Legislatura 17ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 326 del 08/10/2014
Azioni disponibili
Interrogazioni
PUPPATO - Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, dell'istruzione, dell'università e della ricerca e dell'economia e delle finanze - Premesso che:
come riportato da alcuni quotidiani, tra cui "Il Sole-24 ore", e riviste di divulgazione scientifica quali "Il Foglietto della ricerca" e "Quotidiano Energia", dal verbale della riunione del collegio dei revisori dei conti dell'Istituto nazionale geofisica e vulcanologia (INGV), trasmesso al Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca con protocollo INGV n. 0015303 del 9 settembre 2014, risulterebbe che, stanti le note del responsabile del piano anticorruzione, "la quasi totalità dei membri del CdA sia incompatibile";
risulta all'interrogante che alla divulgazione del verbale ha fatto seguito un comunicato dell'Associazione nazionale professionale per la ricerca (ANPRI), a firma della dottoressa Fedora Quattrocchi (rappresentante dell'associazione presso l'INGV) che segnala anomalie e poca trasparenza nei criteri di scorrimento delle graduatorie per l'assunzione di nuovo personale a stralcio del piano assunzioni previste dal decreto-legge n. 104 del 2013, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 128 del 2013, e recante "Misure urgenti in materia di istruzione, università e ricerca";
in particolare, ANPRI denuncia, a proprio avviso, che si vogliano utilizzare criteri diversi per ciascuna graduatoria al fine di selezionare a monte taluni candidati, senza invece prevedere una strategia complessiva per l'istituto;
considerato inoltre che:
l'istituto è di primaria importanza per la sicurezza del Paese, vista la situazione sismica e vulcanologica della penisola soggetta a frequenti movimenti tellurici e a fenomeni vulcanici che hanno già prodotto una perdita netta di risorse e, soprattutto, di vite umane;
l'INGV è in una fase di ampliamento e potenziamento delle competenze, come previsto dal disegno di legge recante "Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell'uso eccessivo di risorse naturali" (Atto Camera 2093 collegato alla legge di stabilità 2014) in discussione alla Camera, nonché del personale, vista la previsione di stabilizzazione di 200 dipendenti precari entro il 2018 stabilita dalla citata legge n. 128 del 2013,
si chiede di sapere:
se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti con particolare riferimento ai contenuti del verbale del collegio dei revisori del 9 settembre 2014;
se non ritengano, per i rispettivi ambiti di competenza, di dover prontamente intervenire per chiarire i criteri di assunzione e stabilizzazione, nonché di scorrimento delle graduatorie, garantendo procedure trasparenti a tutti gli aspiranti;
se non ritengano altresì di valutare l'ipotesi di commissariare l'INGV, previo confronto con ANPRI e con le altre parti interessate, al fine di garantire una gestione fondata su criteri di trasparenza ed efficienza.
