Legislatura 17ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 327 del 08/10/2014

SANTINI (PD). Signora Presidente, onorevoli colleghi, contrariamente a molti interventi che abbiamo ascoltato, ritengo che questa sia una delega - e quindi anche un voto di fiducia - che debba essere votata per motivazioni di cui portiamo una forte convinzione, che cercherò brevemente di illustrare.

Innanzitutto, credo che a questa delega non debbano essere chieste cose che questa delega non può fare. In molte argomentazioni abbiamo rilevato che c'è quasi il gusto di mettere in relazione la gravità della situazione occupazionale con il fatto che una legge sul lavoro dovrebbe, per suo automatismo, risolvere questo problema. Lo sappiamo bene, anche se ce ne dimentichiamo, che i problemi del lavoro e dell'occupazione si risolveranno con una nuova politica economica che sappia affrontare, nelle difficoltà e nei vincoli che abbiamo, il tema della crescita e del rilancio delle politiche manifatturiere, il tema dei costi infrastrutturali dell'energia e il tema delle condizioni per attrarre nuovi investimenti.

Questo non è un mondo separato, è un mondo che, attraverso provvedimenti governativi già attuati negli scorsi mesi ed in corso di attuazione, nonché con la imminente legge di stabilità troverà una definizione precisa.

Penso al rilancio della domanda interna rendendo strutturali gli 80 euro, penso al rilancio degli investimenti detassando ulteriormente gli stessi per le imprese piccole e grandi, penso agli interventi per dare nuovo impulso all'economia che verranno realizzati con gli ecoincentivi, con il pagamento dei debiti della pubblica amministrazione e con tutte le altre misure di rilancio, come la garanzia sugli investimenti. A questa delega quindi non si può chiedere quello che si farà con altri interventi.

Il motivo per cui invece sostengo il voto favorevole alla delega è che semplicemente leggendola, colleghi, non si può non convenire sul fatto che questa sia una delega che parla in modo dettagliato di misure che dovranno servire a facilitare, ad aiutare, a promuovere il lavoro.

Invito i colleghi a leggerla bene: si tratta di una delega che apertamente e dichiaratamente affronta le principali criticità del nostro mercato del lavoro e che cerca di delineare strade che possano fornire risposte. (Commenti della senatrice Lezzi, che si rivolge al senatore Santangelo. Richiami della Presidente). Porterò solo alcuni esempi (invitando tutti all'ascolto), sui quali credo sia giusto che il Parlamento si impegni, ritenendo che ci sia la capacità di realizzare gli obiettivi che la delega definisce.

In questa delega - contrariamente alla vulgata che ne viene fatta da chi la vuol criticare, in modo assolutamente legittimo - si parla esplicitamente di rendere più forti le tutele per le situazioni di difficoltà del mercato del lavoro. Ci sono i primi commi, nei quali in modo dettagliato - si arriva varie volte alla lettera «h» dell'alfabeto per ogni singolo punto: più dettagliato di così credo sia difficile - si delineano i principi fondamentali di quali saranno gli interventi per razionalizzare la cassa integrazione, per estenderla, in costanza di rapporto di lavoro, a chi oggi non ce l'ha. Vogliamo fare un numero? Oggi, su 14 milioni di lavoratori attivi e dipendenti, godono della cassa integrazione in via ordinaria solo 5 milioni di lavoratori. Ce ne sono almeno altri 9 milioni per i quali non c'è questo strumento, tant'è che abbiamo dovuto inventare in piena emergenza la cassa integrazione in deroga, come tutti sappiamo. Nel disegno di legge in esame si dice nero su bianco che i fondi di solidarietà, previsti peraltro in modo un po' velleitario dalla Fornero, debbono essere attivati. Questo è obiettivo specifico di questa delega e su questo verranno impegnate risorse.

Vogliamo fare un altro esempio? L'indennità di disoccupazione, come sappiamo, oggi non coinvolge oltre un milione di persone: i lavoratori parasubordinati, i giovani che non hanno due anni di anzianità di servizio e svariate altre categorie. Nel provvedimento in esame si dice esplicitamente che tale indennità deve essere estesa nei confronti di tutte queste categorie, quindi mi pare sia un obiettivo esplicito. E siccome giustamente il dibattito della Commissione ha posto il problema che tutto ciò costa e che occorre aggiungere le risorse necessarie, alla fine della delega c'è un riferimento preciso al fatto che, contrariamente all'inizio della discussione, tale estensione dovrà avvenire eventualmente stanziando nuove risorse da coprire con adeguati strumenti legislativi. Mi pare tutto molto chiaro e preciso.

