Legislatura 17ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 502 del 10/09/2015

BOTTICI (M5S). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BOTTICI (M5S). Signor Presidente, chiederei un attimo di attenzione. (Brusio).

PRESIDENTE. Colleghi, la seduta sta proseguendo. L'emiciclo non è il circolo ricreativo dei senatori o degli ex senatori. Chi vuole può uscire. (Brusio). Continuano imperterriti. Colleghi!

BOTTICI (M5S). Mi piacerebbe che si ponesse un po' di attenzione, perché quanto sto per evidenziare si manifesta quotidianamente in queste Aule.

L'anno scorso abbiamo votato una delega fiscale su cui il Governo ha chiesto ulteriore tempo, perché non aveva ancora fatto tutti i decreti legislativi. Su alcuni decreti ha esercitato un abuso di delega che nessuno gli ha dato e di altri si è dimenticato. Ieri sono arrivati cinque decreti legislativi in seconda lettura.

Vi faccio solo un esempio: sul decreto legislativo n. 183, che è quello che riforma il sistema sanzionatorio, sono state scritte sedici pagine di parere dalla Commissione giustizia e dalla Commissione finanze perché quel testo è scritto con i piedi. Il Governo lo ha trasmesso alle Camere il 9 settembre e abbiamo solo dieci giorni di tempo a disposizione. Se noi consideriamo che oggi pomeriggio ci sarà una seduta breve e che venerdì, sabato, domenica e lunedì non si lavora, ci rimarranno pochissimi giorni per valutare questo decreto legislativo assieme agli altri.

Chiedo allora che, quando vengono presentati i decreti legislativi, ci sia l'obbligo di lavorare in Commissione per dieci giorni, ossia per il tempo massimo a disposizione delle Commissioni, altrimenti si fa un lavoro inutile e si continua con la presa in giro del lavoro dei parlamentari. Non è possibile: il parere non è vincolante, il testo viene consegnato l'ultimo giorno, non si sa se il dossier è pronto o no! Il Governo faccia allora ciò che vuole, ma si assuma le proprie responsabilità. (Applausi dal Gruppo M5S).

PRESIDENTE. Senatrice Bottici, per ottenere un risultato le suggerisco di svolgere le medesime considerazioni anche in Commissione, che è la sede propria in cui farlo.