Legislatura 18 Atto di Sindacato Ispettivo n° 1-00176
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Atto n. 1-00176
Pubblicato il 15 ottobre 2019, nella seduta n. 155
SALVINI , ROMEO , ARRIGONI , AUGUSSORI , BAGNAI , BERGESIO , BORGHESI , BOSSI Simone , BRIZIARELLI , BRUZZONE , CALDEROLI , CAMPARI , CANDIANI , CANDURA , CASOLATI , CENTINAIO , CORTI , IWOBI , LUNESU , MARTI , NISINI , OSTELLARI , PELLEGRINI Emanuele , PEPE , PERGREFFI , PILLON , PIROVANO , PISANI Pietro , PITTONI , RIPAMONTI , RIVOLTA , RUFA , SAPONARA , SAVIANE , SBRANA , STEFANI , TOSATO , VALLARDI , VESCOVI , DE VECCHIS , FREGOLENT , FERRERO , MARIN , PIZZOL , FAGGI , ZULIANI , PAZZAGLINI , CANTU' , PUCCIARELLI
Il Senato,
premesso che:
al netto delle difficoltà di ottenere dati precisi sui cosiddetti "crimini d'odio", spesso incompleti e parziali, provenienti da fonti governative e ministeriali, istituzioni internazionali e organizzazioni non governative, risulta difficile attribuire al fenomeno razzismo una dimensione di emergenza nazionale, come definito da diversi esponenti politici;
da quello che emerge da una comparazione internazionale dei crimini d'odio all'interno dell'Unione europea fornita dall'Odihr (Ufficio per le istituzioni democratiche e i diritti umani istituito dall'Osce) l'Italia presenta numeri estremamente minori rispetto ai grandi Paesi europei;
il trend registrato in Italia, inoltre, risulta sovrapponibile con la grande ondata di sbarchi e il fenomeno di immigrazione incontrollata, che ha coinvolto il nostro Paese dal 2013;
in Italia il fenomeno migratorio, causato dallo sviluppo di violente e rapide evoluzioni delle dinamiche internazionali estranee alla volontà del nostro Paese, e non da reali fattori di attrazione del nostro tessuto economico-sociale, associato ad una fallace gestione del sistema di accoglienza e di mancato controllo delle frontiere esterne, è maturato all'interno di un'evidente situazione di difficoltà economica, particolarmente complessa e pesante in diverse zone della nostra società;
considerata l'importanza che un'efficacie politica di gestione delle frontiere e del fenomeno migratorio comporta al fine di agevolare il processo di integrazione, e al contempo acuire il tema del conflitto sociale, il Governo Conte I è riuscito ad incidere concretamente sulla riduzione progressiva del numero degli sbarchi, nel 2018 dell'80 per cento e nel 2019 del 96 per cento rispetto al 2017;
la crisi che ha coinvolto il sistema economico italiano, acuita dalle ricette economiche imposte dalle politiche di austerity richieste dalle istituzioni europee, ha intaccato la facilità di accesso ai servizi di welfare di base per i cittadini più esposti, aumentato il tasso di disoccupazione e precarizzazione del mondo del lavoro, ed ha conseguentemente causato una competizione al ribasso tra cittadini italiani e immigrati, in special modo nelle aree periferiche delle grandi città, amplificando il risentimento sociale verso gli stranieri;
l'attuale struttura del nostro sistema di welfare, infatti, non recepisce adeguatamente il nuovo contesto socio-demografico italiano, causato dai mutamenti derivanti dagli ultimi flussi migratori: pertanto, data la differenza di reddito tra famiglie italiane e straniere, unita ad una differente composizione del nucleo familiare, gli immigrati riescono ad avere un accesso facilitato a diversi servizi di protezione sociale, ovvero di edilizia popolare, occupando i primi posti delle graduatorie. Fenomeno, questo, che acuisce il sentimento di ingiustizia percepito dai cittadini italiani, specialmente delle classi sociali maggiormente colpite dalla crisi economica;
anche un autorevole esponente, nonché fondatore di una delle forze di maggioranza, Beppe Grillo, in un post a propria firma pubblicato sul suo "blog" il 2 marzo 2019, a margine di una manifestazione organizzata dal Pd a Milano "contro le discriminazioni", scriveva che in Italia "chiunque abbia un minimo di buon senso non vede alcun razzismo", definendo quest'ultimo un "falso problema" alla luce dei milioni di poveri presenti nel Paese;
