Legislatura 17ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 502 del 10/09/2015
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Sulla seduta di ieri della Giunta delle elezioni
e delle immunità parlamentari
BUEMI (Aut (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUEMI (Aut (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE). Signor Presidente, ho il dovere di segnalarle quanto accaduto ieri sera nella seduta della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari. Si tratta di un fatto gravissimo, che mette in discussione la possibilità di un libero esercizio dell'azione parlamentare da parte dei colleghi, cioè di noi parlamentari e membri di quest'Assemblea.
Durante la trattazione delle questioni riguardanti il collega Bilardi, di cui penso si parlerà prossimamente nella seduta già programmata riguardante l'autorizzazione all'arresto del collega su richiesta del tribunale competente, è avvenuto un gravissimo episodio di intimidazione da parte del collega Giarrusso nei confronti della collega Fucksia. Avendo la collega Fucksia manifestato, durante la relazione della collega Pezzopane, dissenso esplicito ed evidente (e nessun intervento successivo può modificare quello che è stato visto e rilevato dai membri della Giunta durante la seduta), il collega Giarrusso si è alzato dal suo banco, è andato dalla collega Fucksia e, con azione intimidatoria, ha cercato di modificare le sue opinioni circa la questione riguardante il collega Bilardi.
Ora, noi siamo chiamati ad esprimerci in particolare su questioni di grande delicatezza, come la privazione della libertà dei colleghi (sebbene su richiesta della magistratura). Siamo chiamati a decisioni delicatissime, che non possono essere influenzate né dall'esterno né dall'interno del Senato. Che il collega Giarrusso si avvicini alla collega Fucksia, la quale manifesta dissenso su alcune questioni, e, intimidendola a voce alta, le dica «vieni fuori», volendo modificare il suo atteggiamento, è un fatto gravissimo che non posso sottacere e che sottopongo alla sua attenzione, perché questa azione intimidatoria ha modificato i rapporti all'interno della Giunta sulla decisione prima richiamata.
Signor Presidente, se questo fatto accade su questioni di rilevanza politica (è già accaduto in quest'Aula: ci sono state azioni intimidatorie di impedimento dell'esercizio della funzione parlamentare, in particolare per il voto di fiducia, come lei ricorderà) può essere anche, in qualche misura, accettato; ma non può essere accettato in una funzione delicata come quella svolta dai membri della Giunta.
Mi permetto di sottoporre alla sua attenzione tale questione perché è evidente che c'è bisogno di una messa a punto dei comportamenti ed eventualmente non è da trascurare la competenza per azioni sanzionatorie che devono essere prese in considerazione o da parte della istituzione parlamentare che lei rappresenta al massimo livello oppure da parte della magistratura esterna.
PRESIDENTE. La Presidenza prende atto di quanto lei ha rappresentato e chiederà una relazione su questi fatti al Presidente della Giunta.
Chi vuole prendere la parola lo può fare, tenendo però conto che aprirei un'eventuale discussione e un dibattito sulla relazione che il Presidente della Giunta farà alla Presidenza. Questa è la mia intenzione, per stigmatizzare i fatti. Per me, come Presidente, la relazione è la base da cui partire. Chi vuole intervenire può farlo, chiaramente, ma tenendo presente quanto ho già manifestato come intenzione circa la procedura da seguire.
GIOVANARDI (AP (NCD-UDC)). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIOVANARDI (AP (NCD-UDC)). Signor Presidente, vista la gravità dell'accaduto, mi limito a confermare quanto segnalato dal senatore Buemi, visto che siamo stati tutti testimoni oculari di questo episodio (con l'aggravante che parlava un autorevole collega, Nico D'Ascola, da par suo): in maniera continuativa, il collega Giarrusso impediva alla senatrice Fucksia anche di sentire ciò che si diceva, alzando la voce fino a minacciarla dicendo «vieni fuori».
Abbiamo sollevato subito il problema, non è che ce ne siamo accorti a posteriori, quando la senatrice ha cambiato il voto; abbiamo protestato subito chiedendo al Presidente di intervenire perché non è possibile che un membro della Giunta, mentre parla un altro collega, venga intimidito in questa maniera. Immagino che, se ciò accadesse in un tribunale, porterebbe all'arresto di chi compie questa azione intimidatoria.
Intervengo, quindi, semplicemente per dire che ciò che il senatore Buemi denuncia è esattamente quello che è accaduto, fino al cambiamento dell'atteggiamento di voto, dopo una riunione drammatica. Mi risulta che, dopo le dichiarazioni di voto, ognuno si esprime liberamente rispetto agli orientamenti, tra l'altro su una questione che, quando verrà esaminata in Aula, interpellerà ognuno di noi. Stiamo, infatti, parlando di una questione che può coinvolgere ogni senatore, cioè della rendicontazione di quello che viene dato ai collaboratori: secondo l'interpretazione della collega Pezzopane, quei 2000 euro rendicontati potrebbero essere un'ingente somma pubblica su cui può essere chiesto l'arresto, perché su quello ogni senatore potrebbe fare del peculato.
PRESIDENTE. Il merito della questione lo lasciamo, poi, al dibattito successivo.
MALAN (FI-PdL XVII). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MALAN (FI-PdL XVII). Signor Presidente, raccogliendo il suo invito, insieme alla decisione, che io ritengo opportuna di chiedere una relazione al Presidente della Giunta sulla base della quale poi esprimerci in modo più ampio, vorrei confermare quanto detto dai colleghi Buemi e Giovanardi. Aggiungo che un organo che svolge una funzione così delicata e particolare come la Giunta per le elezioni e le immunità deve essere libero anche da qualsiasi apparenza di intimidazione e coercizione del voto. È pertanto opportuno un approfondimento dell'increscioso episodio.
BONFRISCO (CoR). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BONFRISCO (CoR). Signor Presidente, non posso confermare quanto detto, perché non ero presente, in quanto il mio Gruppo non è rappresentato in quella Giunta.
Sono qua ad apprezzare con il mio intervento la sua decisione di far svolgere al Presidente della Giunta un'ampia e particolareggiata relazione in Aula, che metta in evidenza quanto realmente accaduto e anche lo spirito di una Giunta delle elezioni che, oltre il merito delle questioni e oltre la forma da rispettare, deve mantenere una propria serenità di giudizio, perché questo è garanzia delle istituzioni.
Se è accaduto un fatto così grave - e attendiamo di averne la conferma dalla relazione del Presidente - sono certa che lei poi vorrà affrontare il modo in cui le istituzioni democratiche possono rispondervi.
CASTALDI (M5S). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CASTALDI (M5S). Signor Presidente, desidero intervenire brevemente, convinto che il senatore Giarrusso non abbia bisogno della difesa del Presidente del Gruppo Movimento 5 Stelle, solo per dire che mi fa molto piacere il modo in cui lei ha recepito questa situazione.
Voglio solo far notare che forse certe accuse vengono da chi è abituato a tali pratiche. Noi siamo cittadini semplici e chi ci ascolta e ci osserva sa come ci comportiamo; quindi respingo tutto al mittente. Fa piacere anche a noi che lei farà attenzione alla relazione, perché probabilmente quell'accusa verrà ribaltata.
PRESIDENTE. Va bene, ma non creiamo comunque anticipazioni.