Legislatura 17ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 327 del 08/10/2014
Azioni disponibili
DI MAGGIO (PI). Domando di parlare per dichiarazione di voto in dissenso dal mio Gruppo.
PRESIDENTE. Ne prendo atto e le do la parola.
DI MAGGIO (PI). Signor Presidente, spero di non turbare l'ansia di verità del senatore Zanda. (Ilarità. Applausi dai Gruppi LN-Aut e M5S).
Ho ascoltato con interesse gli interventi svolti in Aula e soprattutto quello del senatore Marino, che rappresenta il mio Gruppo e mi sono convinto di intervenire non in qualità di appartenente a questo Gruppo ma perché credo che io lo debba fare soprattutto come persona che ha passato metà della sua vita a fare impresa.
Se così è, ho avuto un'altra fortuna: quella di poter ascoltare l'intervento del ministro Poletti e anzi mi permetto di dire al Presidente del Senato che bon ton istituzionale vorrebbe che almeno il Ministro fosse presente in Aula in questo momento. (Applausi dai Gruppi LN-Aut e M5S).
E ho ascoltato il suo intervento prima di ricevere il mini-maxi-emendamento del Governo sulla delega al Governo in materia di riforma del lavoro. Ho scoperto allora che il Ministro ha ragione, soprattutto quando dice che l'articolo 18 è un falso problema con buona pace delle considerazioni svolte dal presidente Sacconi e di quelle che ha esternato la presidente De Petris. Rilevo infatti che dal 2008 al 2014 in questo Paese si sono persi, vigente l'articolo 18, un milione e mezzo di posti di lavoro. (Applausi dal Gruppo LN-Aut, M5S e Misto-MovX e del senatore Campanella).
Allora, se questa è la richiesta che viene dal mondo delle imprese, questo è un falso: per noi l'articolo 18 non è il problema dei problemi.
Dice il Ministro che noi «abbiamo perso lavoro perché abbiamo perso imprese. Abbiamo perso imprese perché abbiamo perso produttività e capacità competitiva. Abbiamo perso capacità competitiva perché non abbiamo investito sulle leve fondamentali: la scuola e la conoscenza, la ricerca e l'innovazione. Abbiamo favorito e tollerato le rendite grandi e piccole; non abbiamo premiato il merito. Abbiamo prodotto uno sviluppo abnorme della presenza dello Stato e delle istituzioni, anziché promuovere e premiare l'impegno e la responsabilità dei cittadini. Abbiamo lasciato deperire il sistema della giustizia del nostro Paese. Ad un certo punto, anche sotto la spinta della paura indotta dai grandi cambiamenti epocali che hanno investito il nostro Paese, abbiamo scelto di difenderci. E la difesa, quando va bene, lascia le cose come sono; e stare fermi, in un mondo che corre, non può che produrre esiti disastrosi».
Ecco, se la risposta alle considerazioni del Ministro è questo provvedimento che è esattamente, per le imprese, il nulla condito con il niente, allora non abbiamo fatto alcun passo avanti. (Applausi dai Gruppi LN-Aut e M5S).
È dal 2008 che gli imprenditori cercano di segnalare una realtà che sembra sia una cosa aliena in quest'Aula: non abbiamo la necessità di salvaguardare i nuovi posti di lavoro; noi oggi abbiamo la necessità di mantenere inalterati gli attuali livelli occupazionali! (Applausi dai Gruppi M5S e FI-PdL XVII e del senatore Candiani).
Che ci vengano offerti dei benefici fiscali o contributivi affinché si possa assumere nuovamente, vuol dire non avere di fronte quella che è la realtà drammatica del Paese e la realtà drammatica è che noi non possiamo mantenere inalterati i nostri livelli occupazionali.
E allora le risposte devono essere altre: l'abbassamento del costo del lavoro e dei carichi fiscali che hanno le imprese, ma di tutto questo dentro questa delega non c'è nulla. (Applausi dal Gruppo M5S e della senatrice Bignami).
PRESIDENTE. La invito a concludere.
DI MAGGIO (PI). Concludo subito, Presidente.
Siccome ho grande rispetto per tutti quegli imprenditori che con grande coraggio ogni mattina alzano la saracinesca della propria azienda e per tutti quei lavoratori che ogni sera vanno a letto con la paura che il giorno dopo quella saracinesca non si potrà più alzare, per questo rispetto non posso partecipare a questa finta votazione. (Applausi dai Gruppi FI-PdL XVII, LN-Aut e M5S).