Legislatura 18 Atto di Sindacato Ispettivo n° 2-00054

Atto n. 2-00054 (procedura abbreviata)

Pubblicato il 8 gennaio 2020, nella seduta n. 179
Trasformato

SALVINI Matteo , ROMEO , CENTINAIO , BERGESIO , VALLARDI , SBRANA , ARRIGONI , BAGNAI , BORGHESI , BORGONZONI , BOSSI Simone , BRIZIARELLI , BRUZZONE , CALDEROLI , CAMPARI , CANDIANI , CANDURA , CASOLATI , CORTI , DE VECCHIS , FAGGI , FERRERO , FREGOLENT , FUSCO , GRASSI , IWOBI , LUNESU , MARTI , MONTANI , NISINI , OSTELLARI , PAZZAGLINI , PELLEGRINI Emanuele , PEPE , PIANASSO , PILLON , PIROVANO , PIZZOL , PUCCIARELLI , RIPAMONTI , RIVOLTA , RUFA , SAPONARA , SAVIANE , STEFANI , TOSATO , URRARO , VESCOVI , ZULIANI , CANTU' - Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali. -

Premesso che:

da notizie di stampa si apprende come gli Stati Uniti si stiano preparando a colpire nuovamente il "made in Italy" con l'introduzione di nuovi dazi a danno dell'agroalimentare italiano;

nell'elenco pubblicato sul sito del Dipartimento del tesoro americano sono circa 93 i prodotti italiani ad essere stati interessati dalla prima ondata di dazi, in vigore dal 18 ottobre 2019, che ha colpito principalmente il settore lattiero-caseario; quest'ultimo rappresenta circa il 14,5 per cento dei prodotti alimentari venduti negli Usa;

con la revisione delle liste, secondo la regola "del carosello", nuovi prodotti agroalimentari simbolo del made in Italy, quali vino ed olio d'oliva, potrebbero essere sottoposti a dazi, segnando un'ulteriore contrazione delle esportazioni italiane, per una perdita di circa 2 miliardi di euro;

secondo le analisi svolte dalla Banca d'Italia, i soli dazi già oggi in vigore determinano un danno complessivo per il nostro Paese di circa 400 milioni di euro; soltanto il parmigiano costa oggi negli Usa circa 45 dollari al chilo. In prospettiva la perdita potenziale di posizioni sul mercato americano è quindi valutabile nell'ordine del 10-15 per cento;

l'Italia è un Paese di riferimento importante per gli Usa, un drastico calo delle esportazioni avrebbe serie ricadute sulla stessa economia americana, con conseguenze negative per il commercio, la ristorazione ed il turismo. Gli stessi importatori americani hanno infatti sostenuto diverse petizioni contro l'imposizione di nuovi dazi sul vino e sull'olio di oliva;

gli Stati Uniti sono la prima destinazione delle vendite di vino italiano, per un totale di circa 1,5 miliardi di euro, mentre l'olio di oliva assicura alle nostre esportazioni un ulteriore contributo di circa 400 milioni di euro all'anno. L'impatto che i nuovi dazi potrebbero procurare a danno delle produzioni italiane sarebbe devastante non solo per le realtà dei singoli territori, espressione della cultura, delle tradizioni e delle tipicità locali, ma in generale per l'intera economia;

alla minaccia dei dazi americani, si aggiungono per il nostro Paese, con rifermento particolare alle produzioni di vino e di olio d'oliva, le insidie legate all'adozione di pratiche sleali attraverso il ricorso, ormai consolidato, alle vendite promozionali da parte della grande distribuzione, che abbatte di circa il 30 per cento il compenso del produttore;

le misure adottate, anche con l'ultima legge di bilancio per il 2020 (legge n. 160 del 2019), sono risultate poco efficaci a tutelare le produzioni nazionali colpite dai dazi americani,

si chiede di sapere:

quali urgenti iniziative il Ministro in indirizzo intenda adottare per sollecitare, nelle sedi opportune, la ripresa dei negoziati tra UE e Usa, al fine di mettere in atto ogni possibile iniziativa volta ad evitare i negativi impatti per l'agroalimentare italiano, a seguito dell'eventuale introduzione di nuovi dazi americani, impedendo che vengano messi a rischio i prodotti simbolo del made in Italy;

quali iniziative intenda mettere in atto per varare le procedure, in accordo con le istituzioni europee, di compensazione economica che si rendano necessarie per reintegrare le perdite subite dal comparto agroalimentare italiano;

se intenda attivarsi celermente per recepire la direttiva (UE) 2019/633 del Parlamento europeo e del Consiglio del 17 aprile 2019 in materia di pratiche commerciali sleali, al fine di ristabilire condizioni contrattuali più eque lungo la catena della distribuzione alimentare.