(3-01267)
NUGNES, MORONESE, CIOFFI, PUGLIA, PAGLINI, AIROLA, PETROCELLI, SERRA, CAPPELLETTI, GIROTTO, MANGILI, BERTOROTTA, CATALFO, LUCIDI, MORRA, SCIBONA, LEZZI, BUCCARELLA, FATTORI, BULGARELLI, CASTALDI - Ai Ministri dell'interno e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare - Premesso che:
in data 5 febbraio 2014 veniva definitivamente approvata dal Senato la legge n. 6 del 2014 (pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell'8 febbraio 2014, n. 32), di conversione del decreto-legge n. 136 del 2013, recante "Disposizioni urgenti dirette a fronteggiare emergenze ambientali e industriali ed a favorire lo sviluppo delle aree interessate";
tale decreto veniva annunciato dal Governo quale misura concreta e risolutiva per i gravi problemi che da oltre 30 anni devastano il territorio compreso tra Napoli e Caserta, contemplando le risorse per le bonifiche, lo screening sanitario, la mappatura dei suoli in funzione dell'interdizione alla produzione e commercializzazione di prodotti alimentari a rischio, la repressione delle opere di devastazione, disponendo all'uopo il dispiego di 800 unità di personale delle forze armate, atte ad impedire il perpetuarsi del fenomeno dei roghi tossici;
sul sito internet della Regione Campania dal novembre 2013 è attiva una sezione dove vengono raccolti i dati inerenti all'attività fino ad ora condotta nell'area. La sezione avrebbe lo scopo di dare trasparenza, più volte enunciata solo a parole, alle attività condotte, ma gli ultimi dati rinvenuti risalgono al lontano febbraio e marzo 2014;
sul portale "Prometeo" (il portale della lotta agli incendi dei rifiuti in Campania) della Prefettura di Napoli vi è un resoconto dettagliato delle attività di controllo svolte fino ad ora. Tuttavia la maggioranza dei dati raccolti riguarda cumuli di rifiuti per strada, pochi o nulli i controlli nelle aziende e quasi nessuna attività investigativa atta a rintracciare la filiera di smaltimento illecito di rifiuti post industriali, e quindi i responsabili, anche economicamente, della devastazione tuttora in atto su quei territori;
manca, inoltre, qualsiasi riferimento in merito a quali siano state le iniziative intraprese dopo l'identificazione dei luoghi degli illeciti, in particolare relativamente alla caratterizzazione, alla bonifica e al recupero delle spese di gestione a carico dei responsabili;
in data 11 marzo 2014 veniva pubblicato il primo decreto interministeriale con la classificazione dei terreni analizzati in 5 categorie di rischio. Si evidenziava, comunque, la necessità di effettuare ulteriori indagini analitiche dirette (suolo, matrici vegetali), con riferimento ai siti classificati ai livelli di rischio da 5 a 2;
a commento dei primi dati sullo stato dell'inquinamento dell'area, nella relazione scientifica elaborata da agenzie governative, università, enti scientifici si legge: "Allo stato dei risultati attuali e delle informazioni complessivamente disponibili non esistono elementi per definire a rischio il 98 per cento dei terreni sottoposti a mappatura nei 57 comuni identificati nella direttiva";
a giudizio degli interroganti tale affermazione tradisce la fallacia del dato annunciato. Non si afferma infatti che il 98 per cento delle aree sia sicuro, ma semplicemente che non esistono elementi per definire a rischio quel 98 per cento delle aree. Ancor più ingannevole appare il dato se si considera che il controllo è stato limitato solamente alle aree agricole, mentre è noto che il problema riguarda tutto il territorio e che il danno spesso, attraverso le falde acquifere ad esempio, si estende anche ad altre aree;
ad oggi agli interroganti non risulta condotta alcuna indagine sulle aree non agricole, ma potenzialmente a rischio, ad esclusione di quelle disposte negli anni dalla magistratura;
