Legislatura 17ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 317 del 24/09/2014
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DEL BARBA (PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DEL BARBA (PD). Signor Presidente, colleghi senatori, il bilancio consuntivo per l'anno 2013 e il bilancio di previsione per l'anno 2014 al nostro esame evidenziano l'apprezzabile raggiungimento, in termini sia nominali che reali, degli obiettivi contenuti nell'ordine del giorno G100, approvato in data 3 agosto 2011 dall'Assemblea del Senato, in occasione della discussione del bilancio interno del Senato per l'anno finanziario 2011. In quell'ordine del giorno, fortemente voluto e sostenuto nella scorsa legislatura dal Gruppo del Partito Democratico, il Senato si impegnava, in linea con quanto già previsto per le altre istituzioni e amministrazioni dello Stato, ad avviare un percorso di spending review interna e di razionalizzazione dei Servizi, con l'obiettivo di ridurre la spesa complessiva di un ammontare pari al -1,5 per cento, al -3,5 per cento e al -6 per cento rispettivamente negli anni 2012, 2013 e 2014, con riferimento ai valori del 2010.
A seguito di un percorso rigoroso e virtuoso di razionalizzazione e contenimento della spesa, al quale hanno contribuito tutte le parti interessate, e che ha riguardato tutti i capitoli e le voci di spesa del bilancio interno del Senato, quegli obiettivi, come detto, oggi sono stati sostanzialmente raggiunti. È il caso di sottolineare che in tale operazione di riduzione complessiva della spesa del Senato un contributo significativo è stato conseguito dal lato delle spese di funzionamento e dal lato della spesa per i senatori, in particolare attraverso l'abolizione del vitalizio e l'adozione di un sistema pensionistico contributivo pro rata.
Nel confronto con le amministrazioni centrali, il contenimento delle spese complessive del Senato risulta sostanzialmente in linea. Su tale dato influiscono tuttavia in misura significativa proprio la spesa per il personale cessato dal servizio e le spese per i vitalizi, al netto delle quali l'aggregato del Senato si assesterebbe a livelli decisamente migliori.
Il bilancio consuntivo per l'anno 2013 e il bilancio preventivo per l'anno 2014 danno evidenza numerica a tale percorso, confermando quindi una riduzione di natura permanente della spesa interna anche per gli anni a venire. Nel merito, i documenti al nostro esame evidenziano, per quanto riguarda il bilancio consuntivo per l'anno 2013, una spesa complessiva effettiva pari a 525 milioni di euro, più bassa di 28,5 milioni di euro rispetto allo stanziamento preventivato. Dal lato delle entrate, il consuntivo 2013 registra entrate effettive pari a 534 milioni di euro a fronte di 554 milioni di euro di entrate preventivate; pertanto l'avanzo di esercizio 2013 si attesta a 17,942 milioni di euro.
Il contributo alle economie di spesa si registrano in tutti i macroaggregati. Non ripeto quanto ho qui appuntato sulle principali voci che contribuiscono a queste riduzioni, in quanto già ripercorse nell'intervento apprezzato del senatore questore De Poli e riprese ulteriormente da altri colleghi nel corso della discussione generale.
Passando al bilancio preventivo per l'anno 2014, la previsione di spesa è stata fissata, al netto dei risparmi da versare a bilancio del Senato e al lordo dei trasferimenti al Fondo di previdenza del personale maturati e non effettuati, in 541 milioni di euro. Rispetto al 2010, il preventivo 2014 evidenzia una riduzione della spesa complessiva in misura pari al 9 per cento; circa 53,5 milioni di euro in meno rispetto al 2010. Anche in questo caso, non entro nei dettagli già ricordati.
Sulla gestione delle spese relative al 2014, pertanto, grava l'onere di eguagliare, se non migliorare le performance registrate a consuntivo nel 2013 ed il raggiungimento di adeguate economie di spesa che certifichino in via definitiva il trend di riduzione permanente della spesa.
