Legislatura 17ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 502 del 10/09/2015

Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno

ALBANO (PD). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ALBANO (PD). Signor Presidente, onorevoli colleghi, 5 settembre 2010‑5 settembre 2015: sono trascorsi cinque anni dall'omicidio di Angelo Vassallo, conosciuto anche come il sindaco pescatore di Pollica.

Vorrei ricordare insieme a voi la sua figura di amministratore coraggioso, caparbio ed incorruttibile. Ha pagato con la vita il suo impegno contro le ecomafie e i responsabili della sua uccisione devono ancora essere consegnati alla giustizia. Proprio il coraggio, l'amore per le istituzioni e il territorio di Vassallo devono essere un esempio per tutti i cittadini e gli amministratori, un esempio quanto mai necessario di buona politica.

Con questo Governo abbiamo approvato finalmente pene aspre contro gli ecoreati, ma solo un'opera di capillare educazione presso la popolazione potrà mettere un freno alle ecomafie che uccidono sia in modo cruento - come è successo al sindaco pescatore - sia in modo subdolo e lento, causando tumori e malattie degenerative. Ad Angelo Vassallo dobbiamo anche il riconoscimento dell'UNESCO della dieta mediterranea tra i patrimoni orali e immateriali dell'umanità, una medaglia per la nostra Italia, che ha l'onore di ospitare questo anno l'Expo internazionale dedicata proprio all'alimentazione.

Il nostro Paese ha bisogno di tanti Angelo Vassallo, cittadini, amministratori e politici con la schiena dritta, in grado di affrontare con forza e onestà morale le sfide che la lotta alla legalità ci impone per un'Italia migliore, un'Italia più giusta, un'Italia che ama e rispetta il suo territorio e la salute degli italiani. (Applausi dal Gruppo PD).

PRESIDENTE. La Presidenza si unisce al ricordo e la ringrazia.

BOTTICI (M5S). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BOTTICI (M5S). Signor Presidente, chiederei un attimo di attenzione. (Brusio).

PRESIDENTE. Colleghi, la seduta sta proseguendo. L'emiciclo non è il circolo ricreativo dei senatori o degli ex senatori. Chi vuole può uscire. (Brusio). Continuano imperterriti. Colleghi!

BOTTICI (M5S). Mi piacerebbe che si ponesse un po' di attenzione, perché quanto sto per evidenziare si manifesta quotidianamente in queste Aule.

L'anno scorso abbiamo votato una delega fiscale su cui il Governo ha chiesto ulteriore tempo, perché non aveva ancora fatto tutti i decreti legislativi. Su alcuni decreti ha esercitato un abuso di delega che nessuno gli ha dato e di altri si è dimenticato. Ieri sono arrivati cinque decreti legislativi in seconda lettura.

Vi faccio solo un esempio: sul decreto legislativo n. 183, che è quello che riforma il sistema sanzionatorio, sono state scritte sedici pagine di parere dalla Commissione giustizia e dalla Commissione finanze perché quel testo è scritto con i piedi. Il Governo lo ha trasmesso alle Camere il 9 settembre e abbiamo solo dieci giorni di tempo a disposizione. Se noi consideriamo che oggi pomeriggio ci sarà una seduta breve e che venerdì, sabato, domenica e lunedì non si lavora, ci rimarranno pochissimi giorni per valutare questo decreto legislativo assieme agli altri.

Chiedo allora che, quando vengono presentati i decreti legislativi, ci sia l'obbligo di lavorare in Commissione per dieci giorni, ossia per il tempo massimo a disposizione delle Commissioni, altrimenti si fa un lavoro inutile e si continua con la presa in giro del lavoro dei parlamentari. Non è possibile: il parere non è vincolante, il testo viene consegnato l'ultimo giorno, non si sa se il dossier è pronto o no! Il Governo faccia allora ciò che vuole, ma si assuma le proprie responsabilità. (Applausi dal Gruppo M5S).

PRESIDENTE. Senatrice Bottici, per ottenere un risultato le suggerisco di svolgere le medesime considerazioni anche in Commissione, che è la sede propria in cui farlo.

PANIZZA (Aut (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PANIZZA (Aut (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE). Signor Presidente, giorni fa, durante la puntata della trasmissione televisiva «Porta a Porta», il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha annunciato che il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel suo prossimo viaggio negli Stati Uniti, sottoporrà all'attenzione del presidente Obama la vicenda del nostro connazionale, il trentino Chico Forti, attualmente in carcere a vita negli Stati Uniti.

Da più parti, in questi anni e soprattutto negli ultimi mesi, si è alzata forte da parte dell'opinione pubblica la richiesta di revisione di un processo che ha molti lati oscuri circa il modo con cui si è giunti alla sentenza di condanna. Come ha sottolineato lo stesso presidente Renzi, stante il nostro sistema giuridico, ci sarebbero stati sicuramente tutti gli estremi per una revisione di un processo che, invece, nel caso di Forti non è mai stato accordato.

Vorrei sottolineare inoltre la straordinaria dignità e la piena fiducia che Forti ha sempre dimostrato nei confronti della giustizia americana, un atteggiamento che gli fa onore e che costituisce una ragione in più per tentare tutte le strade necessarie per ottenere la revisione del processo. Ricordo inoltre che, alcuni mesi fa, è stata depositata in Senato una mozione presentata da me e sottoscritta da diversi colleghi - che invito tutti i colleghi a sottofirmare - in questo simile a una, approvata a larghissima maggioranza dalla Camera dei deputati (che unificava i testi degli onorevoli Ottobre, Corda e altri), con cui si impegnava il Governo ad assumere, in ogni sede, qualsiasi iniziativa di competenza, volta a tutelare il concittadino Enrico Forti, come più volte in precedenza il Governo italiano ha ritenuto di dover fare, in difesa di altri concittadini condannati e detenuti all'estero, considerato anche il fatto che lo Stato italiano intrattiene con il Governo degli Stati Uniti ottimi rapporti diplomatici, che hanno portato, anche di recente, alla soluzione di casi giudiziari controversi.

Pertanto, signor Presidente, credo che sarebbe un fatto istituzionalmente significativo che anche questo ramo del Parlamento esaminasse e approvasse quanto prima la mozione che è stata depositata, perché si darebbe ulteriore forza a una vicenda probabilmente di civiltà giuridica e di tutela di un nostro connazionale, sulla quale non credo debbano esistere diversità politiche, ma l'intero forte sostegno di tutte le figure e di tutte le articolazioni istituzionali, proprio come la sensibilità mostrata al riguardo Presidente della Repubblica è lì a sottolineare.

PRESIDENTE Senatore Panizza, credo che sia anche utile che, attraverso il suo Capogruppo, venga sollecitata la calendarizzazione della citata mozione, nella Conferenza dei Capigruppo.