E continuo rivolgendomi a chi ha ironizzato sulla maternità.

DI BIAGIO (PI). Bravo!

SANTINI (PD). Mi pare sia scritto in modo chiaro - e non occorre essere tecnici per capirlo - che la maternità con questa legge delega dovrà essere estesa a tutte le donne che lavorano, anche nel caso malaugurato, che purtroppo si verifica, in cui il datore di lavoro o il contratto di lavoro abbiano previsto che non vengano versati i contributi. Sta scritto in modo dettagliato e chiaro. Siamo sempre nell'ordine di decine, di centinaia, di migliaia, di milioni di persone che vengono interessate.

Allora, quando si parla di orientamento di una delega, quando si parla di un intervento che è contro il lavoro e la dignità, credo di poter dire invece in maniera molto netta che questo è, al contrario, un percorso che valorizza la dignità del lavoro e dà le risposte che oggi purtroppo, per mille motivi, non siamo ancora riusciti a dare in questo Paese. Questo diventa allora, al tempo stesso, un modo per dire che questa è la direzione giusta, ma anche per impegnarci a realizzarla.

Infine, nessuno ha parlato di un altro aspetto. Si disprezza tanto tutta la parte procedurale della delega, che è anch'essa molto dettagliata (Agenzia nazionale, semplificazioni, agenzie di ricollocazione), ignorando che il problema principale che abbiamo in questo momento, al di là delle migliaia di giovani che non trovano il lavoro, sono le 500.000 persone che hanno perso il lavoro e che devono rientrare. In questa delega si dice allora con chiarezza, mutuando anche alcuni modelli europei che funzionano, che queste agenzie del lavoro debbono ricollocare le persone con forme di incentivazione responsabile e misurabile, ed a questo servono gli ammortizzatori.

Credo che sotto molti profili sia necessario impegnare il Governo a realizzare in maniera seria questa delega, che va nella direzione di avere un mercato del lavoro che sia più inclusivo e maggiormente dalla parte della promozione del lavoro.

L'ultimo punto sul quale voglio soffermarmi riguarda il tema dei rapporti di lavoro. Anche da questo punto di vista vorrei invitare davvero tutti a leggere la delega per capirne la vera ratio. Si parla esplicitamente di semplificazione, di codice semplificato; si dice che c'è una gerarchia nei rapporti di lavoro; c'è un capitolo, che è stato giustamente inserito anche nel maxiemendamento del Governo, nel quale si dice che va promosso come contratto prevalente il contratto a tempo indeterminato. Questa non può essere solo un'aspirazione, perché oggi purtroppo il problema esiste.

Vedete, a chi parlava di libertà di licenziare, possiamo dire che purtroppo oggi c'è la libertà di licenziare, incorporata già nell'80 per cento dei nuovi contratti di assunzione che vengono stipulati, perché sono tutti contratti temporanei, tutti contratti che prevedono già la totale libertà di licenziare.

PRESIDENTE. Senatore Santini, la invito a concludere.

SANTINI (PD). Ho finito, Presidente.

Il problema non è quello di affermare dei principi astratti secondo i quali c'è un contratto, ma quello di capire come si può realizzare seriamente in questo contesto un nuovo tipo di contratto a tempo indeterminato che, modulando in modo crescente le tutele, possa essere attrattivo per le imprese ed andare a sostituire quelle forme contrattuali che oggi sono tanto temporanee e tanto poco retribuite e contribuite, così da fare in modo di avere una risposta.

Su questo, leggendo il testo che il ministro Poletti poi ha consegnato, mi pare che ci siano oggi anche delle precise disposizioni e dei precisi impegni - chiamateli come volete - in cui si dice che il tema dell'articolo 18 - che è diventato ormai l'unico tema - troverà non una cancellazione, ma una rimodulazione, che sostanzialmente va nella direzione di una maggiore chiarezza per le imprese e di una maggiore certezza e tutela delle persone e credo che questo sia un obiettivo importante.

PRESIDENTE. Senatore, la invito nuovamente a concludere. Il tempo a sua disposizione è terminato.

SANTINI (PD). Allora, concludendo, la delega a nostro avviso va approvata e ben esercitata. Proprio in questi giorni abbiamo l'esempio della delega fiscale, che viene esercitata in maniera molto seria, in rapporto con le Commissioni parlamentari. Possiamo dire che anche per la delega sul lavoro... (Il microfono si disattiva automaticamente. Applausi dai Gruppi PD e PI e del senatore Ichino).