Legislatura 17ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 327 del 08/10/2014

CENTINAIO (LN-Aut). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CENTINAIO (LN-Aut). Signor Presidente, innanzitutto una prima nota. La stampa in queste ore si racconta di un presidente Renzi arrabbiatissimo sulla vicenda Senato. A questo punto invitiamo il presidente Renzi a venire in Aula e a dirci le motivazioni per cui è arrabbiato (Applausi dai Gruppi LN-Aut e M5S), in particolar modo visto e considerato che in questo momento, ad eccezione dei quattro rappresentanti del Governo, di Ministri non ne vedo e ciò mi sembra veramente penoso (Applausi dai Gruppi LN-Aut e M5S) visto che stiamo trattando di quella che il Presidente del Consiglio ritiene la riforma delle riforme, quella del lavoro.

Comunque, Presidente, parliamo di cose serie, ovvero dell'articolo 76 della Costituzione che recita: «L'esercizio della funzione legislativa non può essere delegato al Governo se non con determinazione di principi e criteri direttivi». È la Costituzione, colleghi, a ordinare che il Parlamento deleghi al Governo una materia su cui legiferare. La delega non deve mai essere data in bianco. Ancora una volta, in quest'Aula la Costituzione, per questa maggioranza, è carta straccia. (Applausi dal Gruppo LN-Aut).

Il nostro Presidente del Consiglio - ahimè, bisogna anche parlare di lui - come molti italiani non sa cosa è contenuto in questo documento. Oggi era a Milano e, intervistato mentre era in gita (perché noi eravamo qui a lavorare mentre lui era in gita a incontrare le pallavoliste e a parlare di Mila e Shiro, a dare consigli su come si vincono i mondiali di pallavolo... e noi qui a lavorare), il presidente Fonzi e ha dichiarato che questo provvedimento porterà 83.000 posti di lavoro in più; 83.000 è meglio di zero, ma parliamo di 83.000 posti di lavoro. Noi, colleghi, siamo qui da giorni a fare tutto questo casino per 83.000 posti di lavoro! Ma il Presidente del Consiglio non lo sa che in Italia ci sono milioni di disoccupati, e noi siamo qui a parlare di 83.000 persone? Il Presidente del Consiglio non sa che ci sono esodati, precari, persone che aspettano un rilancio dell'economia? Il problema è che il buon Renzi non conosce parole come lavoro e disoccupazione. Non le conosce.

Una delega spot da vendere agli italiani riducendo gli argomenti ad articolo 18 e TFR, come se bisognasse distinguere tra Mazzola e Rivera. E tutto il resto? Gli ammortizzatori sociali? Il riordino delle forme contrattuali? La detrazione per i coniugi a carico? Colleghi, vogliamo parlare di cose concrete, di quello che ci dovrebbe essere realmente in una riforma del lavoro? Vogliamo rilanciare il lavoro? Ma se lo vogliamo rilanciare davvero, lo facciamo a costo zero creando solo una valanga di nuovi precari per far contenta l'Europa e le multinazionali? Come si può rilanciare il lavoro senza spendere nemmeno un euro? A nostro parere non si può. Quindi, se non ci sono soldi, se non ci sono progetti, il risultato è uno spot da vendere in Europa e a chi è disperato e magari riesce ad attaccarsi ancora a queste promesse.

Tagliare il cuneo fiscale, abolire la legge Fornero, usare i miliardi sprecati con l'operazione Mare nostrum per sostenere imprese e lavoratori (Applausi dal Gruppo LN-Aut), sburocratizzazione, abolire gli studi di settore e una tassa unica al 20 per cento; queste sono le priorità della Lega che Renzi non ha voluto ascoltare, tutto preso a fare il turista alla sede di Twitter (dove si poteva fare la foto con dietro l'uccellino), e a prendere ordini dal signor Marchionne (Applausi dal Gruppo LN-Aut), italiano, residente in Svizzera per non pagare le tasse, e con una sede aziendale in Inghilterra dove paga il 20 per cento di tasse. (Applausi dal Gruppo Misto-SEL).

Poi il signor Marchionne viene a fare il fenomeno e a raccontarci come bisogna gestire l'Italia e come bisogna gestire le aziende, mentre noi siamo qui a morire per le solite «renzate». (Applausi dal Gruppo LN-Aut).

