Legislatura 17ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 327 del 08/10/2014
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DE CRISTOFARO (Misto-SEL). Signora Presidente, la fiducia al Governo Renzi non gliela daremo e, se è possibile, non lo faremo in maniera ancora più convinta di quanto abbiamo fatto nel corso di tutti questi mesi per ragioni di fondo e di merito naturalmente, e per un'opposizione e un dissenso molto forte, che peraltro non comincia e non finisce stasera e che, per quanto riguarda noi, il mio partito, Sinistra Ecologia e Libertà, continuerà nei giorni che verranno in piazza, il 25 ottobre, e nelle tante manifestazioni e iniziative che promuoveremo in giro per l'Italia, assieme al sindacato della CGIL, alla FIOM e a chi, come noi, contesta radicalmente questa riforma.
Non voteremo la fiducia anche per tante altre ragioni che sono state richiamate nel corso della discussione di stasera. Si tratta di ragioni istituzionali: come abbiamo detto, viene annunciata una modifica dell'articolo 18 con i decreti legislativi in totale assenza di oggetto, principi e criteri direttivi nell'articolato della legge delega. Sicuramente si compie, a nostro avviso, una violazione molto grave dell'articolo 75 della Costituzione.
Si mette finanche in campo - lasciatemelo dire così - una sorta di vero e proprio ricatto politico. Vorrei dire al Presidente del Consiglio che lui non saprà mai se questo Senato, che fra qualche ora gli voterà la fiducia, sarà davvero d'accordo con lui e se questa fiducia gliela voterà perché il Presidente del Consiglio ha convinto questo Senato, oppure gliela voterà per altre ragioni: perché non si deve far cadere un Governo, perché prevale il senso di responsabilità, perché c'è un meccanismo politico differente da quello che prevede semplicemente di dover analizzare nel merito quello che stiamo discutendo.
E allora credo che un utilizzo di questo genere di questo meccanismo sia davvero il segno dei tempi (lasciatemelo dire così), che vede, come già accaduto molte volte nel corso di questi mesi, una maggioranza politica all'interno della quale evidentemente convivono anche delle sensibilità diverse, e una scelta precisa, molto netta da questo punto di vista del Presidente del Consiglio di imboccare una strada inedita rispetto alla storia degli anni passati.
Naturalmente poi mi piacerebbe sapere dal Presidente del Consiglio, e glielo chiedo tramite lei, signora Presidente, per quale strana ragione i professori che si occupano delle riforme costituzionali vengono derisi, vengono chiamati «professoroni» e vengono ascoltati poco, com'è successo nel corso dei mesi passati. Non piacciono, al Presidente del Consiglio, quei professori e non piace quella forma di dissenso. Piacciono invece gli ideologi che, nel corso di tutti questi anni, sono stati i principali responsabili del fatto che in questo Paese si è affermata una precarizzazione del mercato del lavoro senza precedenti; sono quelli ai quali il Presidente del Consiglio si ispira e che oggi applaudono con forza il Presidente del Consiglio. Insomma, c'è qualcosa che non quadra in questa vicenda così come viene rappresentata.
Non quadra nemmeno il fatto, perché è troppo comodo e troppo facile, che oggi il Presidente del Consiglio si ponga come se fosse in discontinuità rispetto a quello che è accaduto nel corso di questi anni. Io ho partecipato a tantissime manifestazioni contro la precarietà nel corso di questi anni, ho combattuto qualche volta finanche in solitudine la precarietà all'interno di questo Paese e non me lo ricordo, il Presidente del Consiglio attuale, a fianco a me a combattere la precarietà. (Applausi dai Gruppi Misto-SEL e LN-Aut).
E non ricordo nemmeno quelli che sono stati appunto gli ideologi di fondo, che hanno determinato il fatto che in questo Paese fosse spacciata una sorta di pensiero unico. Ero un ragazzino quando veniva spacciata questa fandonia secondo la quale la flessibilità avrebbe reso più semplice e più dinamico il mercato del lavoro e l'ho visto con i miei occhi come quella flessibilità presunta si trasformava, giorno dopo giorno, in precarietà e come le leggi venivano costruite, purtroppo anche con grandi responsabilità del centrosinistra, quando per esempio si varava il pacchetto Treu, quando per esempio non ci si opponeva come bisognava invece fare ad una legge profondamente sbagliata come la legge n. 30. Ho visto, nel corso di tutti questi anni, la precarietà diventare la condizione generale di una generazione.
E allora trovo davvero troppo comodo che oggi qui il Ministro si chieda, nell'intervento che ha svolto questa mattina, chissà com'è successo, come è arrivata la precarietà, cosa è accaduto nel corso di questi anni. Ma come, cosa è accaduto nel corso di questi anni? È accaduto esattamente che non si è avuta la forza politica, culturale e sociale di mettere in campo una risposta di fondo e che ai soloni della modernità, che ci hanno raccontato le loro fandonie e che hanno messo in ginocchio questo Paese e soprattutto una generazione, non si è avuto il coraggio di dire, e ancora una volta non si ha il coraggio di dire, che le loro idee, la loro ideologia non avrebbe portato da nessuna parte! Siete voi quegli ideologici che non hanno voluto vedere cosa accadeva in Italia nel corso di questi anni!
Mi piacerebbe davvero sapere cosa è successo e mi piacerebbe sapere ancora oggi che tipo di ragionamento viene fatto. Ma insomma: davvero qualcuno può ancora credere a questa vicenda che viene raccontata, secondo la quale si può combattere la precarietà non, come dovrebbe essere evidente e normale, allargando i diritti, ma invece riducendoli e immettendo finanche un meccanismo perverso di guerra tra poveri che mette contro chi il lavoro ce l'ha e magari lavora in fabbrica e lo fa in condizioni di grande difficoltà e il giovane precario che ha difficoltà anche semplicemente ad entrare nel mercato del lavoro?
PRESIDENTE. Senatore, la invito a concludere.
DE CRISTOFARO (Misto-SEL). Sto terminando, signora Presidente.
Io non posso credere a questa ennesima narrazione propagandistica che viene raccontata sulla pelle di questo Paese! Ho già visto questo film, questo spettacolo un mese fa, quando abbiamo parlato di riforma costituzionale, lo vedo un'altra volta oggi. Penso però che sempre di più si stia capendo che questa che ci viene raccontata è una propaganda molto pericolosa per l'Italia. Noi ci opporremo con grande forza a quello che ci viene raccontato nel corso di queste ore. (Applausi dal Gruppo Misto-SEL e del senatore Vacciano).
PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Taverna. Ne ha facoltà.