Legislatura 17ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 327 del 08/10/2014

Calendario dei lavori dell'Assemblea, variazioni
Discussione e reiezione di proposte di modifica

PRESIDENTE. La Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, riunitasi oggi pomeriggio, con la presenza dei Vice Presidenti del Senato e con l'intervento del rappresentante del Governo, ha proceduto all'organizzazione della questione di fiducia sul disegno di legge n. 1428 e connessi (Delega lavoro).

Nel corso della stessa riunione, la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari ha altresì adottato - ai sensi dell'articolo 55 del Regolamento - modifiche e integrazioni al calendario corrente:

Mercoledì

8

ottobre

pom.

h. 16

- Seguito disegno di legge n. 1428 e connessi - Delega lavoro (Voto finale con la presenza del numero legale)

- Disegno di legge n. 1119 e connessi - Diffamazione (Approvato dalla Camera dei deputati)

- Informativa del Governo sulle misure di prevenzione per il virus Ebola (giovedì 9, alle ore 13)

Giovedì

9

"

ant.

h. 9,30

Giovedì

9

ottobre

pom.

h. 16

- Interpellanze e interrogazioni

Martedì

14

ottobre

pom.

h. 16,30

- Doc. LVII n. 2-bis - Nota di aggiornamento del documento di economia e finanza 2014

- Disegno di legge n. ... - Decreto-legge n. 119 - Violenza negli stadi (Ove approvato dalla Camera dei deputati) (Scade il 21 ottobre)

- Votazione per l'elezione di un senatore Segretario (mercoledì 15, pom.)

- Disegno di legge n. 1612 - Decreto-legge n. 132 - Processo civile (Scade l'11 novembre)

- Eventuale seguito argomenti non conclusi

- Votazione sulle dimissioni presentate dalla senatrice Rita Ghedini (Voto a scrutinio segreto con procedimento elettronico) (giovedì 16, ant.)

Mercoledì

15

"

ant.

h. 9,30-13

"

"

"

pom.

h. 16,30-20

Giovedì

16

"

ant.

h. 9,30-14

Giovedì

16

ottobre

pom.

h. 16

- Interrogazioni a risposta immediata ai sensi dell'articolo 151-bis del Regolamento

Il Parlamento in seduta comune è convocato martedì 14 ottobre, alle ore 11, per la votazione relativa all'elezione di due giudici della Corte costituzionale e di un componente del Consiglio superiore della magistratura. La chiama avrà inizio dai senatori.

Le proposte di risoluzione alla Nota di aggiornamento dovranno essere presentate entro la conclusione della discussione generale, gli emendamenti alla risoluzione accolta dal Governo entro un'ora dall'espressione del parere.

Il termine per la presentazione degli emendamenti al disegno di legge n. ... (Decreto-legge n. 119 - Violenza negli stadi) sarà stabilito in relazione ai tempi di trasmissione dalla Camera dei deputati.

Gli emendamenti al disegno di legge n. 1612 (Decreto-legge n. 132 - Processo civile) dovranno essere presentati entro le ore 13 di lunedì 13 ottobre.

Ripartizione dei tempi per la discussione del Doc. LVII n. 2-bis
(Nota di aggiornamento del documento di economia e finanza 2014)
(6 ore, escluse dichiarazioni di voto)

Relatore

30'

Relatore di minoranza

30'

Governo

30'

Votazioni

30'

Gruppi 4 ore, di cui:

PD

53'

FI-PdL XVII

34'

M5S

27'

NCD

24'

Misto

21'

LN-Aut

18'

Aut (SVP, UV, PATT, UPT) - PSI-MAIE

17'

GAL

16'

PI

16'

SCpI

15'

Dissenzienti

5'

Ripartizione dei tempi per la discussione del disegno di legge n. ...
(Decreto-legge n. 119 - Violenza negli stadi)
(7 ore, escluse dichiarazioni di voto)

Relatori

40'

Governo

40'

Votazioni

40'

Gruppi 5 ore, di cui:

PD

1 h.

6'

FI-PdL XVII

43'

M5S

34'

NCD

30'

Misto

26'

LN-Aut

22'

Aut (SVP, UV, PATT, UPT) - PSI-MAIE

21'

GAL

21'

PI

20'

SCpI

18'

Dissenzienti

5'

Ripartizione dei tempi per la discussione del disegno di legge n. 1612
(Decreto-legge n. 132 - Processo civile)
(10 ore, escluse dichiarazioni di voto)

Relatore

1 h.

Governo

1 h.

Votazioni

1 h.

Gruppi 7 ore, di cui:

PD

1 h.

33'

FI-PdL XVII

1 h.

M5S

47'

NCD

42'

Misto

36'

LN-Aut

31'

Aut (SVP, UV, PATT, UPT) - PSI-MAIE

30'

GAL

29'

PI

28'

SCpI

26'

Dissenzienti

5'

DE PETRIS (Misto-SEL). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

DE PETRIS (Misto-SEL). Signor Presidente, è chiaro che questa modifica del calendario è stata approvata a maggioranza nella riunione dei Capigruppo. Noi abbiamo avanzato proposte alternative, e non solo in merito alla tempistica (anche la nostra proposta, infatti, avrebbe modificato il calendario).

I tempi che sono stati adesso da lei indicati, per quanto ci riguarda, non sono assolutamente congrui per discutere sulla questione di fiducia. Ripeto in questa sede il concetto che ho già espresso durante la riunione dei Capigruppo: non posso non registrare che, relativamente all'informazione doverosa dovuta ai senatori su questo maxiemendamento, vi sono stati comportamenti certamente non congrui a quella che dovrebbe essere una delega del Parlamento.

Questa è una delega che il Senato rilascia al Governo, il Governo addirittura si autodelega, nel senso che mette la fiducia sul provvedimento; siamo venuti a sapere del maxiemendamento ieri (chi si è collegato al sito di «The Huffington Post» ha potuto stamparne il testo); inoltre, durante un'intervista, sono stata informata da Sky che il testo era stato ulteriormente modificato. Alla fine, signor Presidente, il testo del maxiemendamento ci è stato distribuito nella riunione dei Capigruppo.

Tutti abbiamo chiesto - e io ho appoggiato anche la richiesta formulata da altri colleghi - di avere un tempo congruo per esaminare il testo del maxiemendamento, le relative modifiche e fare le nostre valutazioni, che ovviamente dovrebbero essere condivise da tutto il Gruppo: questo, signor Presidente, credo sarebbe stato assolutamente fattibile, visto che sono le 17,20. Certamente non sarebbe stato riparatore di quello che è accaduto, perché mettere la fiducia su un disegno di legge delega è, a mio avviso, in chiara violazione della Costituzione. Si sono citati i precedenti, ma come si può vedere sono stati precedenti molto rari, che si possono contare sulle dita di una mano, e a maggior ragione avevamo ed abbiamo bisogno di tempo.

Per quanto ci riguarda, quindi, la modifica del calendario potrebbe consistere nello svolgere oggi la discussione sulla fiducia e spostare a domani mattina le dichiarazioni di voto e la chiama. Di conseguenza, signor Presidente, sarebbero spostati anche tutti gli altri argomenti previsti all'ordine del giorno. Inoltre, avendo io chiesto ieri un'informativa sull'ebola che nella Capigruppo è stata inserita all'ordine del giorno dell'Assemblea di domani, chiedo di anticipare l'informativa sulla questione Ebola rispetto alla discussione del disegno di legge in materia diffamazione.

PRESIDENTE. Senatrice De Petris, come sa, sui tempi non si può votare, si voterà soltanto sulla proposta di anticipare l'informativa rispetto a quanto previsto.

CENTINAIO (LN-Aut). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CENTINAIO (LN-Aut). Signor Presidente, innanzitutto manifesto perplessità sulla previsione della chiama alle ore 21. Se non sbaglio, dobbiamo aspettare che la 5a Commissione finisca di analizzare il maxiemendamento e, di conseguenza, non sapendo esattamente a che ora la 5a Commissione finirà l'esame del testo e porterà in Aula il parere, penso che stimare così esattamente quando inizieremo la chiama sia abbastanza azzardato.

Se ben ricorda, anche noi, nella Capigruppo, abbiamo chiesto un tempo congruo per poter analizzare il maxiemendamento. Non abbiamo chiesto tanto tempo, solo qualche ora per poterlo recepire ed esaminarlo insieme ai colleghi all'interno del Gruppo. Abbiamo chiesto la possibilità di poter discutere quel testo e di poter andare a domani mattina per la votazione.

Non abbiamo chiesto la luna, abbiamo avanzato proposte che sembravano condivisibili, e qui ringrazio pubblicamente il Ministro e anche lei, Presidente, per il tentativo di trovare una soluzione condivisa rispetto alle proposte della minoranza e alle esigenze del Governo. Quel che mi dispiace è che, a mio parere, c'è stato un irrigidimento da parte dei Capigruppo di maggioranza, che hanno chiesto a gran voce di poter andare al voto questa sera. Secondo noi la richiesta serve ad irrigidire ulteriormente i rapporti tra maggioranza e minoranza, andando anche contro, lo ribadisco, l'apertura che vi è stata da parte sua e del Governo.

Di conseguenza, non ci si lamenti - e mi rivolgo ai colleghi Capigruppo ma lo ricordo anche ai colleghi di maggioranza - se poi in Aula succedono determinate cose, se l'opposizione o la minoranza utilizza gli strumenti parlamentari per poter far valere i propri diritti. (Applausi dai Gruppi LN-Aut, M5S e Misto-MovX).

Quando in Conferenza dei Capigruppo si avanzano richieste, e il Governo è d'accordo con quelle della minoranza, dagli irrigidimenti successivi si traggano le conseguenze. (Applausi dal Gruppo LN-Aut).

PETROCELLI (M5S). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PETROCELLI (M5S). Signor Presidente, la modifica del calendario che avanzo è quella presentata in sede di Conferenza dei Capigruppo. Ho chiesto un tempo di quattro ore per poter esaminare approfonditamente il testo definitivo presentato nel maxiemendamento del Governo e ho chiesto altresì che fosse possibile rimettere in calendario l'informativa urgente del ministro Alfano, già richiesta ieri sera e non approvata qui in Aula, riguardo agli urgenti fatti sopravvenuti in conseguenza dell'accertata mancanza delle immagini dalle videocamere di sorveglianza collocate all'interno dell'ufficio del procuratore generale della corte d'appello di Palermo, dottor Roberto Scarpinato.

In sede di Conferenza dei Capigruppo, però, ho dovuto verificare ancora una volta che non vi è la possibilità che una richiesta che ritengo legittima, ossia quella di poter valutare con un tempo congruo questo nuovo testo che il Governo ha presentato, sia accolta dai Gruppi di maggioranza. Per questo motivo, come ho espresso molto chiaramente, la sensazione che ne ricevo è che arrivi, da parte dei Gruppi di maggioranza, ma anche dal Gruppo di Forza Italia, l'ennesimo segnale che si vuol procedere verso un atteggiamento di muro contro muro nei confronti di una richiesta tranquilla e normale, avanzata dal principale, vero Gruppo di opposizione qui al Senato della Repubblica, volta ad avere tempo e a trasferire il voto a domani, senza la necessaria urgenza di una fiducia ormai già chiesta, che abbiamo ampiamente contestato, sia nei termini sia nelle modalità, su un disegno di legge di delega.

