Legislatura 18 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-00873

Atto n. 3-00873 (in Commissione)

Pubblicato il 30 maggio 2019, nella seduta n. 116

MONTEVECCHI , DE LUCIA , CORRADO , VANIN , MARILOTTI - Al Ministro per i beni e le attività culturali. -

Premesso che:

costruito nel 1737, il teatro "San Carlo" di Napoli fu distrutto da un incendio la notte del 22 febbraio 1816 e dopo il restauro diventò uno dei teatri più belli del mondo e dall'acustica migliore, ottenuta con procedimenti scientifici ispirati ai teatri greci e latini, recuperati da scritti di Vitruvio e Leon Battista Alberti;

in prossimità del restauro della facciata, di recente aggiudicazione, molti "addetti ai lavori" e alcuni articoli di stampa ("il Fatto Quotidiano" del 26 maggio 2019 "La storia dello scempio del teatro San Carlo di Napoli") ricordano le critiche ai lavori di ristrutturazione che hanno interessato il teatro nel corso degli anni;

considerato che:

i lavori di ristrutturazione sarebbero costati ben 70 milioni di euro, ma oltre a non avere la longevità che ci si aspettava, come sembra dimostrare la condizione dei porticati di ingresso che presentano evidenti danni all'intonaco, sarebbero stati molto criticati per le scelte tecniche e di presunta valorizzazione che avrebbe adottato l'allora commissario dottor Nastasi;

il commissario, secondo quanto riporta l'articolo citato, avrebbe fatto distruggere la cassa risonante collocata sotto il palcoscenico che ne garantiva l'acustica, unica nel suo genere, sostituendola con cemento. Inoltre sarebbe stato costruito un bar in stile moderno mentre inspiegabilmente l'archivio sarebbe stato spostato in un magazzino nella zona orientale della città, lontano e praticamente inaccessibile;

valutato che:

l'articolo ricorda le vicende e la condanna per danno erariale a carico di Marcello Fiori, commissario straordinario degli scavi archeologici di Pompei, autore del progetto di ristrutturazione edilizia in tufo e cemento armato del teatro grande di Pompei. Sentenza di condanna che forse per la prima volta pone l'attenzione sui beni culturali e sul concetto di valorizzazione del bene che "non può essere assimilata al mero 'sfruttamento' dello stesso per fini di natura imprenditoriale-commerciale";

la vicenda del danno erariale di Pompei rappresenta uno dei casi di gestione dissennata dei beni culturali nel nostro Paese;

valutato infine che il Teatro San Carlo di Napoli, quindi, sarebbe stato oggetto di lavori di ristrutturazione non adeguati se si considerano le condizioni in cui versano alcune parti della struttura,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e se non ritenga necessario valutare i danni cagionati al teatro San Carlo di Napoli negli anni e individuarne le responsabilità, al fine di attivare le dovute azioni nelle sedi opportune.