Legislatura 17ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 502 del 10/09/2015

STEFANI (LN-Aut). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

STEFANI (LN-Aut). Signor Presidente, per quanto nel merito questo provvedimento ci pare anche teoricamente condivisibile, perché la condizione di apolidia, quando non derivi dalla risposta ad un crimine, è veramente una inaccettabile violazione dei diritti dell'uomo, proprio la scelta dei tempi ingenera in noi qualche dubbio e qualche sospetto. Nella relazione illustrativa è, infatti, scritto a chiare lettere che il problema della apolidia nel nostro Paese si identifica soprattutto con i rom. Non vorremmo, quindi, che con questa affermazione si stia ora preparando il terreno alla concessione indiscriminata della cittadinanza italiana a tutti i rom che si muovono sui nostri territori. Speriamo, invece, che si stia creando il presupposto per una politica che miri a chiedere a tutti i nostri partner di identificare, come loro cittadini, i rom originari del proprio Paese.

C'è però un altro e ulteriore delicato aspetto della questione che riteniamo meritevole di menzione. Sul tappeto, infatti, non c'è solo la questione dei rom, che la Romania ha unilateralmente europeizzato nel 2007. Il problema della apolidia riguarda, infatti, anche alcuni Stati membri della stessa Unione europea, in particolar modo le Repubbliche baltiche di Lettonia ed Estonia, che negano dal 1991 la cittadinanza agli elementi delle minoranze russofone che non abbiano accettato di apprendere la lingua ufficiale e la storia dello Stato. Tale situazione è evidentemente incompatibile con le norme fondamentali del diritto dell'Unione europea e dovrebbe essere in qualche modo corretta.

Quindi, pur essendo teoricamente favorevoli alla ratifica della Convenzione, la Lega voterà ugualmente contro, dal momento che siamo fortemente preoccupati per i passi che potranno farvi seguito, per le ragioni che ho espresso prima. Temiamo, in particolare, la prospettiva che da questo provvedimento possa un giorno discendere un'indiscriminata concessione della cittadinanza del nostro Paese ai rom, che non possiamo e non vogliamo accettare. (Applausi dal Gruppo LN-Aut).