in data 11 marzo 2014 il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Martina dichiarava: "Grazie ai risultati della mappatura dei siti nei territori indicati dalla Direttiva interministeriale dello scorso 23 dicembre, abbiamo individuato le aree su cui dobbiamo intervenire. Con il decreto di oggi possiamo mettere in campo azioni incisive e nei prossimi 90 giorni provvederemo ad ulteriori accertamenti. Da subito bloccheremo la vendita dei prodotti ortofrutticoli dei terreni dei 51 siti che sono stati classificati a rischio. La nostra attenzione per questa terra rimane altissima e per questo giovedì sarò a Castel Volturno insieme al Corpo forestale dello Stato";
sebbene i cittadini campani avessero già dapprima denunciato insieme al Movimento 5 Stelle l'inefficienza del decreto all'atto dell'emanazione hanno avuto modo, in seguito, di constatare personalmente l'inefficacia delle azioni previste dal citato decreto-legge n. 136 sia sul fronte della prevenzione dei roghi tossici, numerosi e visibili ogni giorno, specialmente di notte (si ricorda che già dal novembre 2013 esiste in Campania un apposito commissario ai roghi tossici), sia per quanto riguarda il controllo del territorio, assolutamente insufficiente, considerato che si combatte contro interessi legati allo smaltimento illecito dei rifiuti che contano ingenti guadagni di diverse centinaia di milioni di euro;
in data 24 settembre 2014 è andata in onda una puntata della trasmissione "Le Iene" di Italia 1 sulla "Terra dei fuochi". In particolare l'inviata ha documentato la mancanza di ogni controllo sui terreni sequestrati, dove la coltivazione dei prodotti dovrebbe essere stata interdetta, ma in realtà continua insieme alla commercializzazione degli stessi; il divampare dei roghi tossici, che continuano indisturbati; l'assenza di una squadra investigativa che abbia portato alla luce la filiera criminale cui imputare il danno e su cui agire per fermare il disastro ancora in atto;
durante la trasmissione è stato detto testualmente che "non è stato fatto niente, la risposta politica è sempre insufficiente. Come la promessa di 850 militari per pattugliare le zone, ne sono arrivati solo 100 per controllare 96 Km quadrati. Gli addetti allo sversamento dei rifiuti hanno ormai capito che le ore notturne sono ideali per sversare, impossibili da individuare e con modalità diverse, non più con grossi e visibili camion. Le risposte sono state insufficienti: in sei mesi gli arresti in flagranza sono stati soltanto tre a fronte di 20 incendi al giorno",
si chiede di sapere:
se ai Ministri in indirizzo risulti quali corpi di polizia investigativa siano stati preposti alle indagini volte a rintracciare e bloccare la filiera di smaltimento illegale di rifiuti post industriali con l'obiettivo inderogabile di mettere fine agli sversamenti illeciti e ai roghi, e quanti uomini siano stati impiegati in tali azioni, quale sia il loro monte ore di attività e quali le attribuzioni di competenza;
quanti tecnici stiano operando al controllo del territorio, per quante ore e che tipo di controlli svolgano;
quanti siano i militari delle Forze armate impiegati sul territorio e che tipo di controllo stiano svolgendo ed abbiano svolto fino ad oggi, tenuto conto delle funzioni di agente di pubblica sicurezza loro attribuite dalla legge n. 6 del 2014;
se risulti che siano state ultimate le indagini dirette disposte con il decreto interministeriale dell'11 marzo 2014 la cui conclusione doveva avvenire entro i successivi 120 giorni ex art. 1, comma 6, del decreto-legge n. 136 del 2013;
per quale ragione, nonostante i roghi continuino ad essere un fenomeno quotidiano, gli arresti effettuati dalle forze dell'ordine per il reato di combustione illecita di rifiuti, di cui all'art. 3 del decreto-legge, siano stati, in quasi un anno, soltanto 2 nella provincia di Caserta e 2 nella provincia di Napoli, nonostante il dispiego di 800 unità di personale delle forze armate;
