Legislatura 17ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 502 del 10/09/2015

VERDUCCI, relatore. Signor Presidente, rappresentante del Governo, colleghi, l'oggetto che abbiamo di fronte è la ratifica del disegno di legge, già approvato dalla Camera dei deputati, che riguarda l'accordo di associazione del giugno 2014 tra l'Unione europea, i suoi Stati membri, e l'Ucraina.

Sappiamo che l'Ucraina è uno dei Paesi chiave del partenariato orientale e che quest'accordo di associazione ha un significativo rilievo nel percorso di avvicinamento di questi Paesi all'Unione europea. Questi accordi di associazione sono strumenti fondamentali, che consentono di superare un approccio minimale, di mera cooperazione, puntando invece ad un graduale rapporto di associazione politica e d'integrazione economica.

Quest'accordo rientra in un contesto assai difficile, dai risvolti drammatici: quello della crisi dei rapporti fra l'Unione europea e la Federazione Russa, che è assolutamente necessario seguire con grande attenzione. Dobbiamo fare pressione perché si compia ogni sforzo per la ripresa del dialogo e del confronto politico con Mosca, con l'obiettivo di superare le conflittualità e la rottura di quell'ordine internazionale che è stato segnato dai fatti di Crimea e che, ancora oggi, è segnato da una gravissima instabilità nella regione del Donbass.

Voglio anche ricordare un aspetto certamente importante nei nostri lavori: la Commissione esteri del Senato ha recentemente dedicato grande attenzione proprio al tema del partenariato orientale, approvando un documento, un'apposita risoluzione, sulla nuova politica europea di vicinato. La politica europea di vicinato è un documento dell'Unione di grande importanza, che è soggetto ad una consultazione. La nostra Commissione esteri, su input e volontà del presidente Casini, nella risoluzione approvata, ha voluto unanimemente chiedere una profonda revisione di questa politica europea di vicinato, intanto sottolineando proprio come imprescindibile - cito testualmente - l'oggetto di questa mattina, ossia quel confronto ravvicinato e sistematico con la Russia che non sempre si è dispiegato pienamente, come nel caso dell'accordo di partenariato con l'Ucraina, concluso senza considerazione delle legittime preoccupazioni della Federazione Russa.

È proprio in questo senso che la stessa risoluzione risponde ad una sollecitazione della Commissione europea e, in particolare, dell'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza Mogherini.

Nella nostra risoluzione sulla politica europea di vicinato abbiamo inoltre voluto chiedere che ci sia un cambiamento molto forte, un riequilibrio nei confronti del Mediterraneo, un'attenzione sulle politiche del Mediterraneo di fronte alla crisi internazionale in atto. Abbiamo chiesto, dunque, con forza il superamento del regolamento di Dublino e l'integrazione della politica europea di vicinato con le politiche di sicurezza estere e con l'agenda sull'immigrazione.

Questo è il contesto all'interno del quale chiediamo l'approvazione di questo accordo di associazione, che fa parte degli accordi di nuova generazione per una graduale integrazione dell'Ucraina nel mercato interno dell'Unione, per una più stretta cooperazione in materia di dialogo politico in tema di diritti umani, di giustizia, di sicurezza, di sviluppo sostenibile, di finanza pubblica e di energia, con l'obiettivo di incrementare l'area di libero scambio fino all'inserimento dell'Ucraina nel mercato unico europeo.

Voglio sottolineare che si tratta di un accordo che, nel rafforzamento delle relazioni bilaterali, chiede all'Ucraina una vera e propria agenda per le riforme, insistendo su ambiti di collaborazione, non solo tra i Parlamenti, ma anche tra le rispettive società civili e sulla riforma delle pubbliche amministrazioni, sulle politiche industriali, marittime, della pesca, dell'agricoltura. Tutto questo avrà risvolti economici molto importanti, innanzitutto per l'Ucraina, che si stima trarrà considerevoli benefici, con un incremento significativo del prodotto interno lordo superiore al 6 per cento e delle esportazioni per un miliardo di euro. Questi benefici si produrranno analogamente anche per il sistema economico, manifatturiero ed industriale dei Paesi dell'Unione europea.

Concludo rilevando che nel disegno di legge si fa molta attenzione all'approfondimento del dialogo politico per una convergenza graduale e significativa delle aree della politica estera, della politica comune di sicurezza e di difesa, insistendo sulla prevenzione dei crimini internazionali, sul tema della giustizia, della libertà e della sicurezza: un atto importante dunque che, con questo spirito, chiediamo all'Aula di approvare. (Applausi dal Gruppo PD).