Ancora una volta, invece, da parte dei Gruppi di maggioranza e di Forza Italia, vi è un'opposizione netta a svolgere in maniera coerente un lavoro di esame del nuovo testo di legge. Contrariamente al ministro Poletti, che stamattina qui in Aula ha annunciato, scatenando una bagarre, di aver proceduto con il Governo a un confronto continuo che ha portato al testo definitivo (e lì ha mentito), avevo chiesto di avere del tempo per valutare questo nuovo testo, e magari trovarvi effettivamente alcuni punti che potessero essere riportati, anche con una contestazione negativa, nella discussione e nella dichiarazione di voto. A questa maggioranza - a quella vera e a quella presunta, di Forza Italia - quest'atteggiamento non è mai piaciuto e non piace mai, perché poi si vuole poter accusare il Movimento 5 Stelle di andare al muro contro muro; muro contro muro che invece è voluto da voi, signori del Partito Democratico, di Nuovo Centrodestra, nonché di Sciolta-Scelta Civica (insomma, di quella roba là), e anche di Forza Italia. Questa cosa non è ammissibile, signor Presidente. (Applausi dal Gruppo M5S).

Volete il muro contro muro? Lo ribadisco ancora una volta, siamo disponibili, perché abbiamo la serenità di aver presentato una proposta che non aveva nulla di aberrante, ossia del tempo per esaminare il nuovo testo. Renzi vuole andare avanti bruciando le tappe? Va bene, il presidente Zanda, novello Presidente del Senato, vuole andare avanti bruciando le tappe? Faccia pure. Noi qua rimaniamo e qui riporteremo volta per volta le questioni sensate. (Applausi dal Gruppo M5S).

FERRARA Mario (GAL). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

FERRARA Mario (GAL). Signor Presidente, onde evitare di essere frainteso rispetto al ragionamento che cercherò di formulare, premetto che, se non avessimo - o meglio, se il Governo non avesse - posto la questione di fiducia sul maxiemendamento che descrive la delega sul lavoro, probabilmente avrei espresso voto favorevole al provvedimento in esame. Il ragionamento che mi accingo a fare è quindi più di metodo, che di merito.

Il motivo per cui tante volte in Parlamento si finisce per programmare i lavori in modo da votare la questione di fiducia non all'interno dei normali tempi che scandiscono il lavoro d'Aula è dettato da necessità e da eccezionalità. In passato, questo lo si è sempre registrato quando si sono votati i provvedimenti finanziari, quando è stata posta la questione di fiducia sulla legge di stabilità. Altrimenti si è operato così quando la fiducia è stata posta su provvedimenti di tipo diverso, di cambiamento di disposizioni ordinamentali e quant'altro. In ispecie, credo che questa possa essere una necessità visto che la fiducia viene chiesta su una legge delega, quindi su una legge che non soltanto cambia, sconvolge disposizioni in tema di diritti sul lavoro, ma tende a cambiare la cultura, la mentalità.

Altro ragionamento insiste, nel dibattito che stiamo tenendo, sul fatto che tante volte le decisioni vengono prese per ordinare la comunicazione su di esse. È famoso l'aneddoto riferito a una riunione di capicorrente democristiani riunita attorno agli anni Ottanta per prendere una decisione: uno dei capicorrente, protraendosi la discussione oltre le ore 20, si fermò e disse: «Accendiamo il televisore e vediamo cosa abbiamo deciso». Questo per dire che, se la necessità di votare stasera è dettata dal fatto che nella riunione in corso a Milano c'è la massima attenzione su quello che sta avvenendo qui a Roma, con i tempi preannunziati dalla Presidenza si voterà soltanto dopo il telegiornale e tutta questa fatica sarà assolutamente inutile.

Lei, signor Presidente, ha detto che l'organizzazione prevede due ore per la discussione generale; vi saranno otto interventi di dieci minuti in dichiarazione di voto, con durata presumibile di un'ora e venti minuti; la chiama dovrebbe quindi iniziare verso le 21,20; ci vorrà poi un'ora o poco più per la chiama e avremo finito alle 22,30. La notizia dell'approvazione della legge delega verrà quindi diffusa dai telegiornali della notte, che non sono così importanti come quelli delle ore 20 e dell'ora di pranzo. Allora, come detto dai colleghi intervenuti in precedenza, perché questo muro contro muro? Perché non organizzare i lavori non sul merito, ma con un'osservanza al metodo?

È stato osservato, ad esempio, dalla senatrice De Petris, con la sua esperienza, che siamo un po' straniti per il fatto che del maxiemendamento ne argomentassero tutte le televisioni, mentre non mi risulta che fosse a disposizione del capogruppo del PD, senatore Zanda, altrimenti il senatore Zanda l'avrebbe messo a disposizione dei suoi colleghi. Ho domandato al senatore Paolo Romani e neanche il senatore Romani ne ha avuto notizia. Si è mutuata un'abitudine: quello che avviene nelle aule di giustizia, quando i cancellieri danno delle indiscrezioni su notizie riguardanti la procedura, è avvenuto anche con gli uscieri di Palazzo Chigi. Ma è un problema di metodo e non di merito.

Se invece il Governo, come si faceva nel passato, avesse proceduto ad inviarci il maxiemendamento, quello a cui siamo andati incontro non sarebbe successo. Sarebbe stato preferibile organizzare i lavori così come sono stati organizzati in precedenza, con una quantità di tempo maggiormente congrua e limitatamente sufficiente, come osservato dal Movimento 5 Stelle e dal presidente Centinaio della Lega, quindi non soltanto due ore. Non stiamo trattando di una fiducia su un provvedimento urgente ma di minima portata, bensì di una fiducia sulla delega sul lavoro. Il presidente Zanda ha sacrificato i tempi a disposizione del PD, e in questo modo neanche quella voce interna al PD che abbiamo visto in dissidenza potrà trovare spazio nel dibattito d'Aula. Se invece organizzassimo i lavori con un tempo maggiore e quindi sufficiente, attorno alle tre ore, ed effettuassimo la votazione ordinatamente per le 9,30 di domani mattina, tutto potrebbe procedere molto più tranquillamente e forse - mi sia permesso l'uso di questo avverbio - anche più elegantemente.

D'ANNA (GAL). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

D'ANNA (GAL). Signor Presidente, il senatore Mario Ferrara è intervenuto a mia insaputa; altrimenti non mi sarei permesso di proferire parola dopo il mio Capogruppo. Credo, però, che il mio intervento esuli un po' dall'appartenenza.

Intendo evidenziare ai colleghi che noi non ci accingiamo ad esprimere un voto di fiducia, ma ci accingiamo a fare un atto di fede. Infatti, dobbiamo dare una delega al Governo che fino ad un'ora fa era completamente evanescente e della quale non si conoscevano i contorni né i limiti, con buona pace dell'articolo 76 della Costituzione. Per coloro che sono appassionati di statistica, ricordo che l'unico disegno di legge delega al Governo su cui è stata apposta la questione di fiducia è stato con il Governo Amato. Allora, vivaddio, questo è il gioco delle parti, che la politica comporta: c'è la critica dell'opposizione, quando svolge il suo «mestiere» e non si distrae («Et Homerus aliquando dormit», come diceva qualcuno), e c'è la maggioranza che spinge. Si pone la questione di fiducia su un disegno di legge delega il cui testo (mi rivolgo ai giornalisti, se la stampa ha ancora un minimo di spina dorsale per dire le cose come stanno, e mi rivolgo agli astanti), che contiene tutto lo scibile in materia di lavoro, è stato reso noto ai senatori non prima di venti-trenta minuti fa.

Signor Presidente, forse dobbiamo istituire il «giorno della maledizione», cioè il giorno 8: infatti, entro l'8 agosto abbiamo dovuto approvare la riforma costituzionale perché altrimenti l'Italia sarebbe andata alla deriva; oggi è l'8 ottobre e, poiché sono riuniti in pompa magna in quel di Milano i maggiorenti dell'Unione europea, noi dobbiamo offrire questo cadeau. (Applausi dal Gruppo M5S e del senatore Consiglio).

PRESIDENTE. Senatore D'Anna, come lei ha ricordato, il suo Capogruppo è già intervenuto. La prego di avanzare la proposta di variazione del calendario.

D'ANNA (GAL). Concludo. Se mi consente, signor Presidente, in tutta questa fretta vorrei sapere se il signor Presidente della Repubblica, al quale io mi inchino deferente, che per anni, durante i Governi di centrodestra, ha corretto finanche gli aggettivi, si è distratto in questo periodo. (Applausi dal Gruppo LN-Aute del senatore Giarrusso). In questo momento, alla ventunesima fiducia apposta su un disegno di legge delega i cui contorni non sono noti, perché l'amico e mio conterraneo presidente della Repubblica Giorgio Napolitano non eleva la sua voce a tutela dei diritti del Parlamento? Qui infatti stiamo delegando «in bianco» il potere legislativo al potere esecutivo! (Applausi dai Gruppi M5S e LN-Aut e del senatore Campanella. Commenti dal Gruppo PD).

PRESIDENTE. Senatore D'Anna, la prego di avanzare la proposta di variazione del calendario.

D'ANNA (GAL). La mia proposta è che si recuperi un minimo di senso delle cose e si lasci almeno spazio ad un minimo di dibattito affinché questo non debba avvenire con la clessidra, contando il minuto in più o in meno. (Applausi del senatore Campanella). Già si è fatto scempio sia della prassi che della Costituzione.

DE CRISTOFARO (Misto-SEL). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

Prima di darle la parola, però, ricordo che chiunque può intervenire sul calendario dei lavori. La Presidenza ha il compito di armonizzare i tempi e di chiedere che siano avanzate delle proposte concrete di variazione. Ed è questo che farò.

DE CRISTOFARO (Misto-SEL). Signor Presidente, io ho chiesto la parola appunto perché ho una proposta concreta di variazione.

Io chiedo che (auspicabilmente già domani mattina, perché sarebbe giusto per quello che sto per chiedere, ma comunque molto rapidamente nel corso dei prossimi giorni) il calendario dei lavori possa prevedere in quest'Aula la presenza del ministro Alfano per discutere con lui (e farlo davanti al Paese in maniera pubblica e trasparente) il senso della circolare che il Ministro stesso ha emanato ieri.

Siccome nel corso di queste ore si sta verificando un'opposizione molto netta di molti sindaci di molte città italiane, fino al possibile scontro istituzionale tra diversi poteri dello Stato (che è un fatto abbastanza significativo e da prendere almeno in considerazione), sarebbe utile discutere di tale questione, che riassumo per i colleghi...

PRESIDENTE. Senatore De Cristofaro, è già trascorso un minuto, che è il tempo che intendo concedere a tutti gli interventi.

