Legislatura 18 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-00110
Azioni disponibili
Atto n. 4-00110
Pubblicato il 29 maggio 2018, nella seduta n. 7
PILLON , CENTINAIO , ARRIGONI , AUGUSSORI , BAGNAI , BARBARO , BERGESIO , BONFRISCO , BORGHESI , BORGONZONI , BOSSI Simone , BOSSI Umberto , BRIZIARELLI , BRUZZONE , CALDEROLI , CAMPARI , CANDIANI , CANDURA , CANTU' , CASOLATI , DE VECCHIS , FAGGI , FERRERO , FREGOLENT , IWOBI , MARIN , MARTI , MONTANI , NISINI , OSTELLARI , PAZZAGLINI , PELLEGRINI Emanuele , PEPE , PERGREFFI , PIANASSO , PIROVANO , PISANI Pietro , PITTONI , PIZZOL , PUCCIARELLI , RIPAMONTI , RIVOLTA , ROMEO , RUFA , SALVINI , SAPONARA , SAVIANE , SBRANA , SIRI , SOLINAS , STEFANI , TESEI , TOSATO , VALLARDI , VESCOVI , ZULIANI - Al Ministro della salute. -
Premesso che:
in data 28 marzo 2018 sul quotidiano "La Verità" è stato pubblicato un articolo a firma di Marianna Baroli intitolato: "Via libera in Italia alla prescrizione della pillola per cambiare il sesso". In tale articolo si dava atto che l'Agenzia italiana del farmaco (AIFA) avrebbe annunciato ufficialmente la possibilità di somministrare farmaci a base di triptorelina gratuitamente, a carico del Servizio sanitario nazionale, anche ai minori che manifestino «il contestato "disturbo dell'identità di genere"». Tale molecola era fino ad oggi utilizzata per la cura di alcuni tumori, dei fibromi e dell'endometriosi e per ritardare la pubertà precoce;
altri organi di stampa online tra cui "il Giornale" e il "Quotidiano" hanno ripreso la notizia senza tuttavia pubblicare il provvedimento ufficiale dell'AIFA;
tra le controindicazioni della triptorelina risultano: osteoporosi, depressione, infertilità femminile, malattia policistica dell'ovaio;
a giudizio degli interroganti l'esposizione del minore al rischio di tali effetti collaterali, comprensibile se controbilanciata dal tentativo di curare patologie oncologiche, risulta di difficile giustificazione se bilanciato dal semplice dubbio circa la propria identità sessuale;
tra l'altro, un'altissima percentuale di minori che abbiano inizialmente manifestato dubbi circa la propria identità sessuale, si sono poi naturalmente allineati al proprio sesso biologico, con il semplice maturamento del processo di crescita, come autorevolmente riconosciuta dalla letteratura scientifica in materia;
secondo coloro che si sono fatti promotori di tale richiesta di autorizzazione, l'impiego del principio attivo per curare la disforia di genere sarebbe "un cruciale intervento precoce, volto a limitare possibili atti di bullismo omotransfobico e di isolamento sociale"; tale affermazione tuttavia pare agli interroganti davvero un paradosso ed evidenzia una discrasia sul piano educativo, visto che si tenta di contrastare il fenomeno del bullismo elidendo farmacologicamente le differenze biologiche, quando sarebbe utile e opportuno educare ad accogliere e rispettare le differenze stesse;
ai sensi dell'art. 32, comma primo, della Costituzione, "La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività" e spetta dunque al Ministro della salute compiere tutte le attività necessarie a che la salute dei cittadini, e specialmente dei minori, sia costantemente garantita e tutelata in ogni modo,
si chiede di sapere
se corrisponda al vero che l'AIFA ha autorizzato l'uso di farmaci a base di triptorelina per l'utilizzo e la somministrazione gratuita, a carico del Servizio sanitario nazionale, anche su pazienti minorenni per il trattamento della disforia di genere;
quali siano le evidenze scientifiche e gli studi che avrebbero supportato tale autorizzazione;
se si ritenga prioritario destinare importanti risorse pubbliche per un farmaco potenzialmente dannoso per la salute dei minori;
quali siano i provvedimenti che il Ministro in indirizzo intenda adottare per tutelare il diritto dei genitori a educare la prole e il diritto alla salute dei cittadini, e particolarmente dei minori, nel rispetto degli artt. 30 e 32 della Costituzione.