Legislatura 18 Atto di Sindacato Ispettivo n° 1-00004

Atto n. 1-00004

Pubblicato il 11 aprile 2018, nella seduta n. 4

BORGONZONI , CENTINAIO , SALVINI , ARRIGONI , AUGUSSORI , BAGNAI , BARBARO , BERGESIO , BONFRISCO , BONGIORNO , BORGHESI , BOSSI Simone , BOSSI Umberto , BRIZIARELLI , BRUZZONE , CALDEROLI , CAMPARI , CANDIANI , CANDURA , CANTU' , CASOLATI , DE VECCHIS , FAGGI , FERRERO , FREGOLENT , FUSCO , IWOBI , MARIN , MARTI , MONTANI , NISINI , OSTELLARI , PAZZAGLINI , PELLEGRINI Emanuele , PEPE , PERGREFFI , PIANASSO , PILLON , PIROVANO , PISANI Pietro , PITTONI , PIZZOL , PUCCIARELLI , RIPAMONTI , RIVOLTA , ROMEO , RUFA , SAPONARA , SAVIANE , SBRANA , SIRI , SOLINAS , STEFANI , TESEI , TOSATO , VALLARDI , VESCOVI , ZULIANI

Il Senato,

premesso che, a quanto risulta ai proponenti del presente atto di indirizzo:

le abbondanti nevicate dell'ultimo periodo, seguite da piogge insistenti e dal disgelo, hanno fatto aggravare la situazione delle frane in Emilia-Romagna e in particolare nella città metropolitana di Bologna;

risultano numerosi i tratti stradali danneggiati da smottamenti e frane;

dal 3 marzo 2018 si è riattivata la frana della Maranina, in località Vaina, nel comune dell'Appennino bolognese di Gaggio Montano; il fronte franoso era conosciuto e monitorato, anche se fermo da una ventina d'anni almeno;

la frana si è messa in movimento con un fronte largo 100 metri e una lunghezza di circa 800 metri e con una velocità di movimento del terreno attestato sui 200 millimetri all'ora; il fronte franoso ha travolto la vecchia strada Porrettana, e ostruito in parte il letto del fiume Reno, nonostante le pale meccaniche in continuo movimento per mantenere libero il corso del fiume ed evitare che tracimi dal suo letto per inondare la vicina ferrovia e poi le valli circostanti; ad oggi il fenomeno ha messo in movimento circa un milione di metri cubi di terra;

i Vigili del fuoco hanno fatto sapere che sono stati resi inagibili 5 immobili, ed è stata allontanata una famiglia da un'abitazione nelle vicinanze del fronte franoso; successivamente, sono state evacuate in via precauzionale altre 9 persone; altre abitazioni sono rimaste isolate e raggiungibili solo con l'ausilio di un mezzo anfibio in dotazione ai pompieri;

nei giorni successivi, a causa delle abbondanti piogge (più di 50 millimetri in 6 ore, con punte superiori a 70 millimetri) la situazione si è aggravata; la frana ha gravemente danneggiato la scarpata su cui poggia la massicciata che sostiene i binari, provocando la sospensione della circolazione ferroviaria fra le stazioni di Porretta Terme e Riola, sulla linea Bologna-Porretta, con l'attivazione di un servizio sostitutivo con autobus fra Porretta, Silla e Riola e con proseguimento in treno per Bologna (e viceversa);

un'altra frana, sempre nel comune di Gaggio Montano, ha comportato l'interruzione temporanea della viabilità comunale ed ancora nel bolognese è stata segnalata una frana in località Cà Bortolani di Montepastore, nel comune di Monte San Pietro;

altre situazioni critiche sono state registrate in Emilia-Romagna, a Lentigione, nel reggiano, dove a dicembre 2017 è fuoriuscito l'Enza con l'argine appena ricostruito e ancora in via di consolidamento; una trentina di volontari hanno lavorato sul fiume predisponendo circa 3.700 sacchetti di sabbia per i rialzi arginali e a presidio della popolazione;