DE CRISTOFARO (Misto-SEL). Signor Presidente, allora dico semplicemente che, dinanzi alla circolare di ieri del ministro Alfano, che chiede ai prefetti di cancellare la registrazione dei matrimoni omosessuali contratti all'estero nei Comuni italiani, noi chiediamo, come componente del Gruppo Misto di Sinistra Ecologia e Libertà, che il calendario delle prossime ore affronti questo tema.

GIOVANARDI (NCD). Bisogna far rispettare la legge italiana!

DE CRISTOFARO (Misto-SEL). Noi chiediamo di sapere se questa è una posizione del Ministro dell'interno oppure è una posizione del Governo nazionale.

GIOVANARDI (NCD). Bisogna far rispettare la legge italiana!

DE CRISTOFARO (Misto-SEL). Siccome ho sentito il principale partito che sostiene il Governo nazionale esprimere un elemento di dissenso, vorrei sapere se il Ministro dell'interno parla a titolo personale o se rappresenta il Presidente del Consiglio ed il Governo. E vorrei che non se ne discutesse in una sala, ma davanti agli occhi del Paese.

CROSIO (LN-Aut). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

Ricordo anche a lei che ha solo un minuto di tempo per il suo intervento.

GIARRUSSO (M5S). Ma chi lo ha detto? Questa è un Assemblea sovrana! Ma vogliamo finirla? ( Commenti del senatore Palma).

CROSIO (LN-Aut). Signor Presidente, chiedo che il mio minuto parta da adesso.

Io volevo proporre una modifica... (Il microfono del senatore Crosio si disattiva automaticamente).

GIARRUSSO (M5S). Ma lo faccia parlare! Questa è un'Assemblea sovrana!

PRESIDENTE. Senatore Giarrusso, ancora non ci siamo scambiati i ruoli.

Prego, senatore Crosio.

CROSIO (LN-Aut). La mia proposta si articola in due momenti. Visto che Camera e Senato sono impegnati congiuntamente per il teatrino che riguarda il CSM e la Corte costituzionale, sapendo di trovare il suo favore, io propongo che tale questione sia affrontata nelle giornate di venerdì e di lunedì, per quanto riguarda appunto Camera e Senato.

PRESIDENTE. Questa è una proposta che riguarda il calendario dei lavori della Camera.

CROSIO (LN-Aut). Riguarda anche noi, signor Presidente, dal momento che dobbiamo partecipare a quelle votazioni.

PRESIDENTE. Non possiamo in ogni caso modificare il calendario della Camera. Le chiedo di fare una proposta di variazione che riguardi il nostro calendario, la prego, senatore Crosio.

CROSIO (LN-Aut). Posso fare la mia proposta senza essere interrotto?

PRESIDENTE. Sì, ma faccia una proposta che riguardi il nostro calendario e non quello della Camera.

CROSIO (LN-Aut). La proposta è di votare congiuntamente nelle giornate di lunedì e venerdì. Nello spazio che rimane libero, io vorrei proporre all'Aula di prendere in considerazione una mozione presentata dalla lega Nord, la 1-00184, che riguarda l'attuazione di un sistema fiscale di compensazione e di competitività per i territori della Lombardia e del Verbano-Cusio-Ossola che confinano con la Confederazione elevetica.

Vorrei spiegare - come ho già detto ieri al Ministro del lavoro - che su questo specifico tema, sul quale ho visto anche l'assenso da parte del Ministro, riteniamo ci siano le condizioni per fare una mozione che credo abbia il conforto trasversale di tutta l'Aula, al fine di dare veramente un impulso all'economia di quelle zone di confine.

PALMA (FI-PdL XVII). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ROMANI Paolo (FI-PdL XVII). Ho chiesto io di parlare.

PRESIDENTE. Senatore Palma, il senatore Romani è il suo Capogruppo e ha chiesto prima di intervenire.

PALMA (FI-PdL XVII). Sul fatto che parli il senatore Romani perché è il mio Capogruppo sono d'accordo.

PRESIDENTE. Mi fa piacere che lei sia d'accordo.

PALMA (FI-PdL XVII). No! Evitiamo di dire cose che non sono vere. Ho chiesto prima io di parlare e poi l'ha chiesto il senatore Romani.

SANTANGELO (M5S). Ha ragione!

GIARRUSSO (M5S). Ha ragione il senatore Palma.

PALMA (FI-PdL XVII). In ogni caso, non ho alcun problema a parlare dopo.

PRESIDENTE. Senatore Romani, la prego di parlare. Il suo minuto sta trascorrendo.

ROMANI Paolo (FI-PdL XVII). Signor Presidente, essendo Capogruppo non so se ho proprio un minuto a mia disposizione. In ogni caso, intervengo perché della discussione che avviene in sede di Capigruppo non rimane traccia, mentre ne rimane degli interventi che vengono svolti in quest'Aula.

Nella Conferenza dei Capigruppo ho sottolineato il fatto che l'arrivo del maxiemendamento è avvenuto alle 16,32 di questo pomeriggio. Il maxiemendamento ha una sua complessità nel raffronto con il testo precedente editato dalla Commissione. Tuttavia, nella sede in cui gli approfondimenti vengono svolti, un altro documento doveva essere oggi analizzato, e mi riferisco alla trascrizione dell'intervento del ministro Poletti. Ciò che non è stato scritto nel maxiemendamento è stato detto dal ministro Poletti, che è molto importante rispetto alla genericità del maxiemendamento presentato.

Quindi, il tempo che abbiamo richiesto in sede di Conferenza dei Capigruppo era quello che ritenevamo necessario per svolgere un approfondimento non solo del maxiemendamento presentato in ritardo, ma anche e soprattutto delle lunghe ed interrotte dichiarazioni del ministro Poletti.

Ci è sembrato improprio procedere troppo velocemente con la richiesta del voto di fiducia nella giornata di oggi, dal momento che era venuta meno - lo dico in questa sede - la coincidenza fra la conferenza stampa del Primo Ministro, anzi del Presidente del Consiglio italiano, e il voto di fiducia che immaginavamo il nostro Presidente volesse vantare in sede di conferenza stampa con i colleghi Hollande e Merkel.

Pertanto, essendo venuta meno questa coincidenza che ci sembrava politicamente rilevante, ritenevamo che si dovesse avere tutto il tempo necessario per approfondire un decreto complesso proprio per la separatezza del documento dalle dichiarazioni del Ministro.

Nonostante questo, è stato richiesto dalla maggioranza di arrivare oggi, in ogni caso, al voto alle ore 21. Devo dire però che a questo punto mi sembra improbabile arrivare a detto orario, in quanto la Commissione bilancio si è prima riunita e poi ha interrotto la seduta e, quindi, deve ancora riunirsi per una seconda volta e dare in venti o trenta minuti la propria opinione nei confronti del documento.

Immaginando una lunga discussione, circa 140 minuti, ed interventi in sede di dichiarazione di voto, mi sembra improbabile che sin da questo momento si possa immaginare che il voto di fiducia avvenga nell'ora prevista, ovvero alle 21.

Ribadisco quindi in quest'Aula la nostra contrarietà nei confronti non solo del calendario proposto, ma anche rispetto al fatto che venga richiesto un voto di fiducia su un documento - ribadisco - generico già nella sua confezione generale, poi modificato in maniera ancora più generica nel maxiemendamento presentato e successivamente condiviso dalle dichiarazioni del ministro Poletti, che sembra abbiano delle aggiunte che tengono conto di altri documenti editati, documentati e approvati in altre sedi non propriamente istituzionali ma di partito. La complessità dell'analisi esigeva da parte dell'Aula - a nostro avviso - la necessità di approfondire questo provvedimento ben oltre la giornata di oggi.

Questa è la posizione di Forza Italia, che lei ben conosce e che mi sembrava opportuno ribadire anche in quest'Aula. (Applausi dal Gruppo FI-PdL XVIIe del senatore Barani).

MUSSINI (Misto-MovX). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MUSSINI (Misto-MovX). Signor Presidente, colleghi, in questo clima che onestamente sembra surreale, che ci sia una richiesta di un voto di fiducia su una legge delega e ci siano...

PRESIDENTE. La prego di avanzare una proposta di variazione.

MARTON (M5S). Lasciala parlare!

MUSSINI (Misto-MovX). Presidente, mi permetta di manifestarle veramente la mia inquietudine rispetto a quelli che stanno diventando i lavori di un'Aula che dovrebbe avere un suo mandato, una sua regolarità e anche una chiarezza nel provvedere alle necessità del Paese. (Applausi del senatore Candiani).

PRESIDENTE. Senatrice Mussini, il suo Capogruppo ha già parlato e ha espresso una proposta di variazione. Le chiedo, quindi, di avanzare la sua proposta.

MUSSINI (Misto-MovX). Presidente, faccio la mia proposta che lei sicuramente troverà quanto meno credibile.

Chiedo che venga inserito nel calendario, martedì prossimo, il disegno di legge Grasso, n. 19, in materia di anticorruzione, che mi sembra veramente ciò di cui questo Paese ha bisogno. (Applausi dal Gruppo M5S). Vorrei anche ricordare il balletto che c'è stato nell'inserimento, nella sottrazione, nell'attesa del Governo in Commissione giustizia. Queste sono le cose urgenti.

PRESIDENTE. Per precisare, il disegno di legge Grasso e il disegno di legge che è stato poi redatto dalla Commissione sono cose diverse. Penso che lei parli del disegno di legge Grasso e non del testo unificato D'Ascola.

MUSSINI (Misto-MovX). Perdoni la mia inesperienza, Presidente: diciamo allora il testo unificato.

PRESIDENTE. Allora, tanto per precisare, è il testo unificato D'Ascola e non Grasso. (Applausi della senatrice Lezzi).

SCIBONA (M5S). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

SCIBONA (M5S). Signor Presidente, è passato tantissimo tempo, ma sono sicuro che lei ricorderà. Ad inizio giugno del 2013 lei aveva abolito totalmente la mia possibilità di proporre un disegno di legge riguardo alla cancellazione degli accordi internazionali e, dietro vostra indicazione, come uffici di Presidenza, avevo presentato una mozione che però continua a rimanere lettera morta. Mi riferisco alla mozione n. 53 del 3 giugno 2013. Potrebbe essere ora di portare avanti un'attività di questo tipo.

CIOFFI (M5S). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CIOFFI (M5S). Signor Presidente, anch'io vorrei proporre una correzione di calendario per parlare di una cosa della quale abbiamo parlato durante la delega lavoro.

PRESIDENTE. Proposta.

CIOFFI (M5S). Chiedo quindi di porre in discussione la mozione n. 253, che parla di come vorremmo sfruttare in maniera seria, profonda ed efficiente le energie rinnovabili, che potrebbero produrre tanti, ma tanti posti di lavoro, a dispetto di quello che il Governo vuole fare riducendo posti di lavoro. La proposta è quindi di inserire nel calendario, nella giornata di martedì, la mozione n. 253.

CATALFO (M5S). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CATALFO (M5S). Signor Presidente, dato che siamo venuti a conoscenza del maxiemendamento da poco e che esso contiene delle variazioni al testo originale, per ben far capire che il Movimento 5 Stelle sapeva verso cosa andava questo Governo, chiediamo che venga messa in calendario la mozione n. 220, che è una mozione di sfiducia al ministro Poletti, che non sta facendo altro che distruggere il lavoro in Italia. (Applausi dal Gruppo M5S e del senatoreConsiglio).

