Legislatura 17ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 327 del 08/10/2014

GIARRUSSO (M5S). Caro collega Barozzino, non sono d'accordo: a otto milioni di lavoratori non resteranno solo le preghiere e le suppliche. La rabbia e la disperazione di otto milioni di persone si abbatteranno su questo Paese e su queste Aule vuote, sorde e cieche, perché a questo ci porteranno queste politiche: a un nuovo confronto nelle piazze, visto che queste Aule sono sorde e cieche alla voce dei lavoratori.

È questo il lucido disegno che viene perpetrato in questa maniera indegna, con alcune centinaia di senatori che voteranno una norma che nemmeno conoscono, mettendo le vite di milioni di cittadini senza colpa nelle mani di un prepotente, perché solo così possiamo definirlo, di un arrogante che fa il Presidente del Consiglio, senza aver lavorato un giorno della sua vita, disprezzando i lavoratori ed impedendo questo dibattito!

Si confronterà - senatore Barozzino - con i lavoratori di questo Paese perché, se io fossi un lavoratore dipendente fuori da quest'Aula, domani mattina incrocerei le braccia, dovunque, in qualunque luogo di lavoro, già domani, prima che sia troppo tardi.

Questo avverrà. Si tratta infatti di politiche suicide, che sappiamo da chi sono dettate, perché conosciamo bene i circoli di Michael Ledeen, dell'ultradestra americana più fascista dei fascisti: sappiamo bene che cosa portano i fautori delle guerre civili in Sudamerica e delle guerre in Medio Oriente. A questo porterà questa scellerata fiducia e il fatto di consegnare il destino di milioni di persone a scatola chiusa ad un'irresponsabile. Solo così si può definire uno che non ha a cuore il nostro Paese, perché se lo avesse a cuore tutelerebbe le donne e gli uomini che lo mandano avanti, invece di consegnarli al grande capitale straniero, come sta facendo. Guarderebbe sì all'Europa, ma a un'Europa che tutela il proprio tesoro, vale a dire la forza lavoro e i cittadini che mandano avanti il Paese: questa è l'Europa cui si deve guardare. E invece no, si guarda ai Paesi del Terzo mondo: questa mattina ho detto che si guarda al Marocco e alla Tunisia; no, questi guardano alla Cina, ed è così che ci vogliono ridurre, come la Cina: pochi privilegiati e milioni di schiavi. (Applausi dal Gruppo M5S).

Questo non accadrà impunemente, e mi rivolgo in particolare al senatore Barani, che vedo ridere: ridi Barani, anche se, quando ti troverai di fronte milioni di persone che avranno capito di che cosa hai contribuito a derubarli, ti passerà quella risata, passerà a tutti la risata. Purtroppo siamo tutti su questa barca; è il nostro Paese che state devastando; non lo farete con la nostra complicità. Noi qui combatteremo fino all'ultimo e non ce ne andremo in silenzio. (Applausi dai Gruppi M5S e Misto-SEL).

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Malan. Ne ha facoltà.