Legislatura 18 Atto di Sindacato Ispettivo n° 2-00026
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Atto n. 2-00026
Pubblicato il 26 febbraio 2019, nella seduta n. 94
LANNUTTI , MORRA , SILERI , LEONE , CASTELLONE , PELLEGRINI Marco , DI NICOLA , ANASTASI , MANTOVANI , ACCOTO , CASTALDI , ORTIS , GALLICCHIO , CORBETTA , FENU - Ai Ministri dell'economia e delle finanze, dello sviluppo economico e della giustizia. -
Premesso che:
dopo le denunce delle associazioni di consumatori ed alcune inchieste giornalistiche sulla vendita truffaldina dei diamanti in banca, al termine della sua istruttoria l'Autorità Garante della concorrenza ed il mercato, nell'ottobre 2017 aveva irrogato 12,35 milioni di euro di sanzioni a carico delle due società, la Intermarket Diamond Business SpA (IDB) e la Diamond Private Investment SpA (DPI) e di Banco BPM, Unicredit, Intesa Sanpaolo e MPS. Gli stessi istituti, per rispondere alle proteste dei risparmiatori, per cui era risultato impossibile rivendere le pietre ad un prezzo almeno uguale all'acquisto, pur essendosi sempre dichiarati estranei alle operazioni di vendita, avevano comunque deciso in alcuni casi di provvedere a un rimborso di quanto investito da parte di alcuni risparmiatori. Secondo i dati della corposa indagine Antitrust, dal 2011 al 2017 IDB e DPI hanno perfezionato vendite per oltre un miliardo di euro dei quali più della metà, 600 milioni di euro, riconducibili al solo Banco BPM che, grazie al suo ruolo di intermediario per circa 30-40.000 clienti, ha incassato nel periodo oltre 100 milioni di commissioni. Stesso ruolo svolto da Unicredit, che ha registrato 40-50 milioni di commissioni in sei anni; Intesa Sanpaolo, attiva da metà 2015, ha dichiarato 7.000 clienti nel 2016; MPS circa 14.000 operazioni (alcune riconducibili a più soggetti) dal 2013 al 2016 e commissioni totali tra i 30 e i 50 milioni di euro;
nei giorni scorsi l'inchiesta sulla truffa nella vendita di diamanti a risparmiatori e investitori è stata allargata alle banche con la Guardia di finanza, che ha eseguito un sequestro preventivo di oltre 700 milioni di euro in cui risultano indagate Banco BPM e Banca Aletti, Unicredit, Intesa Sanpaolo e MPS. L'indagine, coordinata dal procuratore aggiunto Riccardo Targetti e dal pubblico ministero Grazia Colacicco, riguarda fatti avvenuti tra il 2012 e il 2016 quando, secondo l'accusa, le due società, IDB e DPI, avrebbero venduto attraverso l'intermediazione degli sportelli bancari, diamanti ad un prezzo molto superiore al loro reale valore. Il decreto di sequestro, firmato dal giudice per le indagini preliminari di Milano, Natalia Imariso, è stato eseguito a carico di 7 persone indagate e di 7 enti, cioè le 5 banche e le due società, per le ipotesi di reato di truffa aggravata e autoriciclaggio. Tra i quasi settanta indagati il direttore generale della banca BPM, Maurizio Faroni, accusato di concorso in truffa e autoriciclaggio. Tra le più colpite dal sequestro le due società di vendita: 253 milioni sono a carico di DPI e 328 milioni di IDB, della quale però il Tribunale di Milano ha dichiarato il fallimento lo scorso gennaio. Il provvedimento cautelare si abbatte anche sulle banche: 83,8 milioni a carico di Banco BPM e Banca Aletti, 32 milioni nei confronti di Unicredit; 11 milioni per Intesa Sanpaolo e 35,5 milioni a carico di MPS;
la vicenda relativa alla vendita di diamanti a prezzo gonfiato, fino ad oltre il triplo del loro valore reale, coi risparmiatori raggirati dai loro consulenti bancari, risparmiatori che avevano speso cifre fino ai 130.000 euro per un valore effettivo di circa 40.000 per un valore superiore ad 1 miliardi di euro, aveva causato una vittima, Claudio Giacobazzi, presidente e amministratore delegato di IDB, trovato morto il 14 maggio 2018, in una camera d'albergo vicino al casello autostradale di Reggio Emilia, con la testa infilata dentro un sacchetto di plastica, oggetto di atto di sindacato ispettivo 4-00179, dove si chiedeva di verificare l'esatta dinamica delle vendite fraudolente dei diamanti, a danno di migliaia di utenti bancari;
considerato che:
le norme vigenti prevedono che si verifichi la sana e prudente gestione degli intermediari, la stabilità complessiva e l'efficienza del sistema finanziario, nonché l'osservanza delle disposizioni che disciplinano la materia da parte dei soggetti vigilati. Le funzioni di vigilanza bancaria occupano circa 7.000 dipendenti e costano quasi 1 miliardo di euro l'anno, mirando al mantenimento della stabilità finanziaria in base ai poteri e alle responsabilità di controllo sui singoli intermediari e sul sistema finanziario complessivo ed esercita, in armonia con le disposizioni comunitarie, i poteri di vigilanza nei confronti di banche, gruppi bancari ed intermediari finanziari, avendo riguardo alla sana e prudente gestione dei soggetti vigilati, alla stabilità complessiva, all'efficienza e alla competitività del sistema finanziario, all'osservanza della normativa in materia creditizia e finanziaria. È prevista altresì una funzione di controllo delle attività di Borsa Italiana, di tutela degli investitori che operano in borsa e di garanzia dell'efficienza del mercato mobiliare italiano. Tale settore è cruciale in quanto assicura la trasparenza sui prodotti finanziari in gioco, garantendo che tutti gli operatori abbiano sempre accesso alla totalità delle informazioni necessarie per effettuare i loro investimenti in maniera pienamente conscia. Tra gli obiettivi vi è anche quello di garantire la qualità dei prezzi affinché riflettano realmente l'andamento di mercato, favorire le contrattazioni e certificare le modalità esecutive dei contratti siglati;
l'ennesimo comportamento truffaldino di banche ed intermediari a danno di migliaia di utenti dei servizi bancari, è stato scoperchiato dalle denunce dei consumatori, dall'istruttoria dell'Autorità Antitrust e dal conseguente intervento della Procura di Milano coordinata dal procuratore aggiunto Riccardo Targetti e dal pubblico ministero Grazia Colacicco, riguardanti fatti avvenuti tra il 2012 e il 2016,
si chiede di sapere:
se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza delle circostanze riferite, che rappresentano una truffa di vaste proporzioni a danno di decine di migliaia di utenti dei servizi bancari, scoperchiata dalle denunce delle associazioni di consumatori, dall'indagine Antitrust e dalla Procura di Milano;
se il Governo ritenga di intervenire con urgenza, anche promuovendo iniziative di riforma delle modalità di controllo sui soggetti proponenti investimenti mobiliari, per impedire il ripetersi di truffe cicliche, vendite scorrette di prodotti tossici ed altri espedienti per il piazzamento ai risparmiatori di titoli fraudolenti seriali con sistemi incentivanti, che continuano a bruciare il sudato risparmio dei cittadini, garantito dall'art. 47 della Costituzione;
se il Governo abbia intenzione di porre termine alle attività del programma di educazione finanziaria "Edufin", realizzato da un comitato diretto da Annamaria Lusardi, istituito dopo le note dichiarazioni del Governatore della Banca d'Italia sulla presenza di un "analfabetismo funzionale" in Italia, nel presupposto che vi fosse una colpa per i risparmiatori nell'essersi fidati dei consigli per gli acquisti dei banchieri;
se intenda attivare le procedure ispettive e conoscitive previste dall'ordinamento con riferimento alla vicenda riportata.