DONNO (M5S). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

DONNO (M5S). Signor Presidente, volevo dare la possibilità ai senatori presenti in quest'Aula di approfittare finalmente di un'occasione e dimostrare di avere coraggio. Il 5 e 6 settembre il Gargano ha subito ingenti danni. Una parte della Puglia è stata fortemente danneggiata. Nonostante sia stata presentata la mozione 1-00316 sul Gargano, essa non è stata calendarizzata nella Conferenza dei Capigruppo a ridosso della presentazione, avvenuta il 30 settembre, e i senatori ai quali ho chiesto di valutare la problematica non sono stati nemmeno pronti ad accogliere le esigenze di questi cittadini che hanno veramente bisogno di essere aiutati.

Siamo andati sul territorio, abbiamo visto quello che è successo, la calamità naturale... (Il microfono si disattiva automaticamente).

PRESIDENTE. Propone quindi di inserire la mozione sul Gargano. (Proteste dal Gruppo M5S).

DONNO (M5S). Mi faccia finire!

GIARRUSSO (M5S). Presidente, la faccia parlare!

PRESIDENTE. Senatore Giarrusso, ha parlato più del minuto consentito e ha illustrato la mozione sul Gargano. (Proteste dal Gruppo M5S).

MONTEVECCHI (M5S). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MONTEVECCHI (M5S). Io credo che, considerata l'importanza di questo momento, si possano concedere trenta secondi in più a una collega per terminare un intervento.

PRESIDENTE. Va bene, lei avrà un minuto e trenta secondi.

MONTEVECCHI (M5S). Non a me: i trenta secondi dovevano essere concessi alla collega Donno. Il fatto che lei si rivolga così a me non le fa onore, comunque. (Applausi dal Gruppo M5S).

PRESIDENTE. Guardi, l'onore me lo difendo da solo. (Commenti dal Gruppo M5S).

Cerchi di intervenire e di fare la proposta di variazione del calendario, se i suoi colleghi glielo consentono.

MONTEVECCHI (M5S). Se me lo concede lei, farò una brevissima introduzione di trenta secondi per far capire l'importanza della variazione del calendario che propongo.

PRESIDENTE. Prego.

MONTEVECCHI (M5S). Il 5 ottobre «Report» ha mandato in onda un servizio in cui si è denunciato un caso gravissimo, tanto che la stessa conduttrice Milena Gabanelli si augurava si trattasse di un'allucinazione e affermava di preferire di essere radiata dell'albo dei giornalisti pur di essere smentita su quanto denunciato. (Applausi dal Gruppo M5S). Parliamo dello scandalo delle valvole dei pacemaker (Applausi dal Gruppo M5S)e di un conflitto di interessi grosso come una casa perché il direttore generale del Ministero, la signora Marcella Marletta, dovrebbe vigilare sull'Istituto superiore di sanità e sul marito, Carmine Guarino, che sta nell'ufficio preposto al controllo dei cerotti, il che confligge con quanto disposto da una direttiva europea.

PRESIDENTE. Quale atto vuole che si inserisca nel calendario?

MONTEVECCHI (M5S). Voglio che si inserisca la mozione di sfiducia alla ministra Lorenzin (Applausi dal Gruppo M5S), che abbiamo presentato già a giugno a seguito del caso Avastin-Lucentis che la Ministra non ha risolto con il suo decreto, per non parlare delle dichiarazioni imbarazzanti in merito all'eterologa... (Il microfono si disattiva automaticamente).

PRESIDENTE. D'accordo, mozione sfiducia Lorenzin.

GIARRUSSO (M5S). Deve dare la parola ai senatori e lasciarli terminare.

BULGARELLI (M5S). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BULGARELLI (M5S). Comandante, buonasera.

Chiedo di inserire in calendario un argomento che trovo sempre molto attuale: il limite della decretazione d'urgenza. Mi riferisco alla mozione n. 223. Credo siano evidenti le motivazioni di questa mozione però, visto che ho un minuto e mezzo, come la mia collega Montevecchi, ne approfitterei per dirle tutti, così tutta l'Aula né verrà a conoscenza. Anche la Corte costituzionale ha detto che sarebbe ora di smetterla con tutti questi decreti di urgenza, che di solito sono omnibus e non rispettano la necessità e l'urgenza come da Costituzione.

È evidente che, a forza di fare decreti, si attua un'alterazione del rapporto fra esecutivo e legislativo, come sempre a favore del Governo, e questa legge delega, per l'ennesima volta, lo conferma. Il Governo presenta una proposta al Parlamento e il Parlamento delega il Governo a fare la cosa che il Governo ha chiesto di fare... (Il microfono si disattiva automaticamente).

GIARRUSSO (M5S). La faccia finire.

PRESIDENTE. Senatore Giarrusso, può intervenire. (Commenti del senatore Giarrusso). Allora rinuncia all'intervento.

GIARRUSSO (M5S). Non rinuncio a un cazzo.

PRESIDENTE. Senatore Giarrusso,vuole intervenire?

GIARRUSSO (M5S). Certo che voglio intervenire.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIARRUSSO (M5S). Signor Presidente, il nostro Paese in questo momento corre un grave rischio, perché abbiamo un Ministro dell'interno gravemente incapace di svolgere le sue mansioni! Due giorni fa un imprenditore, che ha denunciato i suoi estorsori e li ha mandati in galera, è stato ammazzato e bruciato in provincia di Bari. Era rimasto senza protezione da parte delle Forze di polizia. E oggi mi segnalano respingimenti violenti all'aeroporto di Fiumicino di profughi di guerra che venivano dalla Siria. Nella fattispecie, si trattava di una ragazza minorenne malata di cancro! Si deve vergognare, questo Ministro! Noi abbiamo presentato una mozione di sfiducia nei confronti del ministro Alfano e la vogliamo discutere, signor Presidente! (Applausi dal Gruppo M5S).

CRIMI (M5S). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CRIMI (M5S). Signor Presidente, chiedo una modifica del calendario con l'inserimento del disegno di legge n. 1373 per l'abolizione delle Province, per il quale il 27 marzo 2014 è stata anche approvata da quest'Assemblea la procedura d'urgenza.

Il lavoro in Commissione è concluso e il testo è pronto per arrivare in Aula in qualunque momento, ma è stato stoppato dalle riforme costituzionali (che all'interno prevedono una finta, perché fanno rientrare le Province da un'altra parte).

Poiché le riforme costituzionali, come sappiamo, prevedono quattro letture e vista anche la modalità con cui si sta gestendo questo Governo non è detto che si arrivi, proprio in termini di tempo, a fare quattro letture, perché continuando così andremo a casa prima, credo che almeno l'esame di un provvedimento per l'abolizione vera delle Province possa essere calendarizzato.

La mia proposta è, precisamente, che sia calendarizzata per oggi la discussione generale e per domani la prosecuzione dell'esame del disegno di legge n. 1373 a mia prima firma. Chiedo poi che la discussione sulla fiducia venga calendarizzata per la seduta pomeridiana del 21 ottobre 2014. (Applausi della senatrice Bulgarelli).

CERVELLINI (Misto-SEL). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CERVELLINI (Misto-SEL). Signor Presidente, propongo di discutere con la massima urgenza una mozione che il mio Gruppo ha presentato il 19 giugno 2014.

È urgente non soltanto procedere alla discussione, ma anche porre in essere atti che consentano di rispondere ad una situazione che si delinea drammatica, ovvero quella della crisi congiunta di Alitalia e Meridiana, con le cui maestranze ci stiamo interfacciando.

Si tratta di una crisi che richiede interventi rapidi e non quando, come si suol dire, i buoi saranno scappati.

Oltre ai danni subiti dalle maestranze e al dissesto che questo comporterebbe in termini di asset strategici, c'è un aspetto che rende questa crisi straordinaria.

PRESIDENTE. Qual è la mozione?

CERVELLINI (Misto-SEL). Mi avvio alla conclusione. L'aspetto che rende questa crisi straordinaria è l'elemento della continuità territoriale che assicura Meridiana nei confronti innanzitutto della Sardegna: il suo venire meno, oltre a colpire migliaia di unità lavoratrici, determinerebbe un disagio profondo nei confronti dei passeggeri, degli abitanti e degli imprenditori.

PRESIDENTE. Qual è la mozione?

CERVELLINI (Misto-SEL). La proposta che avanzo è che sia calendarizzata e discussa con la massima urgenza la mozione a cui facevo riferimento.

ENDRIZZI (M5S). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ENDRIZZI (M5S). Signor Presidente, nella seduta del 16 aprile 2014 della Conferenza unificata, è stato adottato un provvedimento per l'inserimento nell'11° Allegato infrastrutture del progetto Contorta Sant'Angelo, una presunta soluzione al problema delle grandi navi a Venezia. Questo confligge con quanto il Senato ha votato pressoché all'unanimità nella precedente seduta del 6 febbraio 2014, appena due mesi prima. In quella occasione, si è deciso, stabilito, votato che qualsivoglia progetto non potesse essere adottato senza prima una valutazione comparativa tra tutte le soluzioni possibili. Non solo: era stato assunto che non potessero essere adottate procedure semplificate di valutazione VIA/VAS, ma che si dovesse adottare la VIA ordinaria che - lo ribadisco - garantisce Venezia dal problema delle grandi navi. Venezia e la sua laguna sono l'ambiente naturale e umano più protetto al mondo.

PRESIDENTE. Abbiamo compreso l'argomento. Cosa propone di inserire nel calendario?

ENDRIZZI (M5S). Concludo esprimendo il motivo dell'urgenza.

PRESIDENTE. No, l'urgenza l'abbiamo compresa.

ENDRIZZI (M5S). Chiedo che la mia mozione sul problema delle grandi navi, presentata recentemente, e se vuole le do anche gli estremi del documento...

PRESIDENTE. Non c'è bisogno, senatore Endrizzi abbiamo capito: è la mozione sulle grandi navi.

ENDRIZZI (M5S). Chiedo dunque che tale mozione sia inserita nel calendario, prima possibile, nella prima seduta utile, comunque prima che arrivi in Assemblea la discussione sulla Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza, la quale, al punto 10.100 dell'allegato 3, prevede ancora e ribadisce l'inserimento nella legge obiettivo degli interventi sul problema che le ho esposto. Questa è una violazione delle regole e dobbiamo dimostrare, qui, la coerenza rispetto al voto che abbiamo assunto a febbraio.

BAROZZINO (Misto-SEL). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BAROZZINO (Misto-SEL). Signor Presidente, chiedo che sia messa all'ordine del giorno dell'Assemblea, per domani mattina, un'informativa urgente del Ministro del lavoro sulla situazione della cassa integrazione, in particolare alla FIAT di Melfi, nel cui stabilimento più volte è stato segnalato, dal sindacato ma non solo, che ci sarebbe una rotazione dei lavoratori iniqua e a volte inesistente. Siccome stiamo parlando della cassa integrazione guadagni straordinaria (CIGS), quindi di soldi pubblici, ci attendiamo risposte rapide e chiare nel merito.

