Legislatura 18 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-01526
Azioni disponibili
Atto n. 4-01526
Pubblicato il 3 aprile 2019, nella seduta n. 106
PARAGONE , CROATTI , LUCIDI , BOTTO , D'ANGELO , GRANATO , CORBETTA , TRENTACOSTE , ORTIS , RICCIARDI , GRASSI , TURCO , MOLLAME , CASTIELLO , LEONE , LA MURA , DI MICCO , LANNUTTI , COLTORTI , NOCERINO , ROMANO , CAMPAGNA , GIARRUSSO , PIRRO , ACCOTO , FLORIDIA , MANTOVANI , MARINELLO , BOTTICI , PACIFICO , GIANNUZZI - Al Ministro dello sviluppo economico. -
Premesso che:
gli oneri generali di sistema, individuati ai sensi dell'articolo 3, comma 11, del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79, come modificato dall'articolo 39, comma 3, del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, gravano sulla bolletta di energia elettrica, pur non essendo legati alla fornitura del servizio, bensì destinati alla copertura di costi relativi ad attività di interesse generale afferenti al sistema elettrico, tra i quali, ad esempio, gli incentivi alle fonti rinnovabili, gli oneri nucleari, le agevolazioni per il settore ferroviario e per le industrie energivore e gli oneri per il bonus elettrico;
la disciplina dell'imposizione e dell'esazione degli oneri generali del sistema elettrico, nonché la gestione del gettito derivante è definita dall'Autorità per l'energia elettrica e il gas (ora Autorità di regolazione per energia reti ed ambiente), ai sensi della legge 14 novembre 1995, n. 481, e successive modificazioni;
in ottemperanza alla sentenza 24 maggio 2016, n. 2182 del Consiglio di Stato, l'Autorità per l'energia elettrica e il gas ha stabilito che siano i clienti finali a pagare gli oneri ai venditori, i quali li pagano, a loro volta, con le fatture del servizio di trasporto ai distributori, che quindi li versano su appositi conti istituiti, per le varie componenti, presso la Cassa per i servizi energetici e ambientali (CSEA) ovvero direttamente al Gestore dei servizi energetici (GSE) nel caso della componente destinata al sostegno delle fonti rinnovabili;
la riforma della tariffa elettrica ha comportato un aumento in bolletta delle quote fisse, infatti una delle principali conseguenze della riforma tariffaria, che non ha lasciato indifferenti molti consumatori, è l'aumento del peso delle quote fisse soprattutto per coloro che possiedono una seconda casa. Difatti, i non residenti hanno subito, sia il peso della quota fissa della tariffa per il trasporto dell'energia e la gestione del contatore, sia quella relativa agli oneri di sistema;
la diretta conseguenza di tale riforma è che gli utenti non residenti, dal 2018, si sono ritrovati a pagare circa 20 euro al mese di base, anche avendo consumi pari a zero;
molteplici sono i casi di utenti che, pur avendo consumi bassi o prossimi allo zero, hanno subito un aumento significativo delle proprie bollette a causa dei costi fissi, e quotidiane sono le proteste che giungono agli interroganti su questa "tassa occulta sul patrimonio", che impatta in maniera decisa sulle condizioni economiche delle famiglie italiane;
l'ultimo step della riforma prevede, infine, il superamento della struttura progressiva della tariffa per il trasporto di energia e la gestione del contatore e degli oneri di sistema. Ossia, tariffe uguali per ogni livello di consumo, non più progressive per scaglioni di consumo;
la stessa Autorità per l'energia con la segnalazione 733/2017/I/eel del 2 novembre 2017 al Governo e al Parlamento, ai sensi dell'articolo 2, comma 6, della legge 14 novembre 1995, n. 481, evidenziava che la riforma tariffaria dei clienti domestici, avrebbe comportato maggiori ulteriori esborsi ai clienti, specie quelli con bassi consumi, che l'attuazione del terzo step della riforma tariffaria per i clienti domestici del settore energetico comporterà inevitabili aumenti di spesa annua per larghe fasce della popolazione e che per tali clienti, caratterizzati da consumi bassi o medio-bassi, gli incrementi di spesa prevedibili sono significativi,
si chiede di sapere quali iniziative di competenza il Ministro in indirizzo intenda adottare per scongiurare che gli utenti continuino a subire in bolletta un aggravio di costi del tutto svincolato dall'effettivo consumo di energia.