Legislatura 17ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 317 del 24/09/2014
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PETRAGLIA (Misto-SEL). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PETRAGLIA (Misto-SEL). Signor Presidente, rispetto allo scorso anno, quando approvammo il bilancio preventivo per l'anno 2014 a fine novembre, perché eravamo al'inizio della legislatura, quest'anno registriamo un passo in avanti, con l'allineamento della discussione del bilancio preventivo e del consuntivo. Come è stato detto già nella seduta antimeridiana, il ritardo con cui oggi discutiamo il bilancio è dovuto alla nostra organizzazione dei lavori. Lo dico per il lavoro compiuto dal Collegio dei Questori e dai funzionari del Senato: eravamo pronti un po' di tempo fa per discutere il bilancio.
Vorrei evidenziare alcuni aspetti del bilancio, che sono stati ben segnalati dalla relazione di accompagnamento, ma vorrei soffermarmi su quanto la parte di funzionamento ordinario del bilancio sia quella più ridimensionata e, in generale, sul fatto che i costi del Senato, negli ultimi anni, siano scesi, in media, quanto o più di quelli delle amministrazioni pubbliche. Le spese di funzionamento sono state ridotte, passando da 57 milioni di euro a 49 milioni di euro, con una diminuzione del 14 per cento in un anno e, come la relazione dei Questori ci ha detto, tutte o quasi le voci sono in diminuzione. Tuttavia crediamo che questa discussione debba essere utile per una riflessione onesta tra noi tutti.
Prima della pausa estiva, siamo stati impegnati giorno e notte nell'approvazione della riforma costituzionale, che cambierà il Senato sostanzialmente, facendolo passare, ad un'Assemblea di secondo livello, formata da 100 senatori non eleggibili da parte dei cittadini. Una delle più forti motivazioni a sostegno di questa riforma, da parte del Governo, è stata proprio la riduzione dei costi della politica e l'aspirazione che l'abolizione del Senato eletto dai cittadini produrrà un enorme risparmio per il Paese. Allora, per noi, l'analisi del bilancio del Senato assume un interesse particolare, perché ci permette di fare un'operazione di verità nei confronti dei cittadini. C'è stato detto che le competenze dei senatori rappresentano 42 milioni di euro, a cui si sommano 36 milioni di euro di natura indennitaria e 21 milioni di euro di trasferimento ai Gruppi parlamentari. Nel Senato dei 100, quanti sarebbero i rimborsi ai consiglieri regionali o ai sindaci? È ipotizzabile che siano almeno 12 milioni di euro?
Presidenza della vice presidente FEDELI (ore 17,58)
(Segue PETRAGLIA). E cosa accade alla voce «Gruppi parlamentari»? Continueranno ad esserci i Gruppi parlamentari? La corrispondente voce «Trasferimento ai Gruppi parlamentari» sarà diminuita di due terzi, fino ad essere di soli 7 milioni di euro? Quindi, se la matematica non è un' opinione, si avrà un risparmio massimo stimabile di 80 milioni di euro. Si tratta di una cifra senza dubbio importantissima su un bilancio di 525,5 milioni di euro. Parliamo infatti del 15,2 per cento di risparmio nel caso in cui i nuovi senatori svolgeranno a costo zero il loro mandato. Poi diventerà particolarmente interessante leggere la voce «rimborsi spese ai senatori».
Non siamo quindi dinanzi ad un azzeramento come ci è stato detto. Ed è grave che il Governo, invece di mettere mano a stimoli seri ed urgenti all'economia, abbia preferito distogliere l'opinione pubblica e bloccare le attività istituzionali per lunghissime settimane, per approvare una riforma che fa risparmiare il 15 per cento, sottraendo spazi alla democrazia ed il potere democratico dei cittadini di scegliere chi li rappresenta.
Credo che abbiamo il dovere di raccontare a gran voce ai cittadini che abbiamo approvato una pessima riforma costituzionale solo per parlare alla pancia della gente, gente che pensa che i politici siano tutti uguali e tutti rubino. Ma questo non è oggetto della discussione di oggi.
Naturalmente, il risparmio massimo del 15 per cento vale sempre se i nuovi senatori non avranno alcuna indennità e se tutta la voce «trasferimento ai Gruppi parlamentari» si azzererà.
Siamo pronti a vedere cosa succederà nella realtà. Certo, se dovessimo avere come punto di riferimento la realtà di questi giorni rispetto alle elezioni provinciali dopo una lunga campagna elettorale, una delle tante campagne demagogiche per l'abolizione della politica, l'esperienza ci dice che le Province non sono state abolite e quindi non vi è stato alcun azzeramento.