Le nostre proposte arrivano, invece, da un confronto quotidiano con gli artigiani, gli operai, i piccoli imprenditori, la spina dorsale sempre più debole di un Paese fallito, che sa imporre ma non sa concedere nulla.

Un Governo che gioca con i sindacati, vergognosa anche questa cosa. Come ha detto anche chi è intervenuto prima di me, in altri tempi avremmo assistito a scontri di piazza e scioperi, avremmo visto i centri sociali in piazza con le facce mascherate; ne avremmo viste di ogni sorta, in altri momenti. Ora vediamo le scaramucce da salotto, di quelli che lui chiama i professionisti della tartina. I sindacati, signor Renzi, sono diventati quelli da scaramucce della tartina, servi del padrone, che non rappresentano più i lavoratori. Servi del padrone! (Applausi dai Gruppi LN-Aut e M5S).

Il metodo a cui siamo arrivati: 8 agosto, finta riforma del Senato; 8 ottobre, finta riforma del lavoro (Applausi dal Gruppo LN-Aut). Ebbene, 8 e 8 fa 88 e, visto che il signor Renzi ha a che fare spesso con i colleghi tedeschi, si faccia spiegare cosa rappresentava nel 1933 il numero 88. Stessa metodologia, stesso obiettivo.

La delega era di competenza delle Camere, che invece ora ricevono dal Governo un documento diverso da quello trattato in Commissione e in Aula, sul quale votano la fiducia: è veramente un'azione diabolica. La debolezza della politica di fronte ad un uomo solo al comando, che dice tutto e il contrario di tutto, imbarazzante, senza un progetto e senza risultati. Mi ricorda personalmente alcuni personaggi che giravano in Europa all'inizio del Novecento.

Pensavate di prenderci in giro con la storia dell'articolo 18. Pensavate di illudere gli italiani con il TFR, ma, dopo la bufala degli 80 euro, colleghi, al posto degli applausi il Governo si è preso le uova. (Applausi dai Gruppi LN-Aut, Misto-MovX e della senatrice Gambaro).

Siete qui a chiederci la fiducia. Volete la fiducia? La nostra fiducia? Come possiamo darvi fiducia? A voi?

CIRINNÀ (PD). Ma chi te l'ha chiesta?

CENTINAIO (LN-Aut). La settimana scorsa in Conferenza dei Capigruppo ci avete garantito che non avreste chiesto la fiducia. Ma che valore ha la vostra parola? Dopo una settimana siete qui a chiederla.

Perché dobbiamo fidarci di un Premier che fa di tutto per farsi odiare dagli italiani: ormai litiga con tutti pur di andare a casa e andare ad elezioni. Perché fidarci sapendo che questa è una riforma fuffa, che non serve a nessuno?

Signor Presidente, ho quasi finito. Sarò onesto fino in fondo. Noi siamo persone serie, siamo 15 senatori che sanno cosa vuol dire lavorare, che hanno visto la fabbrica, i campi, il precariato, lo sfruttamento e, in alcuni casi, anche il licenziamento; siamo 15 persone che, con i sacrifici, hanno vissuto sconfitte e vittorie sul lavoro e non ci facciamo prendere in giro da nessuno, in particolar modo da un Governo e da un Presidente del Consiglio che non sanno decifrare le parole «lavoro», «precariato», «sacrifici» e «disoccupazione». (Applausi dai Gruppi LN-Aut e Misto- MovX).

Un Presidente del Consiglio che non ha mai lavorato, che non ha mai sostenuto un colloquio, che non sa neanche scrivere un curriculum vitae, perché ha mai dovuto partecipare ad un colloquio, che non sa neanche l'inglese; è come un ciarlatano che si inventa chirurgo e io, signor Presidente, nel momento in cui mi devo far curare da qualcuno, ho paura se questo qualcuno non sa cosa deve fare.

Signor Presidente, la nostra vita, la vita degli italiani, non può essere nelle mani di un incompetente. (Applausi dai Gruppi LN-Aut, M5S e Misto-MovX e della senatrice Gambaro. Congratulazioni).