CAPPELLETTI (M5S). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CAPPELLETTI (M5S). Signor Presidente, vorrei fare una proposta molto semplice e credo di buonsenso. Per la seduta antimeridiana di domani è stato calendarizzato il disegno di legge sulla diffamazione. Ebbene, la Commissione giustizia ha evaso questo provvedimento già molti mesi fa e avremmo potuto affrontarne la discussione in Assemblea già da molto tempo. La mia proposta è dunque questa: affrontiamo subito questa discussione e quindi invertiamo questo punto con quello relativo alla discussione sul maxiemendamento e sulla fiducia, portando tale discussione a domani. Questo ci consentirebbe di efficientare al massimo i tempi di lavoro dell'Assemblea, in quanto non verrebbe sprecato neppure un minuto, visto che potremmo procedere immediatamente alla discussione del provvedimento sulla diffamazione e, nel contempo, lasciare a tutti i Gruppi, in primo luogo ai Gruppi...

(Il microfono si disattiva automaticamente).

PRESIDENTE. D'accordo, senatore Cappelletti.

AIROLA (M5S). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

AIROLA (M5S). Signor Presidente, chiedo l'inserimento nel calendario, al più presto, già da domani, dell'atto 1-00256, che riguarda le controversie tra Stati e multinazionali negli accordi Comprehensive economic and trade agreement (CETA) e Transatlantic trade and investment partnership (TTIP).

Se mi permette, vorrei solo aggiungere la mia solidarietà a lei, che è schiacciato completamente da un Presidente del Consiglio che fa queste invasioni. (Applausi dal Gruppo M5S). Glielo dico io, qua, in quest'Aula: non è colpa sua, ma è colpa nostra, delle opposizioni, se egli stasera non potrà dire, a Hollande e alla Merkel, che ha già pronta e votata questa ennesima schifezza. Volevo dirglielo, signor Presidente. (Applausi dal Gruppo M5S).

PRESIDENTE. Grazie, senatore Airola. Mi piacerebbe tanto essere schiacciato, ma purtroppo sono... Grasso. (Ilarità).

LEZZI (M5S). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

LEZZI (M5S). Signor Presidente, chiederei che venisse discussa con molta urgenza la mozione n. 103, depositata già dal 9 luglio 2013, sulla spending review. Dal momento che siamo in prossimità della discussione sul disegno di legge di stabilità, sarebbe responsabilità del Governo riferire prima al Parlamento circa i miliardi di tagli che questo Governo vuole compiere e che poi si seguissero anche gli input che vengono dal Parlamento. (Applausi della senatrice Bottici).

CANDIANI (LN-Aut). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CANDIANI (LN-Aut). Signor Presidente, la mia proposta segue la necessità di fare chiarezza sui temi legati direttamente alla previdenza dei lavoratori. In questo caso chiedo che venga inserita nell'ordine del giorno della seduta di domani mattina la mozione presentata dai senatori della Lega Nord sulle somme residue della gestione separata INPS dedicate ai frontalieri italiani.

Con questo mio intervento, signor Presidente, mi permetto anche di cogliere l'occasione per avanzare la sua candidatura alla Corte costituzionale, per sollevare lei da un peso e noi dal nostro. (Applausi dai Gruppi LN-Aute M5S).

PRESIDENTE. Grazie, molto gentile. Ma come dicevano: «Non sum dignus».

CANDIANI (LN-Aut). Sono sicuro che raggiungerebbe la necessaria maggioranza, con estrema facilità, anche da parte del PD.

PRESIDENTE. Grazie per l'augurio.

CONSIGLIO (LN-Aut). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CONSIGLIO (LN-Aut). Signor Presidente, con il mio intervento la voglio ringraziare, perché lei ha spiegato al senatore Crosio una cosa che non sapeva e che non sapevo nemmeno io, ovvero che ci sono due calendari: quello della Camera, che è quello gregoriano, e poi c'è il calendario del Senato, che è quello renziano, o meglio quello Maya, che prevede sempre un mucchio di casini. (Applausi dal Gruppo LN-Aut).È chiaro che questi due calendari non possono coincidere perché quello della Camera dipende dagli equinozi, quello del Senato dipende dalle lune del nostro Presidente del Consiglio. (Applausi dal Gruppo LN-Aut).

Ebbene, chiederei una modifica al calendario per inserire una mozione presentata il 1° aprile 2014 - non era un pesce d'aprile, uno scherzo -, finalizzata a mettere in discussione, nel nuovo calendario modificato, un argomento estremamente attuale che fa riferimento alla revisione dell'ipotesi di eliminare alcuni commissariati di Polizia. Spiace molto che questo non vada di pari passo con l'aumento della criminalità e della microcriminalità.

PRESIDENTE. Abbiamo capito qual è la mozione.

CONSIGLIO (LN-Aut).Un'ultima cosa, signor Presidente: il Grasso schiacciato è grasso che cola. (Applausi ironici dal Gruppo LN-Aut).

PRESIDENTE. La ringrazio, ma ho già fatto io questa battuta. Purtroppo non è così.

PAGLINI (M5S). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PAGLINI (M5S). Signor Presidente, il mio intervento è per la calendarizzazione del disegno di legge n. 1423, a mia prima firma, che probabilmente la farà anche felice: in questi giorni, infatti, si è tenuta una petizione on line che ha raccolto 21.000 firme, tra cui probabilmente anche la sua. Si tratta della Commissione bicamerale per le stragi, con riferimento particolare alla strage del Moby Prince, sulla quale lei stesso si pronunciò l'anno scorso, il 10 aprile 2013, e nell'anno in corso, il 2014, affermando che va fatta perché bisogna fare luce sulle stragi e specialmente su questa.

Poiché sono toscana e Livorno è molto vicina, sono qui a ricordarle questo fatto, che è per noi tutti molto importante, così magari anche lei sarà finalmente soddisfatto di quanto ha già annunciato lo scorso anno.

BELLOT (LN-Aut). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BELLOT (LN-Aut). Signor Presidente, stiamo parlando di lavoro e vista l'urgenza che il presidente Renzi ha dato a questo provvedimento, tant'è che siamo arrivati ad un voto di fiducia e quindi sempre ad un atto di forza, chiedo che venga modificato il calendario inserendo la mozione n. 81, presentata il 20 giugno 2013. Essa riguarda il finanziamento di progetti per le politiche familiari a tutela delle piccole e medie imprese, che sicuramente nel nostro caso dovrà essere rifinanziato. Quindi, dopo un anno...

PRESIDENTE. La mozione, prego.

BELLOT (LN-Aut). Signor Presidente, mi lasci un secondo, oggi non ho mai parlato e le chiedo di poter finire.

PRESIDENTE. Non è il momento più adatto.

BELLOT (LN-Aut). Non c'è mai il momento più adatto. È una mozione sulla conciliazione tra vita familiare e lavoro. Riguarda le donne di cui si dicono molte parole a proposito di lavoro ma poi, concretamente, anche questo Governo non ha fatto nulla, non finanziando nemmeno questa legge sul lavoro autonomo. Riteniamo quindi urgente, anzi urgentissimo, inserire tale mozione nel contesto di quanto stiamo discutendo e chiediamo venga calendarizzata al più presto.

BUCCARELLA (M5S). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BUCCARELLA (M5S). Signor Presidente, chiedo sia calendarizzata la mozione n. 176 per la tutela delle vittime dell'usura, a prima firma del collega Cioffi. È un'altra delle tante emergenze che hanno a che fare con l'inefficienza della macchina della giustizia e degli apparati amministrativi che dovrebbero tutelare chi è vittima del reato di usura: sappiamo quanti sono e che sofferenza devono sopportare. Più precisamente ci sono due aspetti che richiedono un'attenzione particolare, e di questo anche la Commissione giustizia si occuperà domani in sede di riforma del processo civile. Mi riferisco all'assurda situazione secondo cui, a legislazione vigente, nonostante un parere favorevole del procuratore della Repubblica affinché si possano sospendere le procedure esecutive contro le vittime del reato di usura da parte di creditori che vantano titoli esecutivi, frutto del medesimo reato, di fatto in molti uffici d'Italia che si occupano di tali esecuzioni (tra cui quello di Lecce, ma non è l'unico) non si provvede a sospendere le procedure esecutive immobiliari.

È questa una misura di estrema urgenza perché, oltre al danno del vedersi le proprie proprietà immobiliari esecutate dall'usuraio, nonostante un parere favorevole del procuratore della Repubblica, queste procedure continuano ad andare avanti. Mi riferisco alla mozione n. 176, depositata il 5 novembre 2013, tesa a far cessare una delle tante vergogne italiane.

NUGNES (M5S). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

NUGNES (M5S). Signor Presidente, sappiamo tutti quanto la diffusa illegalità nel sistema degli appalti pubblici ci costi. Poiché parliamo di lavoro e di costi pubblici sarebbe importante calendarizzare la mozione n. 293 del luglio scorso, a prima firma del senatore Cappelletti che, sì, riguarda esplicitamente la faccenda del MOSE, ma che per almeno quattro punti riguarda in genere proprio il sistema degli appalti. Essa cerca infatti di mettere sul piatto della discussione il ripristino della legislazione ordinaria per le cosiddette "opere strategiche", di ripristinare le procedure di valutazione d'impatto ambientale e di avviare, conseguentemente, la vigilanza nei processi di revisione della normativa in materia di affidamento dei lavori e della finanza di progetto.

PRESIDENTE. Grazie, abbiamo registrato.

NUGNES (M5S). Signor Presidente, mi ascolti, è importante, perché si recuperano... (Il microfono si disattiva automaticamente. Proteste dal Gruppo M5S).

Lei non è equo nei tempi. (Applausi della senatrice Moronese).

PRESIDENTE. Non è così, senatrice: ha il microfono ancora acceso, guardi. La prego di concludere.

NUGNES (M5S). Non vorrei dover valutare che lei abbia una discriminante di tipo sessuale perché ho notato una diversità con le donne. (Applausi dal Gruppo M5S).

PRESIDENTE. Non mi attribuisca poteri che non ho.

NUGNES (M5S). Invece ho apprezzato che ha lasciato finire il senatore Buccarella, forse per eloquenza o per vicinanza di professione; non lo so. Purtroppo io sono solo un architetto, ora senatore, ma vorrei poter dire comunque la mia.

PRESIDENTE. Se preferisce essere chiamata architetto, la chiameremo architetto.

NUGNES (M5S). Lei forse non era interessato, ma io volevo finire di dirle...

PRESIDENTE. Vuole concludere, per favore? (Proteste del senatore Santangelo).

NUGNES (M5S). Ci sono almeno quattro punti che hanno un tono generale e che riguardano appunto la revisione e l'affidamento degli appalti pubblici, che potrebbero essere di interesse generale per recuperare quel doppio prezzo che ci costano tutte le opere pubbliche.

Pertanto, credo sia estremamente importante, in una discussione sul lavoro, valutare dove possiamo recuperare quel denaro, quei soldi che ci vengono a mancare per dare lavoro a tutti, per un lavoro diffuso e non concentrato nelle mani dei soliti noti.

