Legislatura 18 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-01921
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Atto n. 4-01921
Pubblicato il 10 luglio 2019, nella seduta n. 131
TAVERNA , CASTELLONE , CORRADO , TRENTACOSTE , ROMANO , LANZI , SILERI , FLORIDIA , MANTOVANI , PIRRO , VANIN , ROMAGNOLI , RICCARDI , DI PIAZZA , VONO , GAUDIANO , ANGRISANI , D'ANGELO , LANNUTTI , MONTEVECCHI , ORTIS , MATRISCIANO , FEDE , LEONE , MOLLAME , VACCARO , GALLICCHIO , LA MURA , NOCERINO , GUIDOLIN , LUCIDI , CASTALDI , GIANNUZZI , PELLEGRINI Emanuele , MORONESE - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. -
Premesso che, secondo quanto risulta agli interroganti:
in data 2 luglio 2019 il dottor Paolo Longoni, amministratore delegato di Ama SpA Roma, società responsabile della raccolta e lo smaltimento di rifiuti nella capitale, audito in commissione Trasparenza al Comune di Roma, ha sottolineato come il problema principale della città risieda in un deficit di 300 tonnellate al giorno di indifferenziata, sostenendo, altresì, che "Il rifiuto non viene ritirato perché non ci sono le necessarie capienze negli impianti di trattamento o sono inferiori alle necessità quotidiane";
nella medesima giornata, il sindaco di Roma, Virginia Raggi, ha inviato una lettera al presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, e al Presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, ribadendo con forza che "gli impianti regionali di smaltimento dei rifiuti devono essere obbligati a ricevere la spazzatura di Roma fino al massimo della loro capienza. Questo può farlo il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti con una apposita ordinanza";
il 5 luglio 2019, la Regione Lazio avrebbe emanato apposita ordinanza, ai sensi dell'articolo 191 del decreto legislativo n. 152 del 2006, recante norme in materia ambientale, che autorizza ad "emettere (...) ordinanze contingibili ed urgenti per consentire il ricorso temporaneo a speciali forme di gestione dei rifiuti, anche in deroga alle disposizioni vigenti, (...) garantendo un elevato livello di tutela della salute e dell'ambiente", tale che tutti gli impianti di trattamento dei rifiuti del Lazio garantiscano la massima operatività di discariche, impianti di trattamento meccanico e biologico (Tmb), inceneritori e tritovagliatori presenti sul territorio;
già precedentemente il capo del Dipartimento ambiente di Roma capitale, Laura D'Aprile, in una lettera inviata al Ministro in indirizzo, come risulta da un articolo apparso su "il Fatto Quotidiano" del 2 luglio 2019, avrebbe richiesto un intervento della Regione che imponesse l'aumento della trasferenza, in quanto, "a fronte di una capacità di trattamento contrattualizzata da Ama Spa pari a circa 19.160 tonnellate a settimana (3.100 t/g), la capacità di trattamento effettivamente erogata dagli impianti sarebbe pari a 15.590 t/s (pari a circa 2.505 t/g) determinando - in linea con quanto dichiarato da Longoni -, un deficit di fabbisogno "pari a circa 300 tonnellate al giorno";
l'Agenzia regionale protezione ambientale (Arpa) del Lazio precisa sul proprio sito internet che "il sistema impiantistico regionale per la gestione dei rifiuti viene definito dalla Regione Lazio attraverso il Piano di gestione dei rifiuti";
tuttavia, l'ultimo piano è stato approvato dal Consiglio regionale il 18 gennaio 2012, sotto la guida di Renata Polverini, e indicava la suddivisione del territorio del Lazio in cinque ambiti territoriali ottimali (Ato) per la gestione dei rifiuti urbani: Frosinone, Latina, Rieti, Roma e Viterbo;
considerato che:
il piano di gestione dei rifiuti rappresenta uno strumento indispensabile per ridisegnare le disponibilità degli impianti del Lazio, indicarne dei nuovi e consentire ai Comuni l'erogazione di un servizio indifferibile;
ciononostante, il presidente della Regione non ha mai ritenuto doveroso in 7 anni varare un piano rifiuti, mentre pare agli interroganti che pretenda, con un'ordinanza, di ripulire la capitale in 7 giorni;
dalla citata ordinanza sembrerebbe intendersi che 11 impianti, dei quali 9 al di fuori del comune di Roma, dovrebbero aumentare la volumetria dei rifiuti trattabili, al fine di consentire alla capitale di uscire da una situazione di criticità, come definita dalla Asl Roma 1, prima che se ne profili una di vera e propria emergenza;
l'ordinanza risulterebbe vieppiù inapplicabile, sicché non apparirebbe di competenza regionale l'imposizione di una serie di adempimenti in capo ad Ama, chiedendo altresì al Comune di acquisire 300 cassonetti in tre giorni in deroga al codice degli appalti (di cui al decreto legislativo n. 50 del 2016); così come non potrebbe esercitare poteri sostituivi del Comune di Roma, travalicando quanto consentito dalla legge. Si rammenta in proposito che la competenza della raccolta dei rifiuti spetta al Comune, mentre alla Regione competerebbe la questione degli impianti. Inoltre, la stessa presenterebbe una formulazione tale che, non prevedendo l'esplicita deroga alle norme del testo unico ambientale e stabilendo inoltre l'osservanza delle "Bat", migliori tecniche disponibili, apparirebbe in contrasto con l'aumento della volumetria dei rifiuti trattabili;
in proposito la società Rida Srl, che gestisce alcuni impianti di trattamento rifiuti, avrebbe risposto negativamente alla richiesta della presidente dell'Ama, Luisa Melara, sostenendo "non solo l'impossibilità di fornire ulteriore supporto ad Ama e, dunque, alla città di Roma, ma addirittura riducendo i quantitativi dei materiali che saranno accolti dalla prossima settimana", come comunicato dalla stessa Ama;
si apprende da fonti di stampa, che la Regione, peraltro, si sarebbe trovata a dover scrivere all'azienda di Aprilia, che lamentava errori nell'ordinanza per correggere il provvedimento con una nuova determina;
lo stesso Ministro, come riportato da "il Fatto Quotidiano" di domenica 7 luglio 2019, avrebbe dichiarato che "Il Comune sta facendo tutto il possibile e laddove l'ordinanza regionale dovesse mostrare dei limiti, sono fiducioso che la Regione interverrà tempestivamente"; precisando altresì che "Stiamo lavorando a risoluzioni per il medio periodo, in attesa della definizione del piano impiantistico regionale", sebbene sia atteso, giova ribadirlo, da oltre 7 anni, nonostante i proclami del presidente Zingaretti, che in una nota ufficiale della Regione ha dichiarato "L'obiettivo che confermo con totale spirito di collaborazione è quello di continuare con tutti gli strumenti possibili ad aiutare Roma. Lo abbiamo sempre fatto, mettendoci a completa disposizione con gli uffici regionali per ogni possibile aiuto e supporto alla Capitale", intento, purtuttavia, disatteso nei fatti,
si chiede di sapere quali provvedimenti il Ministro in indirizzo intenda adottare, nell'ambito delle proprie competenze, al fine di sollecitare la Regione Lazio perché favorisca, consenta e garantisca la corretta gestione dei rifiuti del comune di Roma.