove il ministro Guttenberg, nel 2011, si dimise dopo lo scandalo della sua tesi di dottorato risultata frutto di plagio, senza citare le fonti;
questo fatto oggi colpisce ancora di più, perché coinvolge il partito di cui il ministro Azzolina è esponente, che ha sempre gridato allo scandalo e additato gli altri in situazioni simili;
la difesa assunta dal Ministro, cioè che non si tratterebbe di una scorrettezza relativa ad una tesi di laurea, ma solo di un elaborato finale di un tirocinio, appare debole e inopportuna, in quanto una relazione che dà l'abilitazione all'insegnamento ad un docente ha una dignità pari, se non maggiore, di una tesi di laurea. Inoltre, se il Ministro dell'istruzione sostiene che si può scopiazzare impunemente per scrivere la relazione finale di un corso, perché mai gli insegnanti dovrebbero punire chi copia durante uno scritto. Non si tratta solo di una questione politica, è una questione di buon senso, è davvero inopportuno che sia un Ministro e per di più dell'istruzione, chi ha copiato e non ha citato le fonti, anche se solo per una relazione di fine tirocinio per l'abilitazione all'insegnamento. La vicenda ha davvero del surreale,
si chiede di sapere se il Presidente del Consiglio dei ministri non ritenga opportuno accertare la veridicità dei fatti descritti in premessa e se, qualora dimostrati, al fine di preservare la credibilità delle istituzioni, in particolar modo per quanto concerne un Dicastero come quello dell'istruzione, non ritenga di attivarsi affinché il Ministro rassegni le dimissioni.