TOSATO (LN-Aut). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

TOSATO (LN-Aut). Signor Presidente, mi permetto anch'io di intervenire sull'ordine dei lavori per chiedere una modifica del calendario, visto che ormai i motivi per cui ci trovavamo qui, con urgenza, ossia per discutere del jobs act, sono venuti meno e visto che, probabilmente, il Presidente del Consiglio non riuscirà ad annunciare entro la giornata l'approvazione di questo provvedimento e lo spot probabilmente andrà a buca.

A questo punto, credo vi sia il tempo per approfondire il disegno di legge delega come meriterebbe e, nel frattempo, discutere di altri argomenti. Infatti, il provvedimento all'attenzione dell'Assemblea del Senato non produrrà posti di lavoro in più, non ha carattere d'urgenza e rappresenta un'urgenza esclusivamente politica del Presidente del Consiglio.

Per questo motivo, mi permetto di chiedere che venga inserita nella discussione anche la mozione n. 132, presentata il 4 settembre 2013, quindi oltre un anno fa, che ancora non è stata discussa e votata da quest'Aula che forse avrebbe caratteristiche di urgenza maggiori si riferisce all'adozione di immediate iniziative di sostegno al settore turistico italiano; un settore trainante per la nostra economia, uno dei pochi ancora in salute, nonostante le tasse enormi rispetto ad altri Paesi e che meriterebbe sicuramente un'attenzione maggiore e produrrebbe maggiori posti di lavoro rispetto al provvedimento che stiamo discutendo. (Applausi della senatrice Comaroli).

SANTANGELO (M5S). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

Poco fa ho detto D'Angelo e mi sono sbagliato, ma c'era sempre un «Angelo»!

SANTANGELO (M5S). Sì, signor Presidente, lo stato del mio umore non corrisponde al suo e si vede da questa legislatura.

PRESIDENTE. Grazie. Prego, senatore Santangelo.

SANTANGELO (M5S). Se stacca la ripresa video...

PRESIDENTE. Non sono io che manovro il video.

SANTANGELO (M5S). Deve schiacciare il pulsantino che è alla sua sinistra.

PRESIDENTE. Va bene, chiederò al senatore Calderoli che è più pratico di me.

SANTANGELO (M5S). Basta che schiacci il pulsantino, signor Presidente, è semplice.

PRESIDENTE. Non sono io, lo manovrano altrove.

SANTANGELO (M5S). Ha visto? Si è spento, signor Presidente. Grazie.

PRESIDENTE. Se lei mi fa parlare si riaccende, quindi è meglio che parli avendone il tempo. Prego!

SANTANGELO (M5S). Grazie, signor Presidente, è sempre molto cortese.

Le chiedo gentilmente di inserire in calendario la mozione n. 221, di sfiducia al ministro Guidi presentata il 26 febbraio 2014, e la mozione n. 228 di sfiducia al ministro Lupi.

Credo infatti che, per andare avanti, questo Governo debba guardarsi attorno, capire alcuni personaggi che sono al suo interno e magari metterli alla porta. È quindi il caso, anche venendo incontro ad una sua richiesta di assoluto buonsenso, di far riunire il Senato quanto meno nelle giornate di lunedì.

Le chiedo pertanto, gentilmente, di inserire, scelga lei se prima l'una o l'altra, a partire da lunedì 13 ottobre... (Il microfono si disattiva automaticamente).

PRESIDENTE. Diamo voce al senatore. Le ricordo, senatore Santangelo, che non è il Presidente del Senato che stabilisce il calendario, ma la Conferenza dei Capigruppo a maggioranza. Potrei inserire ciò che voglio, ma è la Capigruppo poi che decide. Prego, senatore Santangelo, ha la parola.

SANTANGELO (M5S). Certo, signor Presidente, probabilmente le ho attribuito un peccato che non è il suo, lei ne ha sicuramente altri.

Chiedo di calendarizzare una delle mozioni per lunedì 13 ottobre alle ore 7 del mattino e l'altra per lunedì 20 ottobre, sempre alle ore 7 del mattino, come vale per gli orari lavorativi normali che gli italiani osservano normalmente. Si faccia portavoce, come fa con il suo presidente Renzi, di questa proposta, presidente Grasso.

VOLPI (LN-Aut). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

VOLPI (LN-Aut). Signor Presidente, desidero effettuare un richiamo al Regolamento e formulare una richiesta di inserimento in calendario, e le chiederei di distinguere i due momenti.

Il richiamo al Regolamento è riferito all'articolo 64, prendendo atto della risposta che lei ha dato al collega Crosio rispetto alle riunioni in seduta comune delle due Camere. Lei ha detto al senatore Crosio che non possiamo intervenire sul calendario della Camera. Questo mi sembra ovvio. Tuttavia, se lei volesse leggere con me l'articolo 64, il secondo comma afferma che il Presidente del Senato prende gli opportuni accordi con il Presidente della Camera dei deputati per la convocazione dei senatori. Evidentemente abbiamo pari dignità fra Senato e Camera, come è ovvio.

Con un richiamo formale al Regolamento, signor Presidente, invito lei e la presidente Boldrini - se vorrà trasmetterle questa mia lagnanza - a non inventarsi più innovazioni. Il Regolamento stabilisce chiaramente che a lei e alla presidente Boldrini spetta la responsabilità, concordandolo assieme, delle convocazioni delle Camere in seduta comune. Evitiamo quindi di trovare alibi inventando, ad esempio, le Conferenze dei Capigruppo informali. Siete voi due a decidere di non far lavorare il Parlamento di venerdì e di lunedì, senza trovare altri alibi.

Ciò detto, come i miei colleghi, avanzo la richiesta d'inserire nella seduta antimeridiana di domani pomeriggio la mozione n. 1-00023, che tratta delle abrogazioni dei limiti disposti al trasferimento di denaro contante; mozione che crediamo importante perché in una economica limitazione come questa, in certi luoghi di confine i nostri concittadini, non potendo o non volendo utilizzare le carte di credito, invece che in Italia spendono nei Paesi confinanti. Ritengo che questa mozione sia da trattare, magari nella giornata di domani.

FATTORI (M5S). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

FATTORI (M5S). Signor Presidente, colleghi, nel ringraziarla per avermi dato la parola, desidero precisare che, essendo stata una scienziata prima di diventare senatrice (Commenti dal Gruppo PD), a differenza della collega Nugnes, mi sono permessa di calcolare i tempi che lei ha concesso ai maschi ed alle femmine. Posso dunque dirle, con una certa precisione, che ha concesso agli uomini circa un 50 per cento in più di tempo extra rispetto alle donne, senza pretesa di significatività statistica. La pregherei dunque di essere più obiettivo sul punto.

PRESIDENTE. Aspetto ancora la sua proposta di variazione del calendario, a parte quest'annotazione sessista.

FATTORI (M5S). Se mi lascia finire, magari la illustro.

PRESIDENTE. Ora deve fare la proposta, poi potrà fare le altre considerazioni in un altro momento.

FATTORI (M5S). Mi sembra che la proposta iniziale...

PRESIDENTE. La proposta di variazione!

FATTORI (M5S). Questa era la parte del mio intervento sull'ordine dei lavori, ora passerò alla proposta di variazione.

Preso atto che questo Parlamento ormai ha tolto ai cittadini qualunque tipo di diritto, come quello a votarsi i rappresentanti alle Province, sta manifestando l'idea di fare una riforma costituzionale che tolga il diritto di eleggere i senatori e adesso toglie anche il lavoro, creando nuovi precari e ulteriori persone in difficoltà, vado alla proposta.

Credo che i cittadini, così vessati da questa indegna classe politica, abbiano per lo meno il diritto alla salute, che purtroppo non è garantito dal nostro sistema sanitario nazionale. Esiste infatti la legge 3 agosto 2007, n. 120, recante disposizioni in materia di attività libero-professionale intramuraria, che stabilisce in particolare che le Regioni garantiscano il controllo, il corretto esercizio ed in particolare la prevenzione delle situazioni che determinano il conflitto tra attività privata e pubblica.

PRESIDENTE. La proposta!

FATTORI (M5S). La sto facendo, signor Presidente: ha garantito tempi molto lunghi per i colleghi maschi, quindi li garantisca anche a me. (Commenti dal Gruppo PD).

Cosa succede, allora? I cittadini aspettano mesi e mesi per una TAC: forse voi non ne siete al corrente, ma il cittadino medio ormai non riesce nemmeno a curarsi ed è costretto ad andare presso la sanità privata, che molto spesso poi afferisce a gruppi di potere. Il Movimento 5 Stelle ha condotto un'indagine molto accurata sull'argomento e ha potuto farla grazie... (Il microfono si disattiva automaticamente).

PRESIDENTE. Grazie, senatrice.

FATTORI (M5S). La proposta non l'ho fatta, devo finire!

PRESIDENTE. Ha avuto tre minuti, molto più di qualsiasi collega maschio presente in Aula. (Proteste della senatrice Fattori).

Se non riesce a condensare in tre minuti il suo pensiero, mi dispiace.

TAVERNA (M5S). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

TAVERNA (M5S). La mozione a cui faceva riferimento la senatrice Fattori era la n. 192.

PRESIDENTE. Ne prendiamo atto, grazie.

TAVERNA (M5S). Ho chiesto di intervenire per chiedere cortesemente che venga messa in calendario la mozione n. 106, volta ad esonerare dall'applicazione degli studi di settore le imprese, i professionisti e le attività commerciali che si trovano nei territori delle aree dichiarate in stato di emergenza. Questo tanto per chiarire che, invece di procedere con una legge delega che fa tutto, tranne che sbloccare il lavoro, qualcosa - semplicemente con una mozione - la potreste fare.

Ad esempio, c'è una persona che scrive: «La mia ditta andava benino, non avevo grossi problemi ed avevo messo da parte qualche soldino. Qualche anno fa, la crisi si fa sentire ed il mio fatturato scende. Il fisco non mi trova dentro gli studi di settore, mi prendono la contabilità per due anni e alla fine mi trovano circa un migliaio di euro d'irregolarità. Beh, dico io, quanto vi devo, 1.000 o 2.000 euro?, e devo aggiungere che le irregolarità, secondo me, non c'erano. No, mi rispondono, ci deve 200.000 euro!».

Questo è lo Stato italiano: cominciate a fare qualcosa di serio, cominciate a lavorare per i cittadini e non per voi stessi. (Applausi dal Gruppo M5S).

PEPE (Misto-MovX). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PEPE (Misto-MovX). Signor Presidente, la questione della terra dei fuochi è da tempo all'attenzione della politica.

Sono recenti le dichiarazioni del ministro Lorenzin sullo stile di vita sbagliato che favorirebbe l'insorgenza del cancro nella popolazione. Quindi vivere in una terra inquinata, bere acqua inquinata e tante altre cose inquinate, respirare aria inquinata, certamente fumare e mangiare prodotti...

PRESIDENTE. Senatore, faccia la sua proposta di variazione del calendario. Non vorrei essere accusato ancora di discriminazione.