I dati di bilancio preventivo evidenziano ad una prima sommaria analisi un miglioramento generale dell'andamento della spesa, su cui tuttavia grava il peso dei trattamenti del personale in quiescenza, che cresce in misura più accentuata (+4,08 per cento) della variazione in diminuzione del costo del personale in servizio (-3,25 per cento).
Proprio su questo punto, così come sulla crescita della spesa per gli ex senatori, occorre effettuare nei prossimi mesi una verifica approfondita su cause e linee di tendenza per individuare i possibili interventi correttivi.
Per quanto riguarda le spese per servizi e forniture, si prevede per il 2014 una riduzione del 2,47 per cento rispetto al 2013; dato a cui contribuiscono tutte le voci di spesa, fatta eccezione per la voce «Studi, ricerche e informazioni» che è prevista in aumento del 6,26 per cento. Le spese in conto capitale sono previste rimanere inalterate nel 2014 rispetto a quanto preventivato nel 2013.
Dato atto dei risultati positivi raggiunti in questi ultimi tre esercizi, ci troviamo oggi di fronte a nuove sfide, forse più ambiziose e con un respiro di lungo periodo, almeno di legislatura.
Gran parte del lavoro che poteva essere fatto sulla base dell'ordine del giorno G100 è stato realizzato; il trend di riduzione e stabilizzazione della spesa è noto anche per i prossimi anni. Potremmo ritenerci soddisfatti, ma proprio da questi risultati il Partito Democratico ritiene di dover ripartire per migliorare e allineare le spese del Senato a quelle delle altre amministrazioni dello Stato. In buona sostanza, si tratta di riprendere e rilanciare, con maggiore determinazione e con nuovi contenuti, lo spirito e le finalità del già citato ordine del giorno, dando al Senato, ma non solo ad esso nuovi traguardi di efficienza ed innovazione.
Conclusa la fase più semplice dei cosiddetti "tagli lineari" alla spesa interna, a nostro giudizio risultano ancora aperti diversi fronti su cui lavorare per migliorare il processo di revisione della spesa stessa. In tale contesto, come è emerso nel corso della discussione generale, si potrebbe lavorare in sinergia con la Camera dei deputati, in direzione di una nuova e diversa modalità di erogazione dei servizi di natura identica, oggi erogati in modo separato dalle due Camere.
Alcune iniziative in tal senso sono state già adottate, e più volte ricordate nella giornata di oggi. Ma sul tema dell'unificazione dei servizi di Camera e Senato molto può essere ancora fatto, ottenendo per tale via maggiore efficienza e qualità nell'erogazione dei servizi stessi e minori centri di spesa. Penso ad esempio che sarebbe utile in prima battuta unificare la gestione dei servizi informatici, creare un polo bibliotecario unico del Parlamento. Gli ordini del giorno di oggi sono andati esattamente in questa direzione e, tra l'altro, le biblioteche di Camera e Senato sono tra loro contigue, e soprattutto unificare e rafforzare alcuni servizi centrali per entrambe le Camere.
Non mi dilungo nella puntuale individuazione delle prossime sinergie, nella consapevolezza che il dibattito odierno ha pienamente illustrato questa volontà, consegnandola al puntuale lavoro di questa amministrazione.
Anche il complesso del trattamento per i senatori meriterà particolare attenzione con riferimento alla parte accessoria; all'assistenza sanitaria integrativa; alla fruizione dei servizi per lo svolgimento dell'attività politica; alla figura del collaboratore parlamentare; temi già affrontati sempre negli ordini del giorno di oggi che richiedono, comunque, il giusto equilibrio tra la spinta all'innovazione e l'europeizzazione delle funzioni politiche, la corretta valutazione delle peculiarità nazionali, la necessaria volontà del permanere degli equilibri finanziari.
Altro tema rilevante di futuro impegno sarà quello di rendere quanto più trasparente e coerente il meccanismo del sistema contributivo pro rata per i senatori in carica, andando nel contempo ad esaminare i futuri equilibri del sistema pensionistico e contributivo interno, avvertendo in questo modo la responsabilità di non lasciare in sospeso un tema tanto delicato e complesso, in vista dei cambiamenti costituzionali già approvati in prima lettura da questo ramo del Parlamento.
