Legislatura 17ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 326 del 08/10/2014

SACCONI, relatore. Signor Presidente, signori rappresentanti del Governo, care colleghe e cari colleghi, credo possa ritenersi che la discussione sia stata davvero ampia, anche se caratterizzata da molti pregiudizi, alcuni dei quali tesi a sopravvalutare le potenzialità negative delle disposizioni che saranno precisate con i decreti delegati in relazione ai diritti e alle tutele nel lavoro; altri invece rivolti alla sottovalutazione delle potenzialità positive che questa riforma potrà generare.

Non posso non rilevare la significativa assenza nel dibattito di un partito importante, Forza Italia, del quale non ha preso la parola nessun esponente. Mi auguro che questo silenzio voglia preludere ad un atteggiamento costruttivo e non ad una distratta considerazione di quanto stiamo facendo.

Voglio anche sottolineare le molte orgogliose rivendicazioni del metodo e dei contenuti propri della tradizione riformista da parte di molte senatrici e molti senatori, in modo particolare di quelle senatrici e di quei senatori che appartengono alla Commissione lavoro. Cito per tutte e per tutti la senatrice Parente, intervenuta poco fa. I riformismi, quello della senatrice Parente e del senatore Pagano ma come ho detto anche quello di molti altri si sono incontrati emblematicamente in questo provvedimento, che ci auguriamo possa determinare più lavoro e migliore lavoro in un contesto di crescita della nostra economia reale.

Farò pochissime osservazioni, che rimetto in modo particolare al Governo, tese a rafforzare quella coniugazione di flessibilità e sicurezza che è sempre stata l'ambizione delle riforme di questi anni, anche di Governi sostenuti da maggioranze di segno diverso.

In questo ambito colloco l'auspicio che ogni economia rinvenibile nell'ambito dell'esercizio delle deleghe sia destinata a rafforzare gli ammortizzatori sociali, auspicando peraltro che la legge di stabilità, come più volte osservato, possa destinare risorse aggiuntive dedicate in modo particolare all'universalizzazione dei sussidi, ancorché su base assicurativa.

Inoltre, colloco l'auspicio che si possa produrre una robusta convergenza delle politiche attive delle Regioni, che oggi sono invece caratterizzate da fortissima dispersione e incongruenza degli interventi.

Auspico però che la riforma costituzionale, ora all'esame della Camera, possa disegnare un federalismo a geometria variabile, fatto di Regioni o Province autonome, come quella meritevole di Bolzano, capaci di confermare e consolidare poteri anche con riferimento alle politiche attive del lavoro, mentre auspico che la competenza primaria in materia di lavoro e formazione possa ritornare allo Stato, dopo le disastrose esperienze della maggior parte del territorio nazionale.

Credo sia doveroso accogliere l'invito, venuto da molti interventi, di promuovere il contratto a tempo indeterminato tanto con abbattimento di oneri diretti e indiretti sul lavoro quanto con regole semplici e certe, riferite soprattutto alla materia dei licenziamenti, in modo che non vi sia, ancora una volta, consegna di potere discrezionale al giudice, con l'effetto di ridurre la propensione ad assumere che noi invece vogliamo incoraggiare, soprattutto quando si rivolge al contratto a tempo indeterminato.

La doverosa revisione delle tipologie contrattuali - io stesso nella relazione ho auspicato il superamento della strana esperienza delle collaborazioni coordinate e continuative - si deve anche coniugare con la possibilità di modificare la regolazione di quelle che sopravvivranno in modo che risulti più semplice e più certa. Il mercato beve, utilizza, ciò che appunto si caratterizza per regolazione semplice, certa e certamente applicata dagli interpreti, dalle funzioni ispettive come da quella giurisprudenziale.

Le esigenze delle imprese devono coniugarsi con quelle del lavoratore in termini di tutela della dignità e della professionalità. Questo vale in particolare per gli articoli 4 e 13 dello Statuto dei lavoratori (dell'articolo 18 abbiamo già detto poco fa). Per quanto riguarda in modo particolare le mansioni, è bene che, accanto a regole certe sul modo di adeguare le mansioni alle riorganizzazioni produttive, vi sia un riconoscimento della capacità della contrattazione aziendale di effettuare ulteriori modi con cui il datore di lavoro e il lavoratore si adattano reciprocamente in relazione ad obiettivi comuni.

Il senatore Berger e poco fa anche la senatrice Parente e molti altri hanno indicato le potenzialità della contrattazione di prossimità, che in altra sede e con altri strumenti avremo il dovere di promuovere, quanto più riportando anche ad incentivazione adeguata quel salario che viene deciso nell'ambito di una contrattazione che potremmo definire di per sé virtuosa, perché consente di collegare il reddito alla maggiore produttività e così permette di far crescere il reddito lì dove le condizioni d'impresa lo consentono, evitando quell'appiattimento che ha spesso mortificato i redditi sulla base di una invasiva contrattazione centralizzata.

Infine (perché no?) una sottolineatura circa una maggiore diffusione dei voucher. Dicevo nella relazione che ci dobbiamo preoccupare delle aree del Paese e dei settori nei quali i voucher non vengono utilizzati, più che dei luoghi in cui vengono utilizzati, perché pochi sono ancora i luoghi di utilizzo, molto complicate le modalità ed è bene che la maggiore diffusione si coniughi con una maggiore tracciabilità, in modo da monitorare l'evolversi di quei rapporti di lavoro, di quelle prestazioni così semplicemente definite.

Mi sia consentito un ringraziamento specifico alla collega Spilabotte, la vice presidente della Commissione che ha seguito con continuità quanto me tutto il dibattito. Ho apprezzato il suo intervento.

Ora il nostro compito è di fare presto e bene; presto perché, nella misura in cui siamo convinti della necessità di queste norme, dobbiamo fare presto nell'approvare la delega e fare prestissimo nel consentire al Parlamento di esaminare quei decreti delegati nei quali certamente si potranno nascondere - come sempre nei dettagli - angeli e demoni. Confido però che saranno presenti gli angeli del rinnovamento di una legislazione del lavoro che vogliamo corrispondente agli straordinari cambiamenti che stiamo vivendo in funzione, come dicevo, di more and better job, come dicono in Europa: di più lavoro e di migliore lavoro per tutti. (Applausi dal Gruppo NCD e dei senatori Marcucci e Mauro).

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo.