Legislatura 17ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 327 del 08/10/2014

CANDIANI (LN-Aut). Signora Presidente, siamo giunti al dunque, all'atto finale di questo provvedimento che viene sottoposto all'ennesima fiducia. Certamente, nell'andare ad approfondirne il contenuto, non si può che menzionare quanto è avvenuto in queste ore e nella giornata che precede.

Una discussione falsa perché appoggiata su un provvedimento che non è più quello che stiamo votando, con una chiara volontà di far recitare una parte - in questo caso ad uno dei rami del Parlamento, al Senato - indifferente rispetto al contenuto del provvedimento di legge, che a questo punto appare ovviamente orientato non a risolvere i problemi legati alla flessibilità nel mondo del lavoro piuttosto che, come noi diciamo, a creare opportunità di posti di lavoro o ad alleggerire l'economia da un costo del lavoro troppo elevato, ma è un provvedimento totalmente orientato solamente all'apparire. Questa è la filosofia che ha caratterizzato la gestazione di questo maxiemendamento presentato dal Governo solamente oggi pomeriggio, che, ribadisco, con estremo disprezzo nei confronti del lavoro parlamentare che ciascuno di noi deve fare rappresentando i cittadini, ci viene chiesto questa sera di votare.

La domanda che vorrei rivolgere ai componenti della maggioranza che sostengono il Governo e che dovranno passare là sotto, tra poco, e dire sì o no rispetto alla fiducia è molto semplice: avete letto quello che c'è scritto nella proposta del Governo? Conoscete il contenuto della delega? Avete avuto modo di confrontarvi con chi vi ha eletto? Avete avuto modo di conoscere voi stessi il contenuto di questo disegno di legge che viene trasformato in articolo unico, con una serie di commi, con una delega enorme? Credo di no e non è difficile rispondere a questa domanda perché il testo è stato presentato solamente poche ore fa e non c'è stata alcuna possibilità di andarlo a verificare in alcuno dei modi che dicevo precedentemente; forse anche in Commissione.

Presidente, leggerò solamente un esempio, il contenuto del comma 5 di questo nuovo progetto di legge che recita: «Allo scopo di conseguire obiettivi di semplificazione e razionalizzazione delle procedure di costituzione e gestione dei rapporti di lavoro nonché in materia di igiene e sicurezza sul lavoro, il Governo è delegato ad adottare, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione, uno o più decreti legislativi contenenti disposizioni di semplificazione e razionalizzazione delle procedure e degli adempimenti a carico di cittadini e imprese». Non c'è scritta nessuna cosa che possa essere tradotta domattina, come i cittadini si aspettano, in benefici per chi lavora e per le imprese o in segnali credibili per il mercato.

Tutto questo dice semplicemente che il Governo vuole una delega in bianco sulla quale pone una fiducia per fare qualcosa che non si sa cosa sarà. Ciò è quanto di più lontano vi sia rispetto all'esigenza di concretezza. Certamente questo risponde al disegno dell'apparire. Oggi sappiamo che a Milano c'è stata una conferenza importante a livello europeo, convocata dal presidente del Consiglio dei ministri Renzi, in funzione del suo ruolo di presidente di turno dell'Unione europea. È stata una messa in scena, gestita ad uso e consumo di una propaganda che consente di dire: «Mi hanno battuto sulla spalla i colleghi Merkel, Hollande e mi hanno detto "bravo". Anche Schulz mi ha detto "Bravo, vai avanti; stai sereno. Vai bene così; forza che l'Italia ce la fa"». Io mi preoccuperei ancora di più per queste pacche sulla spalla, perché ovviamente non sono di serenità, ma vengono da coloro che stanno attorno a questo Paese e non aspettano altro che l'Italia tracolli per cibarsi di quello che resta della nostra economia.

Noi non siamo per nulla contenti di questo provvedimento. Non abbiamo condiviso l'ideologia ad esso sottesa che lo ha allontanato dal bene reale del Paese. Lo scontro sull'articolo 18, Presidente, è quanto mai lontano dalla realtà.

PRESIDENTE. La invito a concludere, senatore.

CANDIANI (LN-Aut). Quello che è avvenuto qui dentro è un'ulteriore forzatura delle prassi parlamentari, che non darà giustizia ai cittadini che hanno desidero di lavoro e di occupazione, di cui si sente bisogno. (Applausi dal Gruppo LN-Aut e del senatore Petrocelli).

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore De Cristofaro. Ne ha facoltà.