PEPE (Misto-MovX). Propongo pertanto con urgenza la variazione del calendario per porre in discussione un disegno di legge presentato in data 29 aprile 2013, annunciato nella seduta antimeridiana n. 17 del 30 aprile 2013 con Atto Senato n. 578, recante disposizioni in favore dei soggetti affetti da sensibilità chimica multipla (MCS), encefalomielite mialgica e da fibromialgia.

STEFANI (LN-Aut). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

STEFANI (LN-Aut). Signor Presidente, colgo l'occasione per proporre, a nome della Lega Nord, che sia inserita in calendario la discussione della mozione n. 1-00246, depositata il 23 aprile di quest'anno. Considerato che sono stati posti alcuni argomenti all'attenzione, riteniamo che possa essere valutata anche la possibilità di adottare quei provvedimenti per la riduzione delle commissioni e dei costi che gravano a carico dei commercianti e dei consumatori che si avvalgono dell'utilizzo della moneta elettronica. Si è parlato di tanti argomenti e riteniamo che possa essere inserito anche questo tema nel calendario della settimana prossima, già martedì mattina alle 11.

ARRIGONI (LN-Aut). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ARRIGONI (LN-Aut). Signor Presidente, ci dispiace che lei abbia voluto armonizzare i tempi, riducendoli da dieci minuti a uno solo, per esporre le proposte di modifica del calendario. Capisco la volontà del Premier di chiudere la partita prima della conclusione del vertice europeo, ma se questo non avverrà, sarà per responsabilità di questa maggioranza che ieri mattina, facendo mancare il numero legale quattro volte, ha sprecato una seduta. (Applausi dal GruppoM5S).Questo gli italiani devono saperlo.

PRESIDENTE. Avanzi la sua proposta, prego.

ARRIGONI (LN-Aut). Chiediamo di inserire nel calendario, possibilmente martedì prossimo, la mozione n. 1-00028 del 24 aprile 2013, presentata un anno e mezzo fa a sostegno dell'onere del pagamento delle rate del mutuo ipotecario a causa della perdita di lavoro.

Signor Presidente, sono in costante aumento le esecuzioni giudiziarie comportanti le vendite per pignoramento della prima casa, dovute alle difficoltà economiche generate dagli effetti della crisi che comporta ingenti perdite di lavoro, tema di cui tratta il cosiddetto jobs act. (Il microfono si disattiva automaticamente).

PRESIDENTE. Abbiamo compreso la sua proposta.

GIOVANARDI (NCD). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIOVANARDI (NCD). Signor presidente, sono a favore del calendario annunciato, quindi voteremo a favore. Vorrei solo dire al senatore Giarrusso, che prima ha dato una notizia molto grave a quest'Aula, accusando il Ministro dell'interno di tenere sequestrati a Fiumicino profughi siriani, una ragazza di 19 anni malata di tumore... (Proteste dal Gruppo M5S).

PRESIDENTE. Senatore Giovanardi, si tratta di una questione da trattare negli interventi di fine seduta. La sua non è una proposta di variazione.

GIOVANARDI (NCD). Mi scusi, io ho il mio tempo... (Vive proteste dal Gruppo M5S).

PRESIDENTE. Non inseriamo altri argomenti che non sono...

GIOVANARDI (NCD). Ho accertato sulle agenzie di stampa, al posto di Polizia di Fiumicino, che si tratta di un'affermazione falsa e calunniosa. Si può fare opposizione, si può fare ostruzionismo, ma non si devono usare calunnie e bugie ed accusare il Ministro dell'interno di una cosa totalmente falsa e infondata: è un metodo indegno di fare politica. (Vive proteste dal Gruppo M5S).

AIROLA (M5S). Ricordati della Shalabayeva!

URAS (Misto-SEL). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

URAS (Misto-SEL). Signor Presidente, io però non vorrei intervenire nella confusione.

PRESIDENTE. Faccia la sua proposta di variazione, prego.

AIROLA (M5S). Giovanardi, ricordati della Shalabayeva!

URAS (Misto-SEL). Chiederei la discussione in Aula della mozione n. 1-00217, presentata lo scorso 19 febbraio, che riguarda l'informazione. Ci troviamo in questa condizione perché esiste un problema di democrazia derivante dal fatto che c'è un uso distorto della comunicazione istituzionale.

Le questioni del nostro Paese diventano solo questioni di comunicazione e non di soluzione dei problemi. Ciò avviene perché noi non difendiamo abbastanza chi fa informazione. Abbiamo una crisi del sistema editoriale, delle aziende giornalistiche e delle agenzie molto pesante. Noi vorremmo che si discutesse sul modo in cui difendere il ruolo dei giornalisti in un Paese democratico che mira ad espandere... (Il microfono si disattiva automaticamente).

PRESIDENTE. Concluda, senatore Uras.

URAS (Misto-SEL). Vorremmo si discutesse sul modo in cui difendere il ruolo dei giornalisti in un Paese democratico che mira ad espandere la propria capacità di sviluppare civiltà, dialogo e democrazia. (Applausi dal Gruppo Misto-SEL).

PALMA (FI-PdL XVII). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PALMA (FI-PdL XVII). Signor Presidente, intervengo sull'ordine dei lavori.

Ho ascoltato con attenzione il dibattito svolto in Aula e, se per un verso ho apprezzato il fatto che con una certa autorevolezza lei abbia concesso ad ognuno un minuto, mi pare che quanto ho visto accadere in Aula sia in contrasto con l'articolo 55, comma 4, del Regolamento.

Ciò detto, signor Presidente, per il peso che le mie parole possono avere, le chiedo ai sensi dell'articolo 55, comma 3, del Regolamento, essendosi esaurita la fase delle proposte di variazione del calendario... (Commenti dal Gruppo M5S) o comunque quando si sarà esaurita la fase delle proposte di variazione del calendario, di intervenire a nome del mio Gruppo, evidentemente per il tempo di dieci minuti in base all'articolo 55, comma 3, del Regolamento.

Infatti, signor Presidente, questa norma non è negoziabile dalla sua discrezionalità. L'articolo 55, comma 3, prevede in termini chiarissimi che, una volta approvato il calendario dalla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, possono venire esaminate in Aula le proposte di variazione. Una volta che le proposte di variazione sono state avanzate, testualmente il Regolamento stabilisce che «sulle proposte di modifica decide l'Assemblea con votazione per alzata di mano, dopo l'intervento di non più di un oratore per Gruppo e per non oltre dieci minuti ciascuno». Signor Presidente, ciò equivale a dire che, quando lei deciderà... (Il microfono si disattiva automaticamente).

Ditemi cosa devo fare!

PRESIDENTE. Deve parlare.

PALMA (FI-PdL XVII). L'intervento è sull'ordine dei lavori e per questo, ai sensi del Regolamento, non è previsto un minuto di tempo, checché ne dica il Presidente!

Allora, signor Presidente, dicevo che sul punto il Regolamento è molto chiaro: sostanzialmente prima della votazione un senatore per Gruppo, ove lo richieda, ha diritto di intervenire sulle ragioni del voto che il Gruppo esprimerà per la durata di dieci minuti.

In tal senso la richiamo e fin d'ora le richiedo, salvo che il senatore Paolo Romani, mio Capigruppo, non intenderà farlo personalmente, di intervenire a nome del mio Gruppo in dichiarazione di voto. (Applausi dei senatori Mazzoni e Longo Eva).

LUCIDI (M5S). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

LUCIDI (M5S). Signor Presidente, stando all'agenda, senza paura di commettere errori, il vertice di Milano sull'occupazione è finito e quindi, come direbbero a Rignano sull'Arno, «cari senatori, il jobs act non s'è portato a casa». Ora molto più seriamente dobbiamo tornare a parlare di lavoro e quindi chiedo la calendarizzazione urgente di un'informativa del ministro Guidi affinché - come è giusto che sia - venga ad informare il Parlamento sulla vertenza che riguarda le acciaierie di Terni, attualmente in corso al Ministero dello sviluppo economico. Ritengo infatti che il Parlamento debba essere informato su tale questione, fondamentale per l'economia italiana. (Applausi dal Gruppo M5S).

CASTALDI (M5S). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CASTALDI (MSS). Signor Presidente, stiamo parlando di lavoro e restiamo in tema. Chiedo che sia calendarizzata prima possibile la mozione n. 1-00127, presentata l'8 agosto 2013, per ridare, grazie al jobs act (quale occasione migliore) dignità ai cavalieri del lavoro, quelli veri e onesti. (Applausi dal Gruppo M5S).

La mozione chiede di attivare le procedure di revoca, previste dalla legge n. 194 del 1986, con riferimento al conferimento dell'onorificenza di cavaliere del lavoro al "dottor B". Immagino che in pochi minuti questa mozione possa essere discussa e che pertanto possa essere inserita nel calendario dei lavori il più presto possibile.

PUGLIA (M5S). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

Lei è l'ultimo. Non accetterò altre richieste di intervento relativamente a proposte di variazione. Si potranno presentare richieste scritte di proposte di variazione. Questa è la decisione della Presidenza. (Proteste dal Gruppo M5S).

SANTANGELO (M5S). Ma questa è una tagliola sul calendario!

PUGLIA (M5S). Signor Presidente, questa è un'altra tagliola?

PRESIDENTE. No. Semplicemente, la Presidenza accetterà solo dichiarazione scritte di proposte di variazione.

PUGLIA (M5S). Signor Presidente, ritengo di dover fare innanzitutto un inciso. Io sono campano e, come tutti i campani, sto ancora aspettando che questo Parlamento faccia qualcosa per la mia terra. C'è un disegno di legge, già passato alla Camera. È arrivato al Senato, e lo avete affossato! È il disegno di legge n. 1345 in materia di delitti contro l'ambiente. (Applausi dal Gruppo M5S).

Non è possibile che la mia terra stia ancora aspettando. Non c'è più tempo! Io voglio che questo disegno di legge venga immediatamente messo in discussione, prima di ogni altro.

C'è un altro disegno di legge che vorrei proporre all'attenzione dell'Aula. È un disegno di legge in materia di disciplina di orari di apertura degli esercizi commerciali perché i nostri piccoli commercianti stanno ormai morendo. Sono ormai schiacciati dalla grossa distribuzione, che sappiamo benissimo essere in mano ad aziende estere: non sono italiani!

E parliamo, a questo punto, di legge elettorale. Si è tanto parlato di legge elettorale: noi proponiamo finalmente di calendarizzare questa legge elettorale. In ultimo, il disegno di legge a mia prima firma n. 1597, che va finalmente ad attaccare i vostri amici, banche e assicurazioni, in materia di RCA auto.

CANDIANI (LN-Aut). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CANDIANI (LN-Aut). Signor Presidente, mi riallaccio a quanto poco fa il senatore Palma ha enunciato. In effetti in questo momento ci troviamo nell'ambito dell'articolo 55che, per memoria mia, rileggo a tutta l'Aula.

PRESIDENTE. Non c'è bisogno. Lo dia per letto e conosciuto dall'Aula.

CANDIANI (LN-Aut). Signor Presidente, gli antichi dicevano che repetita iuvant. E mai come in questo caso ciò è vero.

