Legislatura 18 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-00818

Atto n. 3-00818 (in Commissione)

Pubblicato il 14 maggio 2019, nella seduta n. 112

LANNUTTI , PESCO , LEONE , LANZI , ROMANO , CORRADO , FEDE , FENU , ANGRISANI , BOTTO , PIRRO , PRESUTTO - Al Ministro dell'economia e delle finanze. -

Premesso che, come riporta "il Fatto Quotidiano":

a seguito del concorso all'Agenzia delle dogane e dei monopoli (area dogane), per 69 dirigenti di seconda fascia, bandito il 16 dicembre 2011 e terminato a luglio 2014, è scaturita un'indagine penale che ha visto il rinvio a giudizio del presidente della commissione, il dottor Enrico Maria Puja ed il membro interno il dottor Alberto Libeccio oltre ad altri 9 concorrenti: Edoardo Mazzilli, capo dell'ufficio investigazione centrale dell'antifrode delle dogane; Giovanni Mosca a capo dell'ufficio AEO che rilascia il certificato di affidabilità alle aziende che hanno rapporti con le dogane; Marco Falconieri, all'epoca all'Autorità garante per la concorrenza ed il mercato, Francesco Natale, Ernesto Carbone, Giuseppe Sabatino e Saverio Marrari;

lo stesso quotidiano racconta gli avvenimenti: "Dalle annotazioni della polizia giudiziaria agli atti dell'inchiesta della Procura di Roma si scopre anche che non una ma tutte e 18 le tracce che dovevano andare a sorteggio erano nel pc del segretario e del direttore dell'Agenzia delle Dogane sicuramente già otto giorni prima della prova";

sul medesimo concorso il Consiglio di Stato, in data 18 gennaio 2019, ha emesso ben 7 provvedimenti fra decreti e sentenze: quello di rilievo è il n. 457, in cui si traccia la strada per un provvedimento dell'Agenzia in autotutela;

si legge nel provvedimento citato: "È fatto salvo quindi il potere dell'amministrazione, anche in relazione al prosieguo dell'azione amministrativa, di verificare se tali fatti - così come ogni altra circostanza sopravvenuta relativa a profili non coperti dal giudicato -, tenuto conto altresì degli ulteriori sviluppi del procedimento penale e della particolare gravità delle ipotesi di reato contestate, siano tali da giustificare l'adozione in via di autotutela di provvedimenti cautelari e/o demolitori - previa verifica della sussistenza di tutti i relativi presupposti dell'intervento in autotutela";

considerato che:

su "il Fatto quotidiano" del 30 marzo 2019 si legge "Concorso alle Dogane, i commissari vanno a processo per truffa: 'Alterarono prove'. Ma saranno loro a correggerle di nuovo". Si legge ancora: "Libeccio e Puja - stando all'accusa - avrebbero selezionato tracce preventivamente comunicate ad almeno otto concorrenti, citati nella richiesta di rinvio a giudizio e, in collaborazione con uno dei partecipanti, avrebbero anche creato fotocopie di testi di Gazzette ufficiali e di Regolamenti Europei che in realtà erano manipolati per nascondere all'interno tracce (poi regolarmente uscite) e svolgimento delle stesse. Quindi i candidati favoriti avevano il vantaggio di conoscere in anticipo i temi, e per evitare che sbagliassero avevano già pronti gli svolgimenti. A detta della Procura, entravano con il compito già fatto e - guarda caso - sono risultati vincitori del concorso";

non esiste alcuna graduatoria e il Consiglio di Stato con la citata sentenza ha disposto di ricorreggere i compiti (oltre 1.000, cioè il 90 per cento) non corretti collegialmente (i commissari si sono limitati a correggere collegialmente solo quelli poi risultati idonei), ma consigliando all'amministrazione doganale "l'adozione in via di autotutela di provvedimenti cautelari e/o demolitori";

il rinvio a giudizio coinvolge 2 dei 3 commissari ed una pluralità di concorrenti avvantaggiati e che hanno plagiato gli svolgimenti in loro disponibilità;

l'Agenzia delle dogane si è costituita parte civile contro gli imputati;

non è possibile determinare quanti altri avessero la disponibilità dei testi fraudolentemente inseriti in testi contraffatti ed introdotti nelle aule di esame;

non sarebbe possibile nominare una nuova commissione, vista la disposizione della sentenza del Consiglio di Stato e non sembra consentito sostituire con i supplenti i commissari imputati, non essendoci lesione di alcun diritto soggettivo in capo a concorrenti per cui non vi sia alcuna graduatoria e visto che non sarebbe possibile verificare se fossero stati in possesso di testi vietati ed introdotti fraudolentemente nelle aule di esame, non emergendo perciò alcun danno in capo a loro,

si chiede di sapere:

quanto tempo debba ancora trascorrere prima dell'annullamento del concorso, come già auspicato anche dal Consiglio di Stato, in modo da consentire l'indizione di un nuovo concorso, ovvero, nella stessa procedura concorsuale, indire il nuovo svolgimento degli scritti con la nomina di una nuova commissione, per non danneggiare ulteriormente i candidati risultati esclusi e non arrecare ulteriore nocumento all'immagine dell'Agenzia delle dogane;

se non sia il caso di attingere dalle graduatorie valide per concorsi a dirigente per altre amministrazioni, in modo da risolvere il problema della penuria negli organici, ossia di 117 dirigenti;

se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno attivare le procedure ispettive e conoscitive previste dall'ordinamento.