Legislatura 18 Atto di Sindacato Ispettivo n° 1-00170

Atto n. 1-00170

Pubblicato il 24 settembre 2019, nella seduta n. 150

SALVINI Matteo , ROMEO , DE VECCHIS , IWOBI , VESCOVI , CANDURA , ARRIGONI , AUGUSSORI , BERGESIO , BORGHESI , BOSSI Simone , BRUZZONE , CAMPARI , CANTU' , CASOLATI , CORTI , FAGGI , FERRERO , FREGOLENT , LUNESU , MARIN , NISINI , PAZZAGLINI , PELLEGRINI Emanuele , PEPE , PERGREFFI , PIANASSO , PILLON , PIROVANO , PISANI Pietro , PITTONI , PIZZOL , PUCCIARELLI , RIPAMONTI , RIVOLTA , RUFA , SAPONARA , SAVIANE , SBRANA , STEFANI , TOSATO , VALLARDI

Il Senato,

premesso che:

le elezioni presidenziali in Venezuela tenutesi il 20 maggio 2018 non sono state considerate legittime a livello internazionale, poiché è stato accertato il mancato rispetto del pluralismo politico, della democrazia e di procedure elettorali trasparenti;

per tali ragioni, l'Unione europea e le altre organizzazioni internazionali, insieme a numerosi Paesi appartenenti alla sfera democratica della comunità internazionale, non hanno riconosciuto, né le suddette elezioni, né le autorità insediatesi mediante tale processo illegittimo;

il Governo Maduro siede quindi illegittimamente al potere da oltre due anni;

nonostante i passati tentativi per giungere a elezioni democratiche, appare evidente che Nicolas Maduro non abbia alcuna intenzione di indire elezioni libere e democratiche, da svolgere alla presenza di osservatori internazionali;

lo scorso 23 gennaio 2019 Juan Guaidó, presidente dell'Assemblea nazionale, eletto legittimamente e democraticamente, ha prestato giuramento come presidente ad interim del Venezuela, conformemente a quanto previsto dall'articolo 233 della Costituzione venezuelana;

il compito del Presidente Juan Guaidò è di riportare nuovamente e al più presto il Venezuela a libere e trasparenti elezioni;

negli ultimi mesi oltre 3 milioni di venezuelani hanno abbandonato il Paese;

secondo le ultime stime delle Nazioni Unite, saranno oltre 5 milioni gli esuli costretti a lasciare il Paese entro il 2019;

il sistema economico e sociale venezuelano è al collasso: nelle strutture sanitarie mancano i farmaci essenziali; c'è una grave situazione di scarsità di cibo; difficoltà nell'erogazione di energia elettrica e di acqua potabile, che causano frequenti black out e interruzioni idriche;

è opinione diffusa di tutti gli osservatori che il Venezuela sia diventato l'hub del narcotraffico mondiale, grazie alla collusione e alla complicità dei militari corrotti, delle milizie cubane infiltrate nell'esercito e dei cosiddetti colectivos criminali, che agiscono indisturbati e armati nel Paese;

proseguono gli arresti illegittimi di prigionieri politici; dal mese di gennaio si calcola che sono oltre 800 le persone messe in carcere per ragioni politiche;

unito a ciò, oltre tremila militari hanno abbandonato il regime e sono in clandestinità. Anche diversi ufficiali si sono ribellati al regime e per questa ragione sono stati arrestati e torturati;

alla stampa è quotidianamente impedito di accedere nei locali dell'Assemblea Nazionale, e la rete internet è oscurata;

diversi esponenti politici sono stati arrestati o costretti a trovare rifugio presso ambasciate di Paesi dell'Unione europea;

Maduro sta gradualmente privando l'opposizione dei diritti politici essenziali, con l'intenzione di giungere ad un rinnovo dell'Assemblea nazionale senza la presenza di candidati dell'opposizione;

di fronte a tale scenario, appare indispensabile che l'Italia modifichi la propria posizione e sostenga in maniera inequivocabile il Presidente Juan Guaidò, l'Assemblea nazionale e tutto il popolo venezuelano, così come hanno già fatto oltre 60 Paesi nel mondo;

in Venezuela è presente una delle più importanti comunità italiane all'estero, che conta oltre 150.000 presenze, secondo quanto risulta ai registri dei due consolati italiani presenti nel Paese;

i rappresentanti della comunità italiana in Venezuela, nel febbraio del 2019, hanno scritto una lettera al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per chiedere il riconoscimento dell'Italia di Juan Guaidò come presidente ad interim del Venezuela,

impegna il Governo:

1) a riconoscere il Presidente dell'Assemblea nazionale Juan Guaidò quale Presidente legittimo della Repubblica Bolivariana del Venezuela, secondo quanto previsto dalla stessa Costituzione venezuelana;

2) ad adottare tutte le misure ritenute necessarie affinché il regime di Maduro: ponga fine alle violenze nei confronti dei suoi stessi cittadini; liberi tutti i prigionieri politici e militari attualmente detenuti in carcere; accetti l'immediata indizione di libere elezioni, sotto il controllo della comunità internazionale;

3) a disporre tutte le azioni necessarie al fine di tutelare da una parte la comunità italiana in Venezuela, e al contempo gli interessi delle aziende italiane presenti nel paese.