Legislatura 17ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 327 del 08/10/2014
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PALMA (FI-PdL XVII). Ancora non stiamo in questa fase, Presidente. Comprendo che lei interpreta le parole del mio Capogruppo meglio di me, ma debbo fare due considerazioni.
In merito alla prima, le modalità di interpretazione degli interventi dipendono dalla fase in cui gli interventi stessi si pongono; né il Regolamento prevede miscugli tra una fase e l'altra. Il presidente Romani è intervenuto quando tutti i senatori si sono alzati per proporre modifiche al calendario.
In merito alla seconda considerazione, nell'intervento del presidente Romani vi è stato un chiaro dissenso rispetto al calendario proposto ed approvato a maggioranza dalla Conferenza dei Capigruppo: è stato espressamente richiesto che le votazioni avessero corso nella giornata di domani. Dopodiché si è conclusa la fase delle proposte di modifica e si è aperta - come è giusto che sia - la fase della votazione che non può che essere preceduta, ai sensi dell'articolo 55, comma 3, del Regolamento, ove i Gruppi lo ritengano, dalle dichiarazioni di voto.
Aggiungo, Presidente, quanto segue, dato che mi trovo nella fase dell'ordine dei lavori pur apprezzando il suo invito ai colleghi del Movimento 5 Stelle di presentare una modifica del calendario per iscritto, mi permetto di sottoporre alla sua attenzione due circostanze.
In primo luogo, le chiedo se questa prassi non sia nella sostanza contraria allo scopo di velocità che ella si prefigge, essendo indubitabile che lo scrivere, il presentare e il consentirle di valutare impiega un lasso di tempo assolutamente superiore rispetto a quel minuto che ella, con un certa elasticità, ha concesso sino adesso per gli interventi.
In secondo luogo, Presidente, lei, comunque, non potrebbe procedere alla votazione del calendario fino a che tutte le proposte non vengano portate a conoscenza dell'Assemblea.
In caso diverso, l'Assemblea - come di qui a poco saremo costretti a votare la fiducia - non potrebbe che votare al buio in un atteggiamento fideistico su qualcosa che non conosce e che non ha avuto il tempo di valutare.