dal modenese sono giunte segnalazioni di dissesti e smottamenti a Palagano, Pavullo e Fanano, mentre nel riminese, a Novafeltria (frana di Libiano), l'evoluzione del movimento franoso ha comportato la completa interruzione della viabilità con l'allontanamento di 6 persone per l'isolamento di alcuni nuclei abitati. Altri dissesti si segnalano a Sant'Agata Feltria, Casteldelci, Pennabilli e Poggio Torriana;

quasi tutti i corsi d'acqua dell'Emilia-Romagna hanno registrato superamenti di soglia tra l'11 e il 12 marzo; nel dettaglio le piene hanno riguardato: Montone, Savio, Marecchia, Lamone, Bidente, Rabbi e Ronco (in Romagna), Reno e affluenti (Idice, Samoggia, Setta, Savena, Savena abbandonato, Quaderna), Secchia, Panaro, Enza, Parma, Baganza, Taro, Ceno, Cedra, Arda, Trebbia, Aveto;

l'Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile hanno emesso un'allerta in codice giallo per rischio frane per tutte le aree di collina e montagna; risulta proseguito per giorni l'allerta con codice arancione per criticità idraulica nella pianura emiliana orientale e centrale e nella costa ferrarese (zone F e D) e l'allerta con codice giallo per le piene anche sui bacini romagnoli ed emiliani orientali, pianura e costa romagnola, pianura emiliana orientale e costa ferrarese (aree A, B, C, E);

il 15 marzo, un'altra frana a Gaggio Montano ha provocato la chiusura temporanea al traffico della strada provinciale 67 "Marano Canevaccia", dal chilometro 7+200 al chilometro 8+000, con decorrenza immediata fino alla constatazione di cessato pericolo e deviazione del traffico sulla strada provinciale 623 "Del Passo Brasa";

il bollettino dei movimenti franosi sull'Appennino ha anche registrato la chiusura temporanea al traffico della strada provinciale 632 "traversa di Pracchia", con un crollo di metà della carreggiata poco prima di Molino del Pallone di Alto Reno Terme;

la situazione risulta effettivamente molto critica, poiché è stata registrata una ventina di movimenti franosi che hanno interessato varie strade e ferrovie del territorio metropolitano di Bologna;

i media hanno anche riportato la foto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, Gian Luca Galletti, che ha partecipato alla riunione del comitato operativo del comune di Gaggio Montano, promettendo l'intervento del Governo se vi fossero le condizioni per la dichiarazione dello stato di emergenza;

il timore da parte della popolazione locale è quello che la frazione Marano, alla luce di questo fenomeno e con il percorso della "nuova porrettana", venga completamente dimenticata e conseguentemente abbandonata, se si considera che, ad oggi, si conta un danno economico pari a 25 per cento in meno;

la Regione Emilia-Romagna ha attivato misure straordinarie, anche di carattere finanziario, per far fronte ai danni e ai disagi provocati dall'ondata eccezionale di maltempo sulla viabilità regionale e ha inviato al Governo la richiesta per la dichiarazione dello stato di emergenza a livello nazionale,

impegna il Governo:

1) a dichiarare con estrema urgenza lo stato di emergenza per la situazione critica di rischio di frane nel territorio metropolitano di Bologna;

2) a provvedere anche attraverso l'Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), in collaborazione con l'ARPA (Agenzia regionale per la protezione ambientale) e le strutture regionali, ad un controllo e monitoraggio appropriato dei fronti franosi conosciuti e di eventuali nuovi fronti franosi sul territorio, al fine di assicurare la sicurezza dei cittadini e delle abitazioni interessate dal terreno in movimento, con particolare attenzione alla sicurezza della strada Porrettana e ai movimenti franosi registrati nel comune di Gaggio Montano;

3) in considerazione della situazione critica che si è verificata per l'emergenza frane, a provvedere all'inserimento degli interventi occorrenti per la messa in sicurezza permanente del territorio metropolitano di Bologna nei capitoli di bilancio previsti per il dissesto idrogeologico e per la difesa del suolo, di competenza del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare.