Legislatura 18 Atto di Sindacato Ispettivo n° 2-00030
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Atto n. 2-00030
Pubblicato il 27 marzo 2019, nella seduta n. 103
LANNUTTI , PESCO , BOTTICI , DI NICOLA , LEONE , TRENTACOSTE , ABATE , NATURALE , MOLLAME , PELLEGRINI Marco , BOTTO , AGOSTINELLI , FENU , LOMUTI , FEDE , DI PIAZZA , DRAGO , GIARRUSSO , MORRA - Al Ministro dell'economia e delle finanze. -
Premesso che, a quanto risulta agli interpellanti:
tra il 1997 ed il 2000 Abbey national bank ha commercializzato in Italia migliaia di prodotti denominati "Assimutuo", con uno schema contrattuale che addossava al cliente il pagamento della quota di interessi del mutuo mentre la quota capitale, pure versata dal cliente, veniva utilizzata per pagare il premio di una polizza "Commercial Union" il cui ricavato a scadenza sarebbe stato versato alla banca a saldo del capitale mutuato;
nel 2004 Abbey national bank ha ceduto i mutui a Unicredit banca per la casa (nel 2010 incorporata da Unicredit banca), che da quel momento è subentrata nel rapporto coi clienti incamerando la quota di interessi. Non si è modificato invece il rapporto assicurativo con Commercial Union, divenuto poi "Aviva" nel 2006;
il prodotto veniva commercializzato al cliente sulla base della comunicazione fraudolenta secondo la quale, a scadenza del mutuo e della polizza, il ricavato di quest'ultima sarebbe servito ad estinguere integralmente la quota capitale del mutuo. Così non è stato per lo scarso rendimento del capitale investito, con conseguente richiesta al mutuatario di importi cospicui assolutamente inattesi;
in tali mutui è previsto che la quota di interessi venga pagata alla banca, mentre la quota di capitale viene riscossa mediante una o più polizze assicurative dalla Aviva Life spa, già Commercial Union, con il mutuatario che stipula la polizza aderendo però alla convenzione stipulata tra la banca e l'assicurazione, mediante un collegamento negoziale tra mutuo e convenzione assicurativa;
nella convenzione assicurativa è scritto chiaramente che la polizza coprirà quantomeno la quota capitale che al termine del mutuo verrà liquidata alla banca che ne è beneficiaria, e poiché le quote confluiscono nel fondo "Lifin" se le somme saranno superiori al capitale da erogare alla banca la differenza verrà liquidata ai mutuatari: ad avviso degli interpellanti niente di più falso, perché il fondo non riesce a coprire neanche il capitale, pertanto al termine del contratto il mutuatario, che ritiene di avere pagato tutto, si vede recapitare due lettere dalla banca, dove nella prima si richiede documentazione per riscuotere la polizza, ma già si scrive che qualora i conferimenti non siano sufficienti dovrà essere il mutuatario a coprire la differenza (quindi il mutuatario lo viene a sapere per la prima volta con questa lettera). Nella seconda si dice che i conferimenti non sono stati sufficienti, l'assicurazione ha liquidato una parte e pertanto la differenza dovrà pagarla il mutuatario;
i consulenti dell'associazione di difesa degli utenti bancari Adusbef hanno già esaminato una serie di questi contratti e hanno evidenziato delle criticità anche dal punto di vista della determinazione ed applicazione del tasso di interesse al rapporto, individuando una serie di possibili azioni ai danni della Unicredit, che sono già al vaglio della magistratura;
considerato che:
le associazioni dei consumatori hanno ricevuto centinaia di reclami, con richieste alla scadenza dei mutui di somme considerevoli fino ed oltre 30.000 euro ai mutuatari che avevano sottoscritto mutui ventennali di 100.000 euro;
di fronte alle resistenze dei clienti che non hanno voluto pagare, la banca avendo l'ipoteca sull'immobile presenta atti di pignoramento con conseguenti esecuzioni sugli immobili, anche per somme non elevate;
per quanto risulta agli interpellanti vi è stato un caso impugnato in tribunale di 14.000 euro che con gli interessi usurari di mora arrivano a 18.000 euro: all'udienza di discussione dell'opposizione all'esecuzione, nonostante il legale del frodato avesse chiaramente spiegato la situazione ed il contratto capestro, con la raccomandazione di analizzare bene la questione perché tante famiglie sono nella stessa situazione, il giudice ha ritenuto di non approfondire motivando che il tasso di mora in usura viene calcolato in virtù di sommatoria tra tasso convenzionale e moratorio, per l'indeterminatezza degli interessi priva di pregio, condannando il ricorrente alle spese con la fissazione dell'udienza non ad un giudice terzo, ma davanti allo stesso per la vendita della casa,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo sia al corrente del dramma di migliaia di famiglie, titolari di un contratto "Assimutuo";
se non ritenga di intervenire con urgenza per richiamare Unicredit alle sue evidenti responsabilità in merito, per aver incamerato con l'acquisizione dei mutui contratti fraudolenti a danno di migliaia di famiglie;
se non ritenga, come agli interpellanti, platealmente viziati tali contratti capestro a danno delle famiglie, con i sottoscrittori non compiutamente informati del rischio di perdite, i cui contratti non sarebbero stati sottoscritti nel caso di informazioni chiare e trasparenti sull'alea di rischi addossati esclusivamente ai cittadini contraenti;
se non ritenga opportuno attivare al riguardo le procedure ispettive e conoscitive previste dall'ordinamento.