Ai dovuti interventi di revisione e razionalizzazione dei trattamenti dei senatori e degli ex senatori, occorre agganciare altri interventi sulle spese di funzionamento.
Per quanto riguarda il personale, non posso che concordare con quanto affermato oggi dalla collega senatrice Di Giorgi che ha ricordato, con parole certamente condivise da tutti, la straordinaria qualità, peraltro necessaria per i nostri lavori e l'altezza del compito che ci viene affidato, del personale interno del Senato e la pur doverosa necessità di allineare gli stipendi a quanto previsto per il personale delle amministrazioni centrali dello Stato. Credo vada sottolineata anche da quest'Aula la particolare attenzione e condivisione del delicato lavoro in fase di svolgimento assunto dagli Uffici di Presidenza di Camera e Senato.
Occorre poi lavorare per rafforzare ulteriormente i meccanismi di trasparenza delle istituzioni, e anche di questo abbiamo parlato. Su tale aspetto il Gruppo del Partito Democratico del Senato rivendica un ruolo primario. Siamo stati i primi a pubblicare il nostro bilancio approvato dalla società di revisione esterna. Rendere quanto più trasparenti le modalità di svolgimento delle gare e delle relative assegnazioni di servizi, dando evidenza pubblica anche degli esiti, non potrà che concorrere a migliorare la qualità degli stessi e favorire un'ulteriore riduzione dei costi, senza considerare che ciò incontrerà la necessità di rendere trasparente, e dunque più prossimi, gli effetti finanziari del nostro operare quotidiano.
Concludo perché quelli delineati sono soltanto alcuni dei possibili interventi per revisionare e migliorare con continuità la spesa del Senato. È un campo d'azione oltremodo necessario, tenuto conto della lunga crisi in atto e dei numerosi sforzi e sacrifici che tutta la collettività nazionale è chiamata a mettere in atto, e ai quali non può certamente sottrarsi l'istituzione Senato, nell'ottica di una consistente e progressiva riduzione della spesa pubblica.
L'insieme degli interventi descritti dovrà essere strettamente correlato ai nuovi e più ambiziosi obiettivi di risparmio di spesa da conseguire in ogni esercizio, nei prossimi anni, in misura tale da consentire la progressiva riduzione dell'apporto di risorse per il funzionamento del Senato a carico del bilancio dello Stato, senza tralasciare l'opportunità che questi efficientamenti dovranno offrire in termini di innovazione e rafforzamento complessivo per un migliore funzionamento.
Credo che la discussione di oggi sia stata molto costruttiva e prolifica e me ne rallegro.
Vorrei solo aggiungere che in questo clima di piena collaborazione mi rammarico per alcune agenzie che in questi minuti stanno strumentalizzando una posizione che oggi quest'Assemblea ha assunto pienamente con consapevolezza rispetto all'ordine del giorno G1, lettera f). Questo Senato, questa Aula si è impegnata anche su un tema così delicato e scottante, come è quello dei vitalizi per i senatori non più in carica e colpevoli di reati particolarmente gravi (Applausi ironici del senatore Giarrusso), e credo non sia corretto trasferire all'esterno una comunicazione di segno differente. Proprio oggi abbiamo ribadito un impegno comune e proprio oggi su di esso dovremmo fare fronte comune.
Mi accingo allora alla conclusione. Al Collegio dei senatori Questori, anche sulla spinta delle determinazioni che assumerà l'Assemblea del Senato, spetterà nei prossimi giorni e comunque prima del prossimo anno formulare le proposte che illustrino il percorso e le iniziative per proseguire nel contenimento delle spese e per la complessiva riorganizzazione ed efficientamento del Senato della Repubblica. Per tutti questi motivi annuncio il voto favorevole del Gruppo del Partito Democratico al provvedimento in esame. (Applausi dal Gruppo PD).