Abbiamo ascoltato con attenzione alcuni interventi della maggioranza che ci hanno spiegato la necessità, in nome della spending review o razionalizzazione (ma vorrei precisare che si tratta di due concetti profondamente diversi), di unificare e riorganizzare le strutture dei due rami del Parlamento. Impegno che, tra l'altro, avevamo preso già lo scorso anno, ancora prima della proposta di riforma costituzionale dell'attuale Governo. Ma evidentemente c'era preterintezione e le ingenuità in politica non sono ammesse, nemmeno le nostre.
Nel dibattito sui costi c'è stata una grande ambiguità su quello che succederà delle strutture del Senato, dei lavoratori e delle lavoratrici. Nemmeno oggi ci sono stati segnali chiari. Abbiamo letto, nelle scorse settimane, affermazioni del Governo che a volte hanno annunciato la chiusura, altre la riduzione, ma credo che dovremo dire cosa avverrà a tutti coloro che lavorano al Senato, sopratutto quali strumenti mettiamo in campo per tutelare tutto il personale: quello del Senato, quello dei Gruppi, quello della famosa delibera del 1993 e i precari in attesa di stabilizzazione. Insomma, a tutti coloro che quotidianamente fanno funzionare, egregiamente come tutti hanno ampiamente detto, la seconda istituzione dello Stato. Personale di grande professionalità, che dovremmo saper valorizzare meglio e non rappresentare all'esterno come parte della casta. Vorrei ricordare che il personale è diminuito perché è in vigore il blocco del turn over e che vige il blocco dell'adeguamento automatico delle retribuzioni.
È stato ricordato che è in corso una difficile trattativa sindacale per un taglio alle retribuzioni più alte. Noi ci sentiamo in dovere di dire di utilizzare accortezza e pieno coinvolgimento, di evitare pessime rappresentazioni all'esterno, il cui unico effetto è il discredito di tutti noi, nonché di evitare che in nome di una giustizia sociale si effettuino tagli anche sulle retribuzioni più basse.
Condividiamo la proposta di proporre soluzioni per dare certezza contrattuale ed economica anche ai collaboratori parlamentari.
In questi anni, abbiamo assistito alla caduta di credibilità delle nostre più alte istituzioni, considerate come luoghi irriformabili, luoghi dello spreco e dei privilegi, in nome del principio «tanto sono tutti uguali».
La presentazione del bilancio del Senato potrebbe dunque essere l'occasione e l'opportunità per un'operazione di trasparenza e chiarezza nei confronti dei cittadini.
Tutti condividiamo la necessità di razionalizzare le spese del Senato, di proseguire sulla strada di scelte importanti come il taglio delle competenze dei senatori e i vitalizi. Crediamo che dovremo aprire una seria riflessione sulla riduzione delle nostre indennità, ma non perché qui si lavora solo due giorni e mezzo alla settimana. Faccio un appello a tutti noi: lasciamo questo facile populismo alla Rete e a qualche Ministro. Noi dobbiamo essere in sintonia con il Paese e con la situazione del Paese e dobbiamo imparare noi stessi a saper raccontare il nostro lavoro, che non è fatto solo di Aula e Commissione, ma anche di confronti pubblici, incontri diretti con i cittadini e con i territori che rappresentiamo. I Questori hanno lavorato insieme con gli Uffici - e li ringraziamo - per garantire una rendicontazione reale e trasparente di tutte le spese relative all'indennità di mandato. La trasparenza assoluta deve rimanere un impegno primario per noi e per tutte le amministrazioni pubbliche dinanzi ai cittadini, che hanno il diritto di sapere come vengono utilizzati i fondi pubblici fino all'ultimo centesimo.
Ma questo a volte non sembra neanche più interessare, perché, in un clima di crescente antipolitica e populismo, un clima che la politica degli ultimi mesi ha costruito rappresentando le istituzioni stesse come una spesa improduttiva, l'approvazione del bilancio del Senato non è una notizia. Peccato, perché sarebbe stata l'occasione giusta per spiegare al Paese che le istituzioni democratiche stanno facendo la loro parte seriamente per il risanamento dei conti, spiegare che i compensi dei senatori sono stati ridotti, come sono stati tagliati i vitalizi e i privilegi, spiegare che l'attività delle istituzioni e l'attività politica hanno dei costi reali, perché la democrazia è un investimento per il futuro del Paese e non una voce di costo del bilancio. Spiegare questo sarebbe stato serio, responsabile ed europeo; ma anche su questo il nostro Paese è in piena controtendenza.
Ad ogni modo, sulla base di queste considerazioni, Sinistra, Ecologia e Libertà e tutto il Gruppo Misto voteranno a favore del bilancio del Senato.