quali siano i successivi provvedimenti amministrativi e penali adottati verso i responsabili e quante procedure di bonifica siano state avviate fino ad oggi;
se risulti quali siano i motivi per cui non è stato ancora emanato il decreto ministeriale di cui all'art. 2-bis, comma 2, del decreto-legge n. 136 del 2013, che il Ministro dell'interno, in sede di presentazione della relazione sulle attività dell'alto comitato di vigilanza sulle grandi opere, in data 7 luglio 2014, affermava essere in fase di predisposizione, decreto che avrebbe dovuto provvedere all'istituzione del GIMBAI (gruppo interforze per il monitoraggio e le bonifiche delle aree inquinate), che dovrà operare in stretto raccordo con la sezione specializzata coordinando gli uffici già esistenti;
se ritengano la proposta, contenuta nella legge delega sul riordino della pubblica amministrazione, di riorganizzazione delle forze ambientali con suddivisione del Corpo forestale dello Stato nella Polizia ordinaria, una misura opportuna, tenuto conto della comune esigenza espressa dalla popolazione, dagli operatori tecnici, dalle forze dell'ordine e dalla magistratura di rafforzamento del controllo ambientale specializzato;
se ritengano che tale proposta sia in contrasto con il rafforzamento ed il riconoscimento più volte ribadito, anche nello stesso decreto-legge n. 136 del 2013 (art. 1, comma 6-septies), del ruolo fondamentale che attualmente sta svolgendo il Corpo forestale dello Stato nell'intercettazione dei reati ambientali essendo attribuibile a tale Corpo la scoperta del 50 per cento del totale dei reati ambientali sul territorio nazionale;
se, nei limiti delle proprie attribuzioni, intendano attivarsi presso la Regione Campania affinché siano accertate le iniziative assunte dalla stessa al riguardo, tenuto conto che il sito istituzionale è molto carente in informazione e che ai sensi dell'art. 4 del citato decreto-legge i reati riscontrati, anche in sede giudiziaria, devono essere comunicati alle amministrazioni locali per i provvedimenti opportuni a tutela della salute e dell'ambiente.
(3-01269)
CARDIELLO - Al Ministro della giustizia - Premesso che:
il minore gettito a favore dei Corpi di polizia è stato negli ultimi 5 anni pari a 4 miliardi di euro, e il comparto sicurezza ha perso, nel suo insieme, 32.000 lavoratori negli ultimi 3 anni;
la revisione della spesa pubblica è necessaria ma non deve comportare una diminuzione dei servizi per la collettività o causare disservizi, e, ad invarianza delle risorse pubbliche disponibili, deve permettere un'allocazione intelligente delle medesime sottraendole dove si verifichino sprechi;
un settore di particolare importanza per le ricadute che ha sull'intera collettività in termini sociali ed economici è l'amministrazione della giustizia, un settore della pubblica amministrazione dove un'eventuale diminuzione di risorse finanziarie per il funzionamento deve essere attentamente valutata per evitare il prodursi di disservizi, anche pericolosi per la sicurezza del Paese;
è notizia di sabato 4 ottobre 2014 che la revisione della spesa ha causato una situazione particolarmente grave all'amministrazione della giustizia nella provincia di Salerno: nello specifico ha provocato un ritardo di 4 ore, per mancanza di mezzi blindati, della traduzione di imputati e detenuti al Tribunale di Salerno per le previste udienze. Infatti, dei 20 mezzi in dotazione all'istituto penitenziario, soggetti peraltro a continue manutenzioni e revisioni, solo 4 risultano funzionanti;
se non sarà risolta tale situazione produrrà, inevitabilmente, un continuo ed inaccettabile rallentamento dei processi,
si chiede di sapere quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda adottare per garantire l'efficienza del sistema carcerario in provincia di Salerno, con particolare riguardo all'autoparco dell'istituto penitenziario funzionale alle traduzioni di imputati e detenuti al Tribunale di Salerno.