è importante ribadire che la lotta a istanze antidemocratiche e xenofobe non deve trasformarsi in una ricerca di censura preventiva nei confronti di chi pone all'attenzione dei cittadini rilevanti problematiche sociali derivanti dall'immigrazione;
valutato, altresì, che:
vanno monitorati e condannati fenomeni di antisemitismo all'interno di gruppi, o perpetrati da individui isolati, di ispirazione ideologica neo-nazista, come dimostra l'ultimo attacco avvenuto ad Halle, in Germania;
è necessario sottolineare che il fenomeno dell'antisemitismo, declinato negli episodi di violenza più gravi, in Europa si sta sviluppando prevalentemente in seno alle comunità arabo-islamiche, come dimostrano i numerosi attacchi perpetrati nei confronti di simboli e individui delle comunità ebraiche;
in Belgio e Francia il fenomeno è radicato, anche alla luce della presenza di numerose enclaves islamiche presenti nelle periferie delle grandi città, vere e proprie basi operative per gli autori dei principali attentati nei confronti delle comunità ebraiche nazionali, come, tra gli altri, l'attacco alla scuola di Tolosa nel 2014, al museo ebraico di Bruxelles nel 2014, al supermercato Hypercasher a Parigi nel 2015;
il morbo dell'antisemitismo e dell'odio nei confronti di Israele si annida, coperto dallo schermo dell'antisionismo, anche in ambienti vicino all'estrema sinistra, come dimostrato dalla continua polemica che ogni anno, il 25 aprile, coinvolge la Brigata Ebraica, o dalle numerose manifestazioni in favore della Palestina nelle quali, come in quella di Milano del gennaio 2018, si odono slogan di chiara matrice anti ebraica comuni negli ambienti "jihadisti" del Medio Oriente, o si vedono bruciare le bandiere di Israele, come accaduto a Torino nel 2009 e a Venezia nel 2012;
considerato, infine, che:
i cristiani, nel mondo, rappresentano la comunità maggiormente colpita da persecuzioni, e il trend è in continuo aumento. Secondo l'annuale rapporto sulla libertà religiosa dei cristiani nel mondo "World Watch List" di Porte Aperte, sono 245 milioni i cristiani perseguitati nel mondo, considerando come fenomeni di persecuzione discriminazione culturale e sociale, disconoscimento familiare, privazione di lavoro e di reddito, allontanamento dalle amicizie, impossibilità a sposarsi, limitazioni educative e scolastiche, abusi fisici, torture, rapimenti, mutilazioni, distruzione di proprietà, imprigionamenti e assassini;
la maggior parte di questi crimini continua nell'impunità, apaticamente sottaciuti da larga parte della comunità internazionale, denotando una scarsa attenzione al fenomeno,
impegna il Senato, qualora dovesse essere istituita una Commissione straordinaria per il contrasto dei fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all'odio e alla violenza, ad inserire tra i temi che dovrà affrontare la suddetta Commissione:
1) la valutazione dell'importanza della crescita economica e l'accessibilità a strumenti di welfare di base per i cittadini, quale vero strumento per contrastare la tensione sociale;
2) l'importanza di politiche per una gestione dei flussi migratori rigorosa e controllata, a tutela non solo dei cittadini italiani, ma anche dei migranti che sono legalmente presenti nel Paese;
3) l'incremento di forme di controllo all'interno dei centri di culto islamici, spesso illegali, in quanto luoghi che diverse volte hanno assunto una forte connotazione politica e nei quali si è svolta propaganda antisemitica e in antitesi con i nostri valori culturali e costituzionali;
4) il rispetto delle minoranze senza che da ciò ne derivi una negazione della nostra identità, evitando un arretramento dal punto di vista culturale che, travestito da laicità di maniera, rappresenterebbe un pericoloso prologo all'erosione delle fondamenta della nostra civiltà e ad incoraggiare, al contempo, iniziative concrete che sviluppino un dibattito sul tema della cristianofobia.