Legislatura 17ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 502 del 10/09/2015

GIOVANARDI (AP (NCD-UDC)). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIOVANARDI (AP (NCD-UDC)). Signor Presidente, vista la gravità dell'accaduto, mi limito a confermare quanto segnalato dal senatore Buemi, visto che siamo stati tutti testimoni oculari di questo episodio (con l'aggravante che parlava un autorevole collega, Nico D'Ascola, da par suo): in maniera continuativa, il collega Giarrusso impediva alla senatrice Fucksia anche di sentire ciò che si diceva, alzando la voce fino a minacciarla dicendo «vieni fuori».

Abbiamo sollevato subito il problema, non è che ce ne siamo accorti a posteriori, quando la senatrice ha cambiato il voto; abbiamo protestato subito chiedendo al Presidente di intervenire perché non è possibile che un membro della Giunta, mentre parla un altro collega, venga intimidito in questa maniera. Immagino che, se ciò accadesse in un tribunale, porterebbe all'arresto di chi compie questa azione intimidatoria.

Intervengo, quindi, semplicemente per dire che ciò che il senatore Buemi denuncia è esattamente quello che è accaduto, fino al cambiamento dell'atteggiamento di voto, dopo una riunione drammatica. Mi risulta che, dopo le dichiarazioni di voto, ognuno si esprime liberamente rispetto agli orientamenti, tra l'altro su una questione che, quando verrà esaminata in Aula, interpellerà ognuno di noi. Stiamo, infatti, parlando di una questione che può coinvolgere ogni senatore, cioè della rendicontazione di quello che viene dato ai collaboratori: secondo l'interpretazione della collega Pezzopane, quei 2000 euro rendicontati potrebbero essere un'ingente somma pubblica su cui può essere chiesto l'arresto, perché su quello ogni senatore potrebbe fare del peculato.

PRESIDENTE. Il merito della questione lo lasciamo, poi, al dibattito successivo.