Legislatura 18 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-01060

Atto n. 4-01060

Pubblicato il 22 dicembre 2018, nella seduta n. 77

LANNUTTI , MORRA , DELL'OLIO , PELLEGRINI Marco , PRESUTTO , PIRRO , ACCOTO , GALLICCHIO , PESCO , DI NICOLA , LOMUTI , URRARO , LEONE - Ai Ministri della giustizia, dell'economia e delle finanze e dell'interno. -

Premesso che:

Pasquale Scotti, nato l'8 settembre 1958, detto Pasqualino 'o collier', storico capo della nuova camorra organizzata cutoliana e ultimo custode dei segreti inconfessabili che ruotano attorno alla trattativa Stato-camorra-brigate rosse per la liberazione, negli anni '80, dell'assessore campano Dc Ciro Cirillo e al finto suicidio del banchiere Roberto Calvi, condannato ad un ergastolo, è ritenuto responsabile di innumerevoli altri delitti e reati;

come si apprende da un articolo de "il Fatto Quotidiano" del 30 gennaio 2016, «nel corso della presentazione del libro "Il Camorrista fantasma - le mille vite del super latitante Pasquale Scotti" scritto da Enzo Musella, Gaetano Pragliola, Gianmaria Roberti e Luigi De Stefano per Iupper Edizioni avvenuta il 22 gennaio 2016 al Pan di Napoli, pungolato da una domanda l'ex presidente del Tribunale di Napoli Carlo Alemi e all'epoca dei fatti giudice istruttore dell'inchiesta sul rapimento di Cirillo con un sussurro, dice: "Pasquale Scotti ha vissuto protetto da servizi segreti come protetti sono stati Vincenzo Casillo (aveva un tesserino dei servizi segreti- ucciso il 29 gennaio 1983 con un'autobomba a Roma a poca distanza dalla sede del Sismi) e Corrado Iacolare (considerato un falso agente, arrestato, estradato in Italia dall'Uruguay negli anni Novanta ma rispedito di nuovo nel paese sud americano per un difetto della pratica di estradizione dove vi è morto lo scorso luglio"»;

nel corso della detenzione Pasquale Scotti promise che avrebbe collaborato, rivelando diversi aspetti dell'organizzazione di Raffaele Cutolo cui era affiliato. Ma si trattò di una collaborazione fittizia. Scotti evase infatti la notte di Natale del 1984 dall'ospedale civile di Caserta dove era stato ricoverato per una ferita alla mano. Dal 1985 dunque fu ricercato per omicidio e occultamento di cadavere;

venne dunque condannato all'ergastolo in contumacia nel 2005, dalla terza sezione della Corte d'assise di Santa Maria Capua Vetere ed inserito nella lista dei 100 latitanti più pericolosi del mondo;

il 26 maggio 2015 il Ministro della giustizia pro tempore ne annunciò l'arresto in Brasile, e fu finalmente estradato in Italia il 10 marzo 2016, con l'accordo che avrebbe collaborato attivamente; all'inizio di agosto 2018 la Direzione distrettuale antimafia) ha scritto alla commissione centrale del Ministero dell'interno, l'organo che sovrintende alla gestione dei collaboratori di giustizia, per ottenere la revoca del "programma di protezione": le sue dichiarazioni non avrebbero portato infatti nulla di rilevante per le indagini. A quanto risulta agli interroganti, l'attività di protezione era stata sancita dal "protocollo Farfalla", come si apprende da un altro articolo de "il Fatto Quotidiano" del 28 settembre 2014, «l'accordo di sei pagine stipulato nel maggio 2004 tra il dipartimento dell'amministrazione penitenziaria e il Sisde», una «gestione separata e segreta dei boss detenuti», «che portava denaro nelle casse dei padrini stragisti in cambio d'informazioni provenienti direttamente dal ventre molle di Cosa Nostra». Questo è ciò che va «in scena nei penitenziari di massima sicurezza italiani dopo il 2004: rapporti borderline tra servizi segreti e detenuti in regime di 41 bis»;

considerato che:

il Banco Ambrosiano, una delle principali banche private cattoliche italiane, fondato nel 1896, è fallito nel 1982 a seguito di uno dei più gravi dissesti bancari italiani sotto la presidenza di Roberto Calvi, soprannominato "il banchiere di Dio";

si legge su "Wikipedia": «il 9 giugno 1982 Calvi si allontanò da Milano, giungendo a Roma in aereo, dove incontrò Flavio Carboni, col quale organizzerà la fuga verso l'estero. L'11 giugno il banchiere si diresse a Venezia, per poi raggiungere Trieste, e successivamente la Jugoslavia. Dal paese slavo proseguirà poi per Klagenfurt. Il 14 giugno Calvi incontrò Carboni al confine con la Svizzera, per poi partire il 15 giugno verso Londra, dall'aeroporto di Innsbruck. Il 16 giugno Carboni partì da Amsterdam per raggiungere Calvi a Londra. Il 18 giugno venne trovato impiccato da un impiegato postale, sotto il Ponte dei Frati Neri sul Tamigi in circostanze molto sospette, con dei mattoni nelle tasche, le mani legate dietro la schiena e 15.000 dollari addosso. Fu trovato anche un passaporto con le generalità modificate in "Gian Roberto Calvini". Nelle sue tasche venne ritrovato anche un foglio con alcuni nominativi: quello dell'industriale Filippo Fratalocchi (noto produttore di apparati di guerra elettronica e presidente di Elettronica S.p.A), del politico democristiano Mario Ferrari Aggradi, del piduista Giovanni Fabbri, di Cecilia Fanfani, dell'amico di Sindona ed ex consigliere del Banco di Roma Fortunato Federici, del piduista e dirigente BNL Alberto Ferrari, del piduista e dirigente del settore valute del Ministero del commercio con l'estero Ruggero Firrao e del Ministro delle finanze del PSI Rino Formica. Il 17 giugno si era suicidata la sua segretaria personale, Graziella Corrocher, lanciandosi dal quarto piano dell'edificio dove ha sede il Banco Ambrosiano. La magistratura inglese liquidò la morte di Calvi come suicidio (...). Sei mesi dopo, la Corte Suprema del Regno Unito annullò la sentenza per vizi formali e sostanziali ed il giudice che l'aveva emessa venne incriminato per irregolarità; il secondo processo britannico lasciò aperta sia la porta del suicidio, sia quella dell'omicidio»,

si chiede di sapere:

se le dichiarazioni dell'ex presidente del Tribunale di Napoli Carlo Alemi abbiano un fondamento di verità e se non occorrano i dovuti approfondimenti giudiziari;

se Pasquale Scotti sia attualmente detenuto in regime di 41-bis oppure subisca un diverso trattamento carcerario;

se al boss sia mai stato applicato il "protocollo Farfalla";

se i Ministri in indirizzo non ritengano opportuno attivare le procedure ispettive e conoscitive previste dall'ordinamento, anche al fine di prendere in considerazione ogni eventuale sottovalutazione di significativi profili di accertamento che potrebbero profilare palesi violazioni di leggi e norme, per fare luce sugli anni più bui della Repubblica, che ruotano attorno alla trattativa Stato-camorra-brigate rosse per la liberazione negli anni '80 dell'assessore campano Dc Ciro Cirillo e al finto suicidio del banchiere Roberto Calvi, impiccato a Londra sotto il ponte dei Frati Neri il 18 giugno 1982 e al crac del Banco Ambrosiano.