Legislatura 17ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 502 del 10/09/2015

Passiamo alla votazione finale.

STEFANI (LN-Aut). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

STEFANI (LN-Aut). Signor Presidente, intervengo brevemente per dichiarare il voto contrario della Lega Nord a questa ratifica ricordando quanto successo durante la sua approvazione alla Camera. In quella occasione, l'11 giugno di quest'anno, si decise con una scelta tempisticamente sbagliata, che aveva il forte sapore della provocazione politica, di calendarizzare l'esame dell'accordo proprio mentre il nostro Paese veniva visitato dal Presidente della Federazione Russa. Ci rendiamo conto che alla fine questo accordo si sarebbe dovuto comunque approvare nell'Aula della Camera, ma è stato votato proprio nei giorni in cui si faceva pubblicamente professione di voler distendere gli animi. Questo contribuì a confermare quell'aura di doppiezza che viene spesso associata alla nostra condotta politica in campo internazionale. Quel voto calendarizzato proprio in quei giorni venne, infatti, interpretato da alcuni osservatori russi come uno sgarbo diplomatico e complicò ulteriormente il tentativo di ricucire.

Siamo, inoltre, preoccupati per i costi diretti che questa operazione potrà avere sull'economia europea e, in particolare, su quella italiana, considerate le condizioni precarie in cui si trovano le finanze ucraine e l'apparato produttivo di quel Paese.

Per queste motivazioni il Gruppo della Lega Nord voterà contro questa ratifica. (Applausi dal Gruppo LN-Aut).

COMPAGNA (AP (NCD-UDC)). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

COMPAGNA (AP (NCD-UDC)). Signor Presidente, intervengo per annunciare il voto favorevole del Gruppo di Area Popolare.

DE CRISTOFARO (Misto-SEL). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

DE CRISTOFARO (Misto-SEL). Signor Presidente, intervengo per dire che su questa ratifica la componente SEL del Gruppo Misto si asterrà.

Su un tema delicato come quello in esame - lo abbiamo già detto alla Camera, dove è già stata approvata questa ratifica, come è stato ricordato dal collega Verducci, alcuni mesi fa - avremmo preferito una discussione un po' meno precipitosa e un po' più compiuta, perché ci preoccupano molto la fragilità del quadro politico ucraino, la difficoltà delle istituzioni di quel Paese di produrre effettivamente una transizione democratica compiuta. Nel corso di tutti questi mesi abbiamo sempre detto, e continuiamo a pensare anche adesso, che l'Ucraina debba avere un ruolo di cerniera e non debba invece rappresentare una faglia ancora più profonda che si scava tra una parte dell'Europa e l'Oriente. Pensiamo che l'Europa avrebbe dovuto facilitare questo tipo di percorso. Pensiamo che bisogna fare di tutto affinché si evitino, anche nel corso dei mesi che verranno, ritorni e ipotesi belliche promuovendo tutte le soluzioni diplomatiche possibili. Per queste ragioni avremmo preferito un percorso meno rapido e meno precipitoso e, quindi, pensiamo che sia corretto da parte nostra esprimere un voto di astensione su questa ratifica.

LUCIDI (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

LUCIDI (M5S). Signor Presidente, condivido parte delle dichiarazioni del senatore De Cristofaro in quanto - a nostro giudizio - il tempo dedicato a questa importante ratifica nella nostra Commissione è stato davvero poco. Ricordo - ho anche un appunto - che abbiamo dedicato circa trenta minuti di discussione al testo in due sedute (la prima il 7 luglio, in cui si è proceduto alla relazione, e un'altra il 23 luglio, in cui ci sono state delle comunicazioni del Presidente).

Ripeto in quest'Aula quello che ho già detto in Commissione. A me è saltato agli occhi il fatto che in un trattato del genere venissero citati benefici per lo Stato di Kiev come un aumento del PIL, che verrà a valle del trattato stesso, di circa sei punti percentuali. E tutto ciò avviene alla luce di una situazione politica e militare, in quell'area, abbastanza preoccupante. Abbiamo chiesto spiegazioni, ma di fatto un chiarimento non c'è stato.

È chiaro che - a nostro avviso - il trattato in esame presenta molte più ombre che luci e per questo motivo dichiaro il voto contrario del Gruppo.

AMORUSO (FI-PdL XVII). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

AMORUSO (FI-PdL XVII). Signor Presidente, intervengo per annunciare, a nome del Gruppo di Forza Italia, il voto favorevole al provvedimento in esame, con una brevissima dichiarazione di voto, perché ritengo che questa Assemblea non debba votare in funzione del lavoro svolto dalla Camera dei deputati. Abbiamo la nostra autonomia, facciamo le nostre valutazioni, esaminiamo il testo che stiamo votando e riteniamo che le problematiche, espresse anche dai colleghi che mi hanno preceduto, siano tuttora valide.

Quello in esame rappresenta però, per noi, un atto di attenzione nei confronti di un Paese che deve capire che la strada intrapresa non è certamente quella corretta. La strada da intraprendere è quella volta all'apertura del dialogo, alla soluzione dei problemi, mentre, per l'Unione europea, è quella di considerare la Repubblica federale russa come un partner importante, per la politica europea, in tutti gli scenari internazionali. Nel preambolo stesso del provvedimento in esame è scritto, tra l'altro, che l'Ucraina deve attuare le riforme politiche, socio-economiche, giuridiche e istituzionali necessarie per dare efficacia all'attuazione del presente accordo, ma l'Ucraina è deficitaria dal punto di vista del processo che deve intraprendere.

Vogliamo dunque dare un segnale di attenzione e, al tempo stesso, rimanere fermi sulle posizioni di un corretto rapporto con la Federazione russa, che consideriamo un partner essenziale e fondante per l'Unione europea e l'Italia.

SANTANGELO (M5S). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

SANTANGELO (M5S). Chiediamo che la votazione venga effettuata a scrutinio simultaneo mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori.

(La richiesta risulta appoggiata).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge, nel suo complesso.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).