(3-01270)
MARTON, SANTANGELO - Al Ministro della difesa - Premesso che la 132a brigata corazzata "Ariete" è una delle più rappresentative delle forze armate della Repubblica italiana; ha partecipato infatti a diverse missioni internazionali: 1992 in Somalia; 1998-1999 in Bosnia; 1999-2002 in Kosovo; 2003-2005 in Iraq; 2007-2010 in Libano; 2011 in Iraq, dove tra l'altro a Baku, nel luglio dello stesso anno, ha perso la vita il caporal maggiore Gaetano Tuccillo;
considerato che:
il destino del battaglione logistico "Ariete", formato da circa 400 militari di stanza a Maniago (Pordenone), attualmente alloggiato insieme al 132° reggimento artiglieria "Ariete" all'interno della caserma Ettore Baldassare, risulta ancora incerto;
la chiusura del battaglione è stata annunciata già da un anno. Il Dipartimento impiego del personale dello Stato maggiore dell'esercito ha assicurato verbalmente la chiusura entro il mese di giugno 2014, per cui i militari si sono organizzati con le famiglie per il trasferimento e per alcuni si parla di trasferimento in caserme a 400 chilometri di distanza. Numerose sono le famiglie con minori che hanno esigenza di avere al più presto la certezza del trasferimento, in modo da poter iscrivere i propri figli a scuola;
considerato inoltre che nella risposta all'atto di sindacato ispettivo 5-02403 presentato alla Camera il 19 marzo 2014, fornita in IV Commissione permanente (Difesa) il 20 marzo 2014, il sottosegretario di Stato per la difesa Gioacchino Alfano aveva specificato che la legge delega n. 244 del 2012 spinge ad attuare una «revisione in senso incisivamente riduttivo delle dimensioni strutturali e organiche dello strumento militare nazionale, resa indispensabile dalla congiuntura di finanza pubblica». In particolare evidenzia che «il trasferimento, dal battaglione logistico all'8° reggimento logistico di Orzano di Remanzacco, delle funzioni di supporto logistico alla Brigata "Ariete" e alle sue unità, non ha ripercussioni sulla distanza delle unità da supportare, in quanto il nuovo concetto di supporto logistico dell'Esercito prevede il conferimento di: maggiori capacità d'intervento manutentivo in autonomia ai singoli reggimenti». Inoltre sottolineava che «Il trasferimento soddisfa, tra l'altro, anche l'esigenza di razionalizzare le infrastrutture di Maniago - che ospita attualmente il 132° reggimento artiglieria e il battaglione logistico - e di Orzano di Remanzacco, dove ha sede l'8° reggimento logistico. In particolare, la caserma "Baldassarre" di Maniago, grazie ai lavori effettuati negli ultimi anni, è più rispondente alle esigenze del 132° reggimento artiglieria (che, per carenza di spazi è costretto ad avvalersi, oggi, di un'ulteriore infrastruttura in Sequals - a 13 chilometri da Maniago - per allocarvi parte dei mezzi in dotazione) e più funzionale, pertanto, all'accentramento dell'unità nella stessa caserma»;
considerato altresì che la citata legge delega ha trovato attuazione nel decreto legislativo n. 7 del 2014 "Disposizioni in materia di revisione in senso riduttivo dell'assetto strutturale e organizzativo delle Forze armate ai sensi dell'articolo 2, comma 1, lettere a), b) e d), della legge 31 dicembre 2012, n. 244" e nel decreto legislativo n. 8 del 2014, recante "Disposizioni in materia di personale militare e civile del Ministero della difesa, nonché misure per la funzionalità della medesima amministrazione, a norma degli articoli 2, comma 1, lettere c) ed e), 3, commi 1 e 2, e 4, comma 1, lettera e), della legge 31 dicembre 2012, n. 244";
considerato infine che gli interroganti non condividono la posizione del Ministero, espressa in sede di risposta all'atto di sindacato ispettivo citato, relativamente alle esigenze di ottimizzazione delle risorse in forza ai battaglioni in oggetto e al loro dislocamento sul territorio,
si chiede di sapere:
quali siano i motivi per cui il trasferimento ad oggi non sia stato portato a compimento e non risulti ultimata la prevista chiusura del battaglione logistico "Ariete", presso la caserma Baldassarre di Maniago, nonostante fosse stato esplicitato che si sarebbe provveduto a movimentare i militari interessati dal mese di dicembre 2013;
se il Ministro in indirizzo non ritenga sia necessario diramare con urgenza informazioni precise e dettagliate ai militari interessati relativamente ai tempi previsti, affinché possano approntare con la dovuta serenità il previsto il trasferimento ad altra sede.
(3-01272)