Il comma 3 dell'articolo 55 così recita: «Il calendario, se adottato all'unanimità, ha carattere definitivo e viene comunicato all'Assemblea. E non è il caso. «In caso contrario, sulle proposte di modifica decide l'Assemblea con votazione per alzata di mano, dopo l'intervento di non più di un oratore per Gruppo e per non oltre dieci minuti ciascuno. Il calendario definitivo è pubblicato e distribuito».

Ora, è chiaro che la molteplicità delle proposte avanzate è tale da rendere necessaria una organizzazione delle stesse, che non può essere fatta se non tramite una sospensione della seduta che permetta di capire anche quali siano preclusive delle successive. Altrimenti, si rischierebbe di escluderne alcune che debbono essere poste in votazione. Questa è una ratio logica, Presidente.

Per di più, aggiungo anche, e sempre per mia memoria, che l'articolo 84 del Regolamento stabilisce, per l'iscrizione a parlare, quanto segue: «Coloro che intendono fare dichiarazioni, comunicazioni o richieste all'Assemblea su argomenti non iscritti all'ordine del giorno debbono previamente informare per iscritto il Presidente dell'oggetto dei loro interventi e possono parlare soltanto se abbiano ottenuto espressa autorizzazione e per un tempo non superiore ai dieci minuti». In caso contrario, si ritiene che le stesse possano essere fatte in forma orale. Sto parlando del comma 5 dell'articolo 84.

Ciò su cui insisto, Presidente, è la necessità di una sospensione della seduta per organizzare le idee in merito alle proposte interessanti e veramente importanti avanzate da questa Assemblea. Non si può impedire ad altri senatori di avanzare proposte in conseguenza. (Applausi della senatrice Catalfo).

PRESIDENTE. Devo rispondere al senatore Palma.

MARTON (M5S). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Senatore Marton, su che cosa vuole intervenire?

MARTON (M5S). Mi deve spiegare qual è l'articolo del Regolamento che le dà il diritto di vietarmi di proporre una alternativa. Mi deve citare, per cortesia, l'articolo.

PRESIDENTE. Faccia pervenire una proposta scritta, che sarà valutata e messa ai voti.

Senatore Palma, le volevo dire che...

MARTON (M5S). Deve dirmi dove è scritto! Non può sempre calpestare il Regolamento.

PRESIDENTE. Faccia una proposta di variazione al calendario per iscritto e io la leggerò all'Aula.

MARTON (M5S). No!

GIARRUSSO (M5S). Questo è un Parlamento, e non un ufficio pubblico.

Presidente, le carte nel cassetto! Questa è un'Assemblea parlamentare! Vergogna!

PRESIDENTE. Senatore Palma, il suo Capogruppo è già intervenuto in dichiarazione di voto e non ha richiesto alcuna variazione. Se lei vuole, può interpellare il suo Capogruppo, ma questo è stato il senso del suo intervento.

PALMA (FI-PdL XVII). Guardi, Presidente, io comprendo...

PRESIDENTE. In ogni caso, se vuole, può fare una dichiarazione di voto.

Il suo Capogruppo l'ha già fatta. Siccome può intervenire uno per Gruppo, come lei ha detto...

MARTON (M5S). Ma perché?

PALMA (FI-PdL XVII). Ancora non stiamo in questa fase, Presidente. Comprendo che lei interpreta le parole del mio Capogruppo meglio di me, ma debbo fare due considerazioni.

In merito alla prima, le modalità di interpretazione degli interventi dipendono dalla fase in cui gli interventi stessi si pongono; né il Regolamento prevede miscugli tra una fase e l'altra. Il presidente Romani è intervenuto quando tutti i senatori si sono alzati per proporre modifiche al calendario.

In merito alla seconda considerazione, nell'intervento del presidente Romani vi è stato un chiaro dissenso rispetto al calendario proposto ed approvato a maggioranza dalla Conferenza dei Capigruppo: è stato espressamente richiesto che le votazioni avessero corso nella giornata di domani. Dopodiché si è conclusa la fase delle proposte di modifica e si è aperta - come è giusto che sia - la fase della votazione che non può che essere preceduta, ai sensi dell'articolo 55, comma 3, del Regolamento, ove i Gruppi lo ritengano, dalle dichiarazioni di voto.

Aggiungo, Presidente, quanto segue, dato che mi trovo nella fase dell'ordine dei lavori pur apprezzando il suo invito ai colleghi del Movimento 5 Stelle di presentare una modifica del calendario per iscritto, mi permetto di sottoporre alla sua attenzione due circostanze.

In primo luogo, le chiedo se questa prassi non sia nella sostanza contraria allo scopo di velocità che ella si prefigge, essendo indubitabile che lo scrivere, il presentare e il consentirle di valutare impiega un lasso di tempo assolutamente superiore rispetto a quel minuto che ella, con un certa elasticità, ha concesso sino adesso per gli interventi.

In secondo luogo, Presidente, lei, comunque, non potrebbe procedere alla votazione del calendario fino a che tutte le proposte non vengano portate a conoscenza dell'Assemblea.

In caso diverso, l'Assemblea - come di qui a poco saremo costretti a votare la fiducia - non potrebbe che votare al buio in un atteggiamento fideistico su qualcosa che non conosce e che non ha avuto il tempo di valutare.

MARTON (M5S). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MARTON (M5S). Presidente, volevo sapere quanto tempo mi dà per consegnarle questo scritto

PRESIDENTE. Il discorso è superato.

MARTON (M5S). Non è superato. Mi deve dare la possibilità di proporre una variazione del calendario.

PRESIDENTE. Le do un minuto.

MARTON (M5S). Visto che lo vuole in forma scritta, lo dovrei scrivere e poi glielo consegno, se ella me lo consente.

PRESIDENTE. Ha rinunciato a parlare quindi?

MARTON (M5S). Posso illustrare la proposta di variazione?

PRESIDENTE. Certo. Le do un minuto.

MARTON (M5S). Glielo avevo già chiesto prima.

PRESIDENTE. La sua richiesta era sfuggita all'attenzione della Presidenza.

MARTON (M5S). No, secondo me solo alla sua.

Comunque vorrei che fosse calendarizzato l'atto Senato 1-00066, subito dopo gli atti 1-00068 e 1-00080. Presidente, siccome l'ultimo atto riguarda l'apertura del reparto DIA Malpensa, lei dovrebbe essere abbastanza sensibile a questo argomento.

Le chiedo poi che vengano calendarizzati gli atti Senato 1-00111 e, a seguire, gli atti Senato 1-00142, 1-00127 e 1-00169. Dovesse servire, le chiedo di aprire l'Aula per questi provvedimenti dal lunedì al venerdì, non dalle 7, come ha proposto il mio collega Santangelo, ma dalle 9. (Applausi del senatore Crimi. Il senatore Gaetti chiede di intervenire).

PRESIDENTE. Senatore Gaetti, per favore, abbiamo concluso gli interventi sulle proposte di variazione del calendario. Mi faccia fare questa comunicazione.

Onorevoli Colleghi, tutti gli interventi che abbiamo ascoltato finora, a parte quelli iniziali, tendono ad inserire nel calendario dei lavori ulteriori disegni di legge, ulteriori mozioni ed ulteriori informative del Governo. Pertanto, la Presidenza, come già avvenuto in altre occasioni e senza contestazioni, porrà ai voti le tipologie di richiesta, proprio per organizzare i lavori e, se accolte, si passerà ai voti sulle singole proposte.

Passiamo alle votazioni. (Proteste dal Gruppo LN-Aut).Prima devo dire su cosa si vota e poi passiamo alla fase delle votazioni.

CALDEROLI (LN-Aut). No! No!

PRESIDENTE. Passiamo alla prima votazione; metto ai voti la proposta di differire a domani le dichiarazioni di voto e il voto di fiducia. (Proteste dal Gruppo LN-Aut e dei senatori Giarrusso).

PALMA (FI-PdL XVII). Presidente, non si può fare!

PRESIDENTE. Senatore Palma, è una richiesta del suo Capogruppo.

GIARRUSSO (M5S). Non è questa la proposta!

PRESIDENTE. Non si può contestare che questa è stata una richiesta di variazione del calendario. (Il senatore Ciampolillo mostra il Regolamento. Proteste dal Gruppo LN-Aut).

BULGARELLI (M5S). Domando di parlare sull'ordine dei lavori.

CANDIANI (LN-Aut). Non si può!

PALMA (FI-PdL XVII). Domando di parlare. Presidente, non lo può fare!

CORO DI VOCI DAI GRUPPI M5S e LN-AUT. Non si può! Non si può!

PRESIDENTE. Metto ai voti la proposta di differire a domani le dichiarazioni di voto e il voto di fiducia.

CENTINAIO (LN-Aut). Domando di parlare. Presidente, le ho chiesto la parola!

PRESIDENTE. Non è approvata. (Proteste dai Gruppi LN-Aut e M5S).

PALMA (FI-PdL XVII). Dovrebbe vergognarsi!

PRESIDENTE. Passiamo alla seconda votazione. La senatrice De Petris ha proposto di anticipare alle ore 9,30 di domani l'informativa sul virus Ebola.

CALDEROLI (LN-Aut). Non si può! (Proteste dai Gruppi LN-Aut e M5S).

FERRARA Mario (GAL). Mi dia la parola! (Proteste del senatore Centinaio. Il senatore Buccarella cerca di richiamare l'attenzione del Presidente agitando il cellulare con la luce del flash accesa).

PRESIDENTE. Metto ai voti la proposta di variazione del calendario dei lavori di anticipare alle ore 9,30 l'informativa del Governo sul virus Ebola. (Vive proteste dai Gruppi LN-Aut e M5S).

Non è approvata.

SANTANGELO (M5S). Chiedo la controprova!

PRESIDENTE. Metto ai voti la proposta di inserire nel calendario la trattazione di mozioni. Se approvata la richiesta generale, si passerà ai voti sulle singole proposte. (Il senatore Centinaio si avvicina alla postazione dei senatori Segretari protestando vivacemente e lanciando un Regolamento in direzione della Presidenza).

CALIENDO (FI-PdL XVII). È una violazione del Regolamento!

PRESIDENTE. Non è approvata.

Metto ai voti la proposta di inserire nel calendario dei lavori la trattazione di ulteriori disegni di legge. Se la richiesta generale è approvata, si passerà ai voti sulle singole proposte. (Alcuni senatori del Gruppo M5S si avvicinino ai banchi del Governo).

CANDIANI (LN-Aut). Presidente, articolo 55, comma 4!

PRESIDENTE. Non è approvata.

Metto ai voti la proposta di inserire nel calendario dei lavori lo svolgimento di ulteriori informative del Governo. (Il senatore Santangelo sale su una sedia dei banchi del Governo e urla all'indirizzo della Presidenza, mentre il senatore Puglia si siede sopra i banchi del Governo. Vive proteste dai Gruppi LN-Aut e M5S).

Non è approvata.

Le proposte di variazione non sono state approvate.

Rimane pertanto confermato il calendario dei lavori da me comunicato all'Assemblea. (Applausi dal Gruppo PD). (Il senatore Falanga lancia